La Parola di Dio ci esorta a verificare il nostro livello di fede o crescita spirituale. 2Corinzi 13:5 «Esaminatevi per vedere se siete nella fede; mettetevi alla prova. Non riconoscete che Gesù Cristo è in voi? A meno che l’esito della prova sia negativo». Possiamo sinceramente arrivare a dire come l’apostolo Paolo… Galati 2:20 «Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio, il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me». Viviamo in un’epoca in cui identificarsi come cristiano sembra relativamente facile. È sufficiente aver fatto una professione di fede, frequentato regolarmente una chiesa, conoscere alcune dottrine, partecipare ad attività di chiesa o semplicemente affermare: “Credo in Gesù”. Ma la Scrittura ci porta a una domanda molto più profonda e seria: ci sono prove che la nostra fede sia genuina? L’apostolo Paolo non esortò i Corinzi a esaminare la propria salvezza in base alle emozioni, alle esperienze straordinarie o alle attività religiose. Li ha invitati ad esaminarsi «per vedere se siete nella fede». La questione, allora, non è solo se diciamo di credere in Cristo, ma se la nostra vita manifesta l’evidenza che corrisponde ad una vera fede. Ciò non significa che un vero cristiano sia una persona perfetta. Il credente lotta ancora con il peccato, inciampa e ha bisogno della grazia di Dio ogni giorno. Ma quando Dio salva una persona, inizia anche un’opera di trasformazione. La grazia giustificante produce anche una vita che riflette progressivamente il carattere di Cristo in noi, e gli altri dovrebbero vedere Gesù nel nostro modo di parlare o di interagire con il mondo.
La prima domanda da porsi non è quanto sai della Bibbia, da quanto tempo frequenti una chiesa o quante attività cristiane svolgi. La domanda fondamentale è: sei nato di nuovo? Quando Nicodemo si avvicinò a Gesù, probabilmente poteva considerarsi un uomo religioso, conoscitore delle Scritture e rispettato all’interno della sua comunità. Tuttavia, Gesù gli disse: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio» (Giovanni 3:3). La nuova nascita non significa semplicemente adottare un nuovo comportamento. È un’opera soprannaturale di Dio attraverso la quale il peccatore riceve la vita spirituale. Il cuore che prima era rivolto a sé stesso comincia ad essere attratto verso Dio. Pertanto, una delle prove fondamentali della conversione non è semplicemente l’aver cambiato qualche consuetudine, ma l’aver ricevuto nuovi affetti e nuovi desideri. Il credente comincia ad amare ciò che prima disprezzava: la Parola di Dio, la santità, la comunione con Cristo, l’obbedienza ai suoi comandamenti, il servizio cristiano, l’evangelizzazione, etc. La domanda che dobbiamo porci è scomoda, ma necessaria: il mio cristianesimo consiste principalmente in comportamenti esteriori o c’è in me una nuova disposizione del cuore verso Dio? Il vangelo chiama il peccatore a pentirsi e a credere in Cristo (Marco 1:15; Atti 2:38). Il vero pentimento non significa raggiungere una vita senza peccato, ma piuttosto sperimentare un cambiamento di mente e di direzione riguardo al peccato e a Dio. Paolo distingue tra tristezza superficiale e “tristezza secondo la volontà di Dio”, che produce pentimento (2 Corinzi 7:10). Il vero credente non considera il suo peccato con indifferenza, ma ci lotta anche se ci cade regolarmente; anche perché ma non riesce a far pace con esso. Quando Dio ti mostra il tuo peccato, c’è dolore, confessione e desiderio di ritornare sul cammino dell’obbedienza. Il primo Giovanni dichiara: «Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi» (1 Giovanni 1:8). Il cristiano non è qualcuno che non pecca mai; ma è qualcuno che non può e non vuole più vivere nel peccato. Ecco una domanda che può rivelare molto sul nostro cuore: quando pecchi, la tua preoccupazione principale è quella di essere scoperto dagli altri o di aver offeso Dio?
Un vero cristiano è colui che da gloria al Signore in ogni ambito della sua vita.
Siamo stati creati perché lo Spirito Santo dimori in noi per compiere l’opera che il Signore ci ha affidata, per tanto dobbiamo avere molta cura del nostro corpo, della mente e dello spirito. 1 Corinzi 6:19 «Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi, il quale voi avete da Dio, e che voi non appartenete a voi stessi?». Ciò significa che dobbiamo avere cura della nostra persone in modo equilibrato ed intelligente. L’apostolo Paolo paragona il nostro corpo ad un tempio. Ti faccio un esempio: tu imbratteresti i muri di una chiesa dentro e fuori con vernici colorate e con scritte indelebili? Ovviamente no! Allora perché imbrattare il corpo con tatuaggi, piercing, trucchi marcati, unghie colorate che rovinano la creazione di Dio? Noi siamo il tempio di Dio e come tale terremo il corpo in perfetto ordine, così come ci è stato dato. Le nostre attenzioni per il corpo non si rivolgeranno solo all’aspetto estetico o igienico, ma anche a quello che immettiamo dentro al nostro corpo ha un’importanza capitale, dalla salute fisica dipende quella spirituale e psicologica. Altro aspetto importante è l’alimentazione: che tipi di cibi scegliamo per la nostra dieta? La Bibbia ci consiglia di adottarne una più sana possibile, astenendoci dai cibi impuri o tossici, l’ottimale sarebbe quello di seguire un regime alimentare vegetariano o comunque ricco di molta frutta e verdura. Sono ovviamente bandite dalla nostra vita tutte le bevande alcoliche, il tabacco e l’uso di droghe e narcotici che sono dannosi e deleteri al nostro corpo per cui dobbiamo astenercene totalmente. Bisogna fare anche molta attenzione a ciò che ascoltiamo e a ciò che contempliamo con gli occhi, la mente si alimenta dalle informazioni che noi immettiamo nel cervello e viene da questi trasformata; noi siamo quello che vediamo, ascoltiamo e pensiamo, per tanto evitiamo di soffermarci su programmi immorali, film violenti, pornografici, horror e cose simili che non sono un buon nutrimento per la mente. Non immettere la spazzatura di Satana nella tua mente, siamo chiamati a eliminare e purificarci dal peccato e non dal visionarlo. Stesso discorso per quanto riguarda la musica che può influenzare il pensiero e l’azione, avendo la capacità di cambiare l’umore ed il comportamento di una persona; per tanto è bene selezionare con molta cura cosa ascoltare e cosa evitare, poiché in molti brani musicali si celano messaggi subliminali parecchio negativi e spesso demoniaci. Un ultimo consiglio che Dio ci suggerisce è quello di praticare esercizio fisico regolare e adeguato riposo sia fisico che spirituale. Dobbiamo impegnarci in ciò che aiuta i nostri pensieri e il nostro corpo a essere in armonia con l’insegnamento di Cristo, il quale desidera liberarci da ogni schiavitù di peccato e donarci una vita che sia abbondante in salute, pace e serenità.
