Il capitolo 18, insieme al capitolo 17, parla del giudizio di Dio contro Babilonia spirituale durante le ultime 7 piaghe. Il capitolo si divide in due parti: il gran grido (v. 1-8) e la caduta di Babilonia accompagnata da un lamento (v. 9-24). La prima parte del capitolo torna indietro a un tempo precedente alle ultime piaghe; lo si può capire dal fatto che presenta l’ultimo invito che verrà dato al mondo ad uscire da Babilonia spirituale. Se c’è ancora un invito da parte di Dio vuole dire che il tempo di grazia non si è ancora concluso.

 

 

 

1 - APOCALISSE 18: 1

 

Apocalisse 18:1 «Dopo queste cose vidi scendere dal cielo un altro angelo che aveva una grande autorità, e la terra fu illuminata dal suo splendore».

Qui c’è un altro angelo che si unisce ai tre angeli di Apocalisse 14, ripetendo il messaggio del secondo angelo, questa volta a gran voce. Rappresenta il popolo di Dio che predicherà l’ultimo messaggio di avvertimento e di salvezza al mondo, la chiusura dell’opera del vangelo su questa terra. Il messaggio dei tre angeli sarà proclamato dal popolo di Dio ripieno dello Spirito Santo. L’angelo scende dal cielo con grande potenza. La parola greca exousia può essere tradotta con autorità, potenza, forza. Gesù promise di dare potenza ai Suoi discepoli: “Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e Mi sarete testimoni: in Gerusalemme e in tutta la Giudea e in Samaria, e fino all’estremità della terra” (Atti 1:8). Solo lo Spirito Santo può darci potenza ed efficacia nella nostra testimonianza per Gesù. L’angelo viene dal cielo, cioè dall’alto e rappresenta il popolo di Dio rivestito di potenza dall’alto. Lo Spirito Santo è rappresentato dalla pioggia, qualcosa che viene dal cielo. In Gioele 2 troviamo la promessa che lo Spirito Santo sarà riversato con potenza sulla chiesa negli ultimi giorni: “Gioite quindi, o figli di Sion, e rallegratevi nell’Eterno, il vostro Dio, perché vi ha dato la prima pioggia secondo giustizia e farà cadere per voi la pioggia, la prima pioggia e l’ultima pioggia nel primo mese. Dopo questo avverrà che Io spanderò il Mio Spirito sopra ogni carne; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. In quei giorni spanderò il Mio Spirito anche sui servi e sulle serve” (Gioele 2:23,28-29). Nel giorno di Pentecoste, Pietro citò questo passaggio e disse che fu adempiuto in quel giorno quando Dio riversò sulla chiesa lo Spirito Santo (vedi Atti 2:16-21). Il passaggio di Gioele parla della prima pioggia e dell’ultima pioggia; l’immagine è tratto dal mondo dell’agricoltura perché la prima pioggia in autunno faceva spuntare il seme mentre l’ultima pioggia in primavera portava alla maturazione del frutto. Alla Pentecoste la chiesa ricevette la prima pioggia e iniziò l’opera del vangelo; negli ultimi tempi il popolo di Dio riceverà l’ultima pioggia per portare a compimento l’opera del vangelo con la potenza dello Spirito Santo, proprio così come era iniziata. Troviamo conferma di questo in Gioele 2 perché dopo aver parlato del fatto che Dio riverserà il Suo Spirito su ogni carne, il testo parla di segni della fine: “Farò prodigi nei cieli e sulla terra: sangue, fuoco e colonne di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno dell’Eterno” (Gioele 2:30-31). Il linguaggio è chiaramente escatologico e fa riferimento al grande giorno del Signore che è il ritorno di Gesù. Abbiamo trovato il sole mutato in tenebre e la luna in sangue anche nell’Apocalisse, nel 6° sigillo (vedi Apocalisse 6:12). Perciò abbiamo la certezza che questa promessa adempiutasi alla Pentecoste sarà adempiuta di nuovo prima del ritorno di Gesù.

Gesù disse: “Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che Glielo chiedono” (Luca 11:13). Per essere ripieni di Spirito Santo dobbiamo chiedere lo Spirito Santo, perché Dio è disposto a donarlo a chiunque lo chiede. Dio darà lo Spirito Santo a chiunque ha sete di avere lo Spirito: “Poiché Io spanderò acqua sull’assetato e ruscelli sulla terra arida; spanderò il Mio Spirito sulla tua progenie e la Mia benedizione sui tuoi discendenti” (Isaia 44:3). Per essere ripieni di Spirito Santo dobbiamo sentire il bisogno dello Spirito Santo. Chi chiede lo Spirito Santo è chi ne avverte il bisogno. Dio desidera riversare ancora lo Spirito Santo sulla chiesa come fece con la chiesa primitiva. Se non vediamo la potenza di cui era investita la chiesa apostolica non è perché la promessa dello Spirito non è ancora valida ma perché non la apprezziamo come la apprezzava la chiesa apostolica. Dio ci invita a chiedere la pioggia dell’ultima stagione: “Chiedete all’Eterno la pioggia nel tempo dell’ultima pioggia!” (Zaccaria 10:1). Siamo nel tempo della pioggia dell’ultima stagione e il popolo di Dio la riceverà quando la chiederà con fervore. Non siamo noi che stiamo aspettando il Signore ma è il Signore che aspetta che la Sua chiesa desideri veramente ottenere la promessa del battesimo dello Spirito Santo. “… e la terra fu illuminata dalla sua gloria” (v. 1): l’angelo che scende dal cielo illuminerà la terra con la sua gloria. Dato che questo angelo, come i tre angeli di Apocalisse 14, rappresenta il popolo di Dio, il testo dice che la terra sarà illuminata dal popolo di Dio. La gloria con cui sarà illuminato il mondo è la gloria di Gesù perché i Suoi discepoli possono solo riflettere la Sua gloria in quanto Gesù è la luce del mondo (vedi Giovanni 1:9, 3:19, 8:12, 9:5, 12:46).

La gloria di Dio rappresenta il Suo carattere (vedi Esodo 33:18-19, 34:5-7). Qui l’Apocalisse ci porta a un tempo nel quale tutta la terra sarà illuminata dai discepoli di Gesù che rifletteranno la Sua immagine. Questo tempo glorioso era stato preannunciato anche nell’Antico Testamento: “Santo, santo, santo è l’Eterno degli eserciti. Tutta la terra è piena della Sua gloria” (Isaia 6:3). “Poiché la terra sarà ripiena della conoscenza della gloria dell’Eterno, come le acque coprono il mare” (Abacuc 2:14). “Sorgi, risplendi, perché la tua luce è giunta, e la gloria dell’Eterno si è levata su te. Poiché ecco, le tenebre ricoprono la terra e una fitta oscurità avvolge i popoli, ma su di te si leva l’Eterno e la Sua gloria appare su di te” (Isaia 60:1-2): questa profezia di Isaia sarà adempiuta dalla chiesa. La gloria del Signore si leverà sulla chiesa e la chiesa si alzerà per risplendere in un mondo pieno di tenebre. Il mondo vedrà il carattere di Gesù riflesso nelle vite dei Suoi discepoli. In questo modo la chiesa adempirà lo scopo datole da Dio, rivelare Cristo al mondo (vedi Matteo 5:14-16, Filippesi 2:14-16).

2 - APOCALISSE 18: 2-3

 

Apocalisse 18: 2-3 «Egli gridò con voce potente: «È caduta, è caduta Babilonia la grande! È diventata ricettacolo di demòni, covo di ogni spirito immondo, rifugio di ogni uccello impuro e abominevole. Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua prostituzione furente, e i re della terra hanno fornicato con lei, e i mercanti della terra si sono arricchiti con gli eccessi del suo lusso».

L’angelo che gridò a gran voce rappresenta il popolo di Dio che predicherà con forza, convinzione e nella potenza dello Spirito Santo. Questo messaggio è la ripetizione del messaggio del secondo angelo, che era l’unico messaggio tra i messaggi dei tre angeli che non doveva essere proclamato a gran voce in Apocalisse 14 (vedi Apocalisse 14:8). Questo significa che al presente il messaggio del primo angelo e del terzo angelo vanno proclamati a gran voce ma non il messaggio del secondo angelo. Perché? La caduta morale di Babilonia non è ancora completa. Abbiamo visto studiando Apocalisse 14 che il messaggio del secondo angelo segue il messaggio del primo angelo ed esiste solo in virtù del rifiuto della maggioranza, anche della cristianità, delle verità contenute nel messaggio del primo angelo. Tra gli altri elementi, il messaggio del primo angelo conteneva un invito ad adorare Dio in quanto Creatore, facendo un diretto riferimento al comandamento del sabato (vedi Apocalisse 14:7, Esodo 20:11). Pur avendo rifiutato il messaggio del sabato, le chiese protestanti non sono ancora completamente cadute. Lo saranno quando, stringendo la mano al papato, istituiranno un falso sabato, facendo pressioni sui governi e utilizzando le leggi dello stato per imporre l’osservanza della domenica. Il messaggio del secondo angelo acquisterà forza e sarà predicato a gran voce dopo che sarà passata la legge domenicale. Il messaggio di Apocalisse 18 non sostituirà il messaggio dei tre angeli di Apocalisse 14, ma in quel tempo andrà ad aggiungersi ad essi. Infatti, il messaggio dei tre angeli sarà predicato nella potenza dello Spirito Santo e nella sua interezza fino alla chiusura del tempo di grazia. Perciò, la prima parte di Apocalisse 18 ci riporta ad un tempo precedente alla chiusura del tempo di grazia e alla caduta delle ultime 7 piaghe ma posteriore all’imposizione dell’osservanza della domenica: siamo nel mezzo della crisi finale del marchio della bestia.

In quel tempo il messaggio dei tre angeli sarà stato predicato con la potenza della pioggia dell’ultima stagione e produrrà un effetto che non si poteva verificare in precedenza: vedendo l’adempiersi dell’imposizione dell’osservanza della domenica così come proclamato dalla chiesa del rimanente, molti si uniranno al movimento sabatico. La profezia ci dice che in quel tempo le chiese che costituiscono Babilonia spirituale saranno diventate “una dimora di demoni, un covo di ogni spirito immondo, un covo di ogni uccello immondo ed abominevole” (v. 2).Questo linguaggio è preso da profezie che riguardavano Babilonia letterale che sarebbe diventata la dimora di animali selvatici e uccelli (vedi Isaia 13:21-22, Geremia 50:39). Gli uccelli immondi sono qui un riferimento ai falsi insegnanti; Geremia parla di uomini malvagi che tendono lacci per catturare uomini e paragona le loro case a gabbie piene di uccelli (vedi Geremia 5:23-27). C’è una ripetizione delle idee contenute nel messaggio del secondo angelo e nella descrizione della meretrice: le nazioni che bevono il vino della fornicazione di Babilonia e i re che commettono fornicazione con Babilonia (vedi Apocalisse 14:8, 17:1-2). Le nazioni avranno bevuto del vino di Babilonia quando avranno acconsentito a imporre l’osservanza della domenica e la fornicazione con i re della terra si realizzerà pienamente quando si verificherà l’unione di chiesa e stato, cioè la chiesa che usa le leggi dello stato per regolamentare l’adorazione.

 

3 - APOCALISSE 18: 4-8

 

Apocalisse 18: 4-8 «Poi udii un’altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate complici dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi; perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità. Usatele il trattamento che lei ha usato, datele doppia retribuzione per le sue opere; nel calice in cui ha versato ad altri, versatele il doppio. Datele tormento e afflizione nella stessa misura in cui ha glorificato se stessa e vissuto nel lusso. Poiché dice in cuor suo: “Io sono regina, non sono vedova e non vedrò mai lutto”. Perciò in uno stesso giorno verranno i suoi flagelli: morte, lutto e fame, e sarà consumata dal fuoco; poiché potente è Dio, il Signore che l’ha giudicata.». 

 

“Uscite da essa, o popolo Mio” (v. 4): il linguaggio di questo testo è preso dal libro di Geremia dove Dio avvertì il Suo popolo di uscire da Babilonia per l’incombente giudizio su quella nazione pagana (vedi Geremia 50:8, 51: 6 – 9,45). Quando la caduta di Babilonia spirituale sarà completa ci sarà un’ultima chiamata ad uscire dalle chiese che compongono Babilonia spirituale prima che cadano su di lei le ultime 7 piaghe e ad unirsi alla chiesa del rimanente. In quel momento storico il popolo di Dio sarà radunato da tutte le chiese e “vi sarà un solo gregge e un solo pastore” (Giovanni 10:16). Notare che Dio chiama “popolo Mio” (v. 4) i credenti sinceri che appartengono alle chiese che costituiscono Babilonia spirituale. Dio ha e avrà veri credenti in ogni chiesa anche in un tempo successivo all’imposizione della domenica. La maggioranza del vero popolo di Dio oggi si trova al di fuori della chiesa del rimanente. Prima ma anche dopo l’imposizione del marchio della bestia, credenti fedeli appartenenti alle chiese di Babilonia spirituale ascolteranno e crederanno al messaggio dei tre angeli e molti usciranno da quelle chiese. Troviamo un’altra conferma nel testo che l’ultima chiamata a uscire da Babilonia spirituale, perché è detto di Babilonia che “i suoi peccati sono giunti fino al cielo” (v. 5). Ed è anche un tempo precedente alla chiusura del tempo di grazia perché c’è un avvertimento a uscire da Babilonia affinché “non vi venga addosso alcuna delle sue piaghe” (v. 4); è evidente che l’invito viene prima della caduta delle piaghe.

Il popolo di Dio sarà chiamato ad uscire da Babilonia perché in quel tempo rimanere in quei sistemi significherà approvare e sostenere pubblicamente delle istituzioni che si saranno corrotte rifiutando la luce della verità biblica per imporre un sistema di falsa adorazione contrario alla legge di Dio. In quel tempo, chi rimarrà dentro le chiese che compongono Babilonia spirituale parteciperà alla responsabilità dei peccati di Babilonia. A Babilonia spirituale sarà reso il doppio del male da lei commesso; questo è un principio che troviamo in diversi testi dell’Antico Testamento (vedi Esodo 22:4,7,9, Isaia 40:2, Geremia 16:18) e anche in riferimento a Babilonia letterale (vedi Salmo 137:8, Geremia 51:24). Lo spirito di Babilonia è: “Io seggo come regina, non sono vedova e non vedrò mai cordoglio” (v. 7), citazione di un passaggio di Isaia che si riferiva a Babilonia letterale (vedi Isaia 47:7-8). Babilonia spirituale si crede sicura nella sua apostasia, ma su di lei verrà una distruzione improvvisa con le piaghe, “morte, cordoglio e fame” (v. 8) perché queste sono le cose che aveva commesso contro il popolo di Dio.

LA CADUTA DI BABILONIA

Questa sezione parla della caduta di Babilonia ed è un lamento su Babilonia spirituale. Ci sono tre lamenti su Babilonia da parte di coloro che avevano cooperato con lei, cioè i re della terra, i mercanti della terra e i capitani. Mentre al capitolo 17 Babilonia spirituale è rappresentata dalla grande meretrice per sottolinearne la corruzione morale, qui è rappresentata dalla grande città per sottolinearne il potere oppressivo.

 

 

4 - APOCALISSE 18: 9-20

 

Apocalisse 18: 9-20  «I re della terra, che fornicavano e vivevano in lascivie con lei, quando vedranno il fumo del suo incendio piangeranno e faranno cordoglio per lei. Spaventati dai suoi tormenti se ne staranno lontani e diranno: “Ahi! ahi! Babilonia, la grande città, la potente città! Il tuo giudizio è venuto in un momento!”. I mercanti della terra piangeranno e faranno cordoglio per lei, perché nessuno compra più le loro merci: oro, argento, pietre preziose, perle, lino pregiato, porpora, seta, scarlatto, ogni varietà di legno odoroso, ogni varietà di oggetti d’avorio e di legno preziosissimo, bronzo, ferro, marmo, cannella, spezie, profumi, unguenti, incenso, vino, olio, fior di farina, grano, buoi, pecore, cavalli, carri e persino i corpi e le anime di uomini. I frutti che l’anima tua desiderava sono andati lontano da te; tutte le cose delicate e sontuose sono perdute per te, e non si troveranno mai più. I mercanti di queste cose che sono stati arricchiti da lei se ne staranno lontani per timore del suo tormento, piangeranno e faranno cordoglio, dicendo:”Ahi! ahi! La grande città che era vestita di lino fino, di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle! In un attimo una ricchezza così grande è stata distrutta”. Tutti i piloti, tutti i naviganti, i marinai e quanti trafficano sul mare se ne staranno lontano e vedendo il fumo del suo incendio esclameranno: “Quale città fu mai simile a questa grande città?” E si getteranno della polvere sul capo e grideranno, piangeranno e faranno cordoglio, dicendo: “Ahi! ahi! La grande città nella quale tutti quelli che avevano navi in mare si erano arricchiti con la sua opulenza! In un attimo è stata ridotta a un deserto”. Rallègrati, o cielo, per la sua rovina! E voi, santi, apostoli e profeti, rallegratevi perché Dio, giudicandola, vi ha reso giustizia».

 

I tre lamenti si concludono con questa frase: “Ahi, ahi [Babilonia], la grande città” (v. 10,16,19). Per tre volte è sottolineato che la sua rovina sarà improvvisa: “…perché il tuo giudizio è venuto in una sola ora” (v. 10); “Una così grande ricchezza è stata distrutta in una sola ora!” (v. 16); “… perché è stata devastata in una sola ora” (v. 19). I leader politici che avevano avuto relazioni con Babilonia spirituale piangono su di lei nel vedere “il fumo del suo incendio” (v. 9). Questa immagine è presa dalla distruzione di Sodoma e Gomorra e Dio aveva detto di Babilonia letterale che sarebbe stata sovvertita come Sodoma e Gomorra (vedi Genesi 19:27-28, Isaia 13:19). I mercanti della terra piangeranno su Babilonia spirituale “perché nessuno compera più le loro merci” (v. 11). C’è poi una lunga lista delle merci di Babilonia spirituale. Nel libro di Giacomo è scritto che negli ultimi tempi Dio ascolterà il grido degli oppressi che avranno arricchito una élite finanziaria (vedi Giacomo 5:1-6). Il collasso economico degli ultimi tempi sarà un giudizio parziale contro questa oppressione. L’élite finanziaria del mondo agirà in cooperazione con Babilonia spirituale nell’imporre la domenica come giorno di riposo, proibendo di comprare e vendere a chi non riceverà il marchio della bestia (vedi Apocalisse 13:16-17); perciò le ricchezze di Babilonia saranno distrutte come segno del giudizio divino. Gli ultimi due elementi della lista delle merci di Babilonia spirituale sono “corpi e anime umane” (v. 13). Babilonia fa traffico di anime: questo è chiaramente un linguaggio simbolico che mostra come Babilonia spirituale influenza e inganna anime che saranno alla fine perdute nel giudizio. Nel lamento dei capitani c’è un invito a rallegrarsi per la caduta di Babilonia perché Dio avrà fatto giustizia giudicando un sistema che ha oppresso il popolo di Dio. Questo testo risponde al grido metaforico del sangue dei martiri che chiedono giustizia nel 5° sigillo (vedi Apocalisse 6:9-11).

5 - APOCALISSE 18: 21-24

 

Apocalisse 18: 21-24 «Poi un potente angelo sollevò una pietra grossa come una grande macina e la gettò nel mare, dicendo: «Così, con violenza, sarà precipitata Babilonia, la grande città, e non sarà più trovata.  In te non si udranno più le armonie degli arpisti, né dei musicisti, né dei flautisti, né dei suonatori di tromba; né sarà più trovato in te artefice di qualunque arte, e non si udrà più in te rumore di macina. In te non brillerà più luce di lampada, e non si udrà più in te voce di sposo e di sposa; perché i tuoi mercanti erano i prìncipi della terra e perché tutte le nazioni sono state sedotte dalle tue magie. In lei è stato trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti quelli che sono stati uccisi sulla terra».

La distruzione di Babilonia è rappresentata da una grande pietra che viene gettata nel mare da un angelo. La stessa immagine la troviamo per la distruzione letterale di Babilonia (vedi Geremia 51:60-64). Come una pietra cade nell’acqua e non torna più a galla così Babilonia spirituale non si risolleverà più dal giudizio che subirà; i suoi mali, i suoi inganni e le sue oppressioni finiranno per sempre. L’immagine della macina fa eco alle parole di Gesù contro chi sarà stato causa d’intoppo per la fede di altri (vedi Matteo 18:6-7, Marco 9:42). Ogni attività cesserà in Babilonia spirituale e le immagini contenute nel testo sono prese da passaggi dell’Antico Testamento che parlano della distruzione di quattro città diverse: Babilonia, Gerusalemme, Tiro e Ninive (vedi Isaia 23:8, Geremia 25:10, Ezechiele 26:13, Nahum 3:4,7). “… perché tutte le nazioni sono state sedotte dalle tue magie” (v. 23): ancora una volta è evidenziata l’influenza globale e ingannatrice di Babilonia spirituale. Babilonia inganna con le sue magie e la parola greca è pharmakeia, da cui deriva farmacia o farmaceutico. Come una medicina va ad agire sulla mente così gli inganni di Babilonia spirituale influenzano la mente. Potrebbe essere anche un riferimento agli agenti demoniaci che inganneranno il mondo con falsi miracoli negli ultimi tempi (vedi Apocalisse 13:13-14, 16:13-14).

CONTATTI

SCRIVICI UN’EMAIL, CHIAMACI O CONTATTACI TRAMITE IL FORM !

Condividilo sui social!