1- INTRODUZIONE
Come già specificato nello studio precedente, i dieci comandamenti sono la legge morale di Dio; poiché riflettono il Suo carattere che è Amore. Questi comandamenti li ritroviamo ampliati anche nel Nuovo Patto e sono regole di condotta per la vita cristiana; poiché spiegano in modo conciso cosa sia veramente il peccato. I dieci comandamenti non sono uno strumento di salvezza, però servono a non perdere la salvezza ottenuta per grazia, perché ci rivelano se stiamo camminando come Dio vuole o se siamo su un sentiero di perdizione, come ben dice Paolo nella lettera ai Romani.
Romani 7:7-12 Che diremo dunque? Che la legge è peccato? Così non sia; anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non mediante la legge; infatti io non avrei conosciuta la concupiscenza, se la legge non avesse detto: «Non concupire». Il peccato invece, presa occasione da questo comandamento, ha prodotto in me ogni concupiscenza, perché senza la legge, il peccato è morto. Ci fu un tempo in cui io vivevo senza la legge, ma essendo venuto il comandamento, il peccato prese vita ed io morii, e trovai che proprio il comandamento, che è in funzione della vita, mi era motivo di morte. Infatti, il peccato, colta l’occasione per mezzo del comandamento, mi ingannò e mediante quello mi uccise. Così, la legge è certamente santa, e il comandamento santo, giusto e buono.
Mentre osserviamo la legge, possiamo constatare che a volte veniamo meno a qualche comandamento, e diciamo: “Sono colpevole di questo o fallito in quello” – e vedendo la nostra colpa, allora dobbiamo chiederci: “Cosa devo fare a riguardo?” – e così la Legge diventa un maestro che ci guida al Salvatore, Gesù Cristo; il quale mi perdona, dopo aver confessato e abbandonato il peccato. Purtroppo, molti equiparano erroneamente l’Antico Testamento alla legge e il Nuovo Testamento alla grazia. La verità è che l’Antico Testamento (così come il Nuovo Testamento) è pieno della grazia di Dio nei confronti delle persone penitenti, e il Nuovo Testamento (così come l’Antico Testamento) è pieno della legge morale di Dio. Romani 13:10 L’amore non fa alcun male al prossimo; l’adempimento dunque della legge è l’amore. Quando leggiamo che “l’adempimento della legge è l’amore”, non ci viene detto che l’amore ha sostituito o eliminato i comandamenti, ma che l’amore è la ragione grazie alla quale possiamo obbedirvi. Chi ama il suo prossimo non lo deruba, non gli mente, non lo tradisce e via discorrendo… e questo è riflettere il carattere di Dio che è amore. I dieci comandamenti sono il carattere di Dio che deve vedersi nella vita di chi si professa un cristiano. Ora che Gesù Cristo è morto e ha dato sé stesso per i nostri peccati – e ci ha amato mentre eravamo ancora peccatori – noi rispondiamo a Lui con un amore corrispondente, ecco perché osserviamo i dieci comandamenti. Chi mette in pratica i dieci comandamenti lo fa perché vuole vivere ed essere come Dio è. Predicare l’obbedienza alla legge morale di Dio fa parte della dottrina del Nuovo Testamento tanto quanto proclamare la morte di Gesù Cristo.
Il secondo comandamento è legato al primo, poiché entrambi trattano il peccato di idolatria. I primi quattro comandamenti ci spiegano come relazionarci con Dio e quando adorarlo. Il secondo comandamento va al cuore della nostra relazione con il Creatore; inoltre, ha a che fare con diverse domande cruciali: Chi è Dio? Come lo concettualizziamo? Come lo spieghiamo a noi stessi o agli altri? Perché Dio proibisce la rappresentazione di sé stesso? Ma soprattutto, qual è il modo corretto di adorare l’unico vero Dio? Nell’analizzare il primo comandamento abbiamo imparato che non dobbiamo permettere che nulla nella creazione, nemmeno un essere umano venga posto sullo stesso piano di Dio o che diventi più importante del nostro Creatore. Il secondo comandamento spiega che nel nostro culto non dobbiamo ridurre Dio alle sembianze di un oggetto fisico, perché è sicuramente qualcosa che Dio non accetta. Il secondo comandamento proibisce esplicitamente l’uso di qualsiasi tipo di simbolo o forma inanimata nel culto del Dio vivente: «…nessuna immagine di ciò che è lassù nel cielo, o di ciò che è quaggiù sulla terra, o di ciò che è nelle acque sotto la terra» (Esodo 20:4). Ma in realtà Dio ha creato un’immagine di Sé qui sulla terra: l’essere umano. In Genesi 1:27 ci viene detto con enfasi: «Così DIO creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di DIO; li creò maschio e femmina». Gli esseri umani, discendenti di Adamo ed Eva, che furono fatti a immagini e somiglianza di Dio. Di tutto ciò che il Signore ha creato, noi soli siamo stati fatti a sua somiglianza: «….. Nel giorno in cui DIO creò l’uomo lo fece a somiglianza di DIO. Li creò maschio e femmina, li benedisse e diede loro il nome di uomo, nel giorno in cui furono creati» (Genesi 5:1-2). Il comandamento vieta categoricamente la venerazione della creatura che è ad immagine di Dio!
Esistono modi sbagliati di adorare il vero Dio e dobbiamo stare attenti a tali forme errate di adorazione. Purtroppo, l’uomo tende a venerare e adorare chiunque e come vedremo in questo studio è qualcosa che Dio ha severamente proibito. Di tutte le cose create nei cieli e sulla terra, solo gli esseri umani riflettono in modo ragionevolmente realistico un’immagine del Dio vivente. Allo stesso modo Gesù Cristo, come essere umano, rifletteva l’immagine di suo Padre. Dio non solo ha creato gli esseri umani a sua immagine, ma ci ha creato affinché diventassimo ancora più simili a lui. Questo è il motivo della nostra esistenza: sviluppare in noi il suo stesso carattere santo e giusto. Ecco perché è così importante comprendere chiaramente lo scopo del secondo comandamento. In un certo senso, ciò che Dio dice all’umanità nel secondo comandamento è: “Non cercare di dirmi come sono. Ti dirò Io come sono! È molto importante che tu ti renda pienamente conto che non accetterò alcuna rappresentazione di me stesso, né accetterò che tu ti prostri davanti ad altri divinità o pseudo tali”. Non possiamo e non dobbiamo pregare Dio e poi rivolgere preghiere a delle altre creature, perché questo è un abominio agli occhi di Dio! Proverbi 28:9 Se uno volge altrove gli orecchi per non udire la legge, la sua stessa preghiera è un abominio.
2 - IL SECONDO COMANDAMENTO
Esodo 20: 4-6 Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché io, l’Eterno, il tuo DIO, sono un Dio geloso che punisce l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Ognuno di noi ha una sua immagine mentale di Dio che solitamente è un immagine distorta e falsata. Alcuni pensano che Dio sia come un grande vecchio che fece alcune cose meravigliose per Mosè e i figli di Israele molti anni fa, ma ai nostri giorni di scienza e progresso egli è semplicemente antiquato. Altri pensano che Dio è un giudice severo e spietato, sempre pronto a condannare; per contro ci sono coloro che hanno l’immagine di Dio tipo Babbo Natale, sempre pronto a fare regali e a non tener conto dei nostri peccati, perché li perdona a prescindere. Tutte queste immagini sono completamente false e non riflettono la Sua vera natura ed essenza. Il Dio della Bibbia si è rivelato come un Essere eterno onnipotente che è benevolo e misericordioso, lento all’ira e tuttavia giusto e santo in tutte le Sue azioni. Il Dio della creazione e della redenzione si è manifestato in carne ed ha vissuto in mezzo agli uomini, ed è Gesù Cristo. Colossesi 1:15 «Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura». Giovanni 14:8-9 «Filippo gli disse: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. Gesù gli disse: Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: “Mostraci il Padre”»? Gesù sta dicendo a Filippo e a noi tutti, che Lui è la perfetta rappresentazione di Dio Padre, il carattere di Dio è visibile in Gesù Cristo, e non che Lui è Dio Padre, come erroneamente dicono alcuni.
Ovviamente Dio nella Sua gloria non po’ essere visto da occhio umano. La nostra natura peccaminosa non ci permette di vedere Dio nella Sua magnificenza e splendore, altrimenti moriremmo. Esodo 33:20 Disse ancora: «Tu non puoi vedere il mio volto, perché l’uomo non può vedermi e vivere». Dio è spirito (Giovanni 4:24) e uno spirito non ha carne e ossa (Luca 24:39 ). Finché non saremo trasformati in corpi gloriosi, non possiamo vedere Dio che è Spirito ed è invisibile. 1Timoteo 1:17 «Al Re eterno, immortale, invisibile, all’unico Dio, siano onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen». Quando il nostro corpo mortale sarà rivestito di immortalità (1 Corinzi 15:35-58), solo allora vedremo Dio faccia a faccia come facevano Adamo ed Eva in Eden, prima del peccato. 1Giovanni 3:2 «Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quando Egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo come Egli è». Questi passaggi insegnano che Dio non ha una natura materiale come la nostra. E poiché la vista vede solo gli oggetti del mondo materiale, Dio non può essere visto con l’occhio fisico. È altresì vero che Dio si è rivelato agli uomini per brevi periodi di tempo in varie forme fisiche. Apparve a Mosè nel roveto ardente e a Giobbe nel turbine, Giacobbe ha lottato con Dio, ma nessun essere umano ha visto Dio nella Sua piena essenza (vedere Giovanni 1:18). Colui che si palesava o manifestava era Gesù, che è sempre stato il mediatore tra Dio è l’uomo. Le teofanie di Dio sono tantissime nel V. T. Gesù si è presentato come YHWH ad Abramo (Genesi 18) o come l’Angelo dell’Eterno a Mosè, Gedeone, Baalam, Manoah e molti altri, prendendo una forma fisica simile alla nostra, affinché non fossimo consumati dal Suo splendore e magnificenza.
Cosa c’entra tutto quanto sopra con il secondo comandamento? La risposta è che l’idolatria non consiste semplicemente nell’inginocchiarsi davanti agli dèi di legno e pietra, ma include anche nutrire pensieri su Dio che sono indegni o inadeguati di Lui. Esistono false rappresentazioni mentali di Dio che dobbiamo correggere! Gli dèi degli egiziani e dei babilonesi dei tempi biblici avevano tutti la loro forma visibile. Quando uno straniero veniva a Babilonia e chiedeva di vedere il dio, il visitatore poteva essere portato al tempio e mostrargli l’immagine. Ma non era così con il Dio della Bibbia. Il nostro Dio è Colui che parlò ad Abramo, a Mosè e molti altri, ed è Colui che portò all’esistenza tutte le cose, ma il nostro Dio non può essere raffigurato. Com’è Dio? Dio non è come qualsiasi cosa che possiamo vedere. E questo lo aveva capito bene Salomone, mentre costruiva il Tempio per il Signore, il quale fece una giusta riflessione e disse: «Ma è proprio vero che DIO abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti; tanto meno questo tempio che io ho costruito!» (1Re 8:27). Anche in Geremia 23:24, Dio dice: «Potrebbe uno nascondersi nei nascondigli senza che io lo veda?», dice l’Eterno. «Non riempio io il cielo e la terra?», dice l’Eterno». Il Dio della Bibbia è un essere che è spirito e riempie il cielo e la terra. Dio è uno spirito che esercita il controllo su tutto e ovunque, in ogni luogo. Quale statua o immagine potrebbe mai rappresentarlo? Ovviamente nessuna!!!
Giovanni 4:24 «Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».
3 - IDOLI E DEMONI
Il secondo comandamento non è solo un divieto di farsi delle rappresentazioni di Dio stesso, ma di chiunque in generale. Nessuna creatura deve essere rappresentata sottoforma di statua o di immagine e meno che mai deve essere portata in processione e venerata. Dio non solo vietava di farsi statue di divinità pagane vere o presunte, ma vieta anche la rappresentazione di qualsiasi essere che è stato creato ed ha vissuto sulla terra che sia uomo o animale. Romani 1: 22-23 «Dichiarandosi di essere savi, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria dell’incorruttibile Dio in un’immagine simile a quella di un uomo corruttibile, di uccelli, di bestie quadrupedi e di rettili». E questo si riferisce soprattutto all’uso delle immagini come sussidio all’adorazione: idoli, candele, croci, statue di Gesù, immagini o statue di Maria, santi o angeli, ecc. Ma Dio vieta le immagini o statue quando queste vengono usate come oggetto di adorazione e venerazione religiosa.
Romani 1: 5 Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e venerato la creatura, al posto del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.
Purtroppo, alcuni cercano di fare un distinguo tra venerare e adorare, ma la Bibbia non fa nessun distinguo usa questi due termini sullo stesso piano e li vieta entrambi. Inoltre, i cattolici amano dire che adorano solo Dio e venerano gli altri (santi e madonne), ma la parola adorare (ad -orare) che significa: “pregare rivolto a…”. Quindi, se prego un santo o madonna che è vietato, sto adorando, altro che venerare solamente! C’è anche da fare un’altra precisazione sul secondo comandamento, ossia che Dio non vieta l’uso ordinario di quadri, dipinti e opere d’arte. Del resto, Dio stesso fece costruire due statue che raffiguravano due cherubini e li pose sopra l’arca nel Tempio, ma ovviamente nessuno si sarebbe mai sognato di inchinarsi davanti ai cherubini o di rivolgergli preghiere, erano semplicemente oggetti ornamentali. Inoltre, ordinò a Mosè di innalzare un serpente di bronzo su un’asta nel deserto per guarire gli Israeliti morsi da serpenti velenosi inviati come punizione. Chiunque guardasse il serpente di rame dopo essere stato morso sopravviveva, simboleggiando fede e salvezza. Però, come il Signore vide che il serpente stava diventando un idolo, venne immediatamente fatto distruggere! Il popolo aveva iniziato a idolatrarlo, offrendogli sacrifici (chiamandolo Neustan), per questa ragione si rese necessaria la distruzione per purificare l’adorazione e il culto al vero Dio. Il Signore ordinò che questi oggetti fossero realizzati perché ciascuno di essi aveva un significato speciale, ma questi oggetti non dovevano essere elevati come oggetti di culto. Dobbiamo leggere tutto il brano che comprende il secondo comandamento, poiché è chiaro che l’ultima parte del comandamento dice: «Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai (venererai), perché io, l’Eterno, il tuo DIO, sono un Dio geloso che punisce l’iniquità….(Esodo 20: 5)». Ciò che il secondo comandamento vieta è il culto, quindi l’adorazione o venerazione delle immagini o statue. Il divieto di prostrarsi, significa che non devi inchinarti o inginocchiarti davanti alle statue e non devi rivolgere loro preghiere. Perché il culto e l’adorazione sono solo per Dio, e lo dice Gesù a Satana, il quale cercava di essere adorato da Gesù.
Luca 4: 6-7 E il diavolo gli disse: «Io ti darò tutto il potere di questi regni e la loro gloria, perché essa mi è stata data nelle mani e io la do a chi voglio. Se dunque tu prostrandoti mi adori, sarà tutta tua». Gesù rispose dicendo: «Vattene via da me, Satana. Sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e servi a Lui solo“».
L’idolatria è fortemente condannata sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento. Paolo elogiò i cristiani che si erano convertiti “dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero” (1Tessalonicesi 1:9), e raccomandò ad altri: «Miei diletti, fuggite l’idolatria» (1 Corinzi 10:14). Ancor più importante, egli stesso spiegò perché è così brutto adorare rappresentazioni degli déi: «Che dico dunque? Che l’idolo sia qualche cosa? O che ciò che è sacrificato agli idoli sia qualche cosa? No, ma dico che le cose che i gentili sacrificano, le sacrificano ai démoni e non a Dio; or io non voglio che voi abbiate parte con i démoni» (vv. 19-20).
Dietro ad ogni idolo o statua che raffigura un personaggio e tutte le altre manifestazioni di idolatria c’è Satana. 2 Corinzi 4:3-4 «Ma se il nostro evangelo è ancora velato, esso lo è per quelli che periscono, nei quali il dio di questo secolo ha accecato le menti di quelli che non credono, affinché non risplenda loro la luce dell’evangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio». Satana influenza le persone al punto che nella loro mente visualizzano il Figlio di Dio stesso come un’immagine inanimata, morta, tipica dei crocifissi. Lo scopo di Satana è di sviare le persone dal conoscere e dal servire il vero Gesù Cristo della Bibbia, che è vivente e regna dal Suo trono. Satana ha accecato la maggior parte dell’umanità (Apocalisse 12:9) impedendogli di vedere l’importanza dei comandamenti di Dio, ed è riuscito ad allontanare milioni di persone che professano di adorare Cristo dall’adorare idoli o immagini, l’esatto opposto delle chiare istruzioni di Dio nel secondo comandamento. Anche l’adorazione del “sacro cuore di Gesù” è un culto demoniaco, vi lasciamo a cliccare sul link in descrizione per approfondire questo tema.
https://www.bibbiafacile.it/2024/03/03/il-sacro-cuore-paganesimo-o-cristianesimo/
Dietro ad ogni statua o rappresentazione di una persona vivente o defunta c’è sempre un demone, e i falsi miracoli sono prodigi dei demoni. Apocalisse 9:20 «E il resto degli uomini, che non furono uccisi da queste piaghe, non si ravvide ancora dalle opere delle loro mani e non cessarono di adorare i demoni e gli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare».
Apocalisse 16:14 «Essi infatti sono spiriti di demoni che fanno prodigi (miracoli)…»
La Bibbia prevede che presto sorgerà l’Anticristo finale, che sarà una figura religiosa che dirà di essere Dio in terra, il quale compirà miracoli e prodigi soprannaturali con la potenza di Satana. 2 Tessalonicesi 2: 9-10 «La venuta di quell’empio avverrà per l’azione di Satana, accompagnata da ogni sorta di portenti, di segni e di prodigi bugiardi, e da ogni inganno di malvagità per quelli che periscono, perché hanno rifiutato di amare la verità per essere salvati». Tutti i miracoli che provengono dalle statue o da quello che dovrebbero rappresentare, compreso le apparizioni di Santi e Madonne non sono miracoli di Dio, ma inganni di Satana. 2 Corinzi 11:14 «E non c’è da meravigliarsi, perché Satana stesso si trasforma in angelo di luce». Tutte le apparizioni di defunti, Santi e Madonne sono inganni dei demoni o di Satana stesso, perché la Bibbia dice che chi muore non può più contattare un vivente. I demoni e Satana si possono trasformare e apparire sotto mentite spoglie, possono prendere l’immagine della persona di quando era in vita, imitare la voce del defunto, dare messaggi e fare falsi prodigi attraverso questa visione falsata.
4 - COSA È LA GELOSIA DI DIO?
L’ultima parte del secondo comandamento (come riportato in Esodo 20:5) dice che Dio è un Dio geloso, e questo implica che la nostra adorazione deve essere incentrata esclusivamente su di Lui. Satana farà tutto il possibile per impedirci di adorare Dio nel modo giusto e nei tempi giusti, quando parleremo del quarto comandamento vedremo l’importanza dell’adorazione sabatica. Dobbiamo adorare Dio in spirito e verità. Adorare in “spirito” significa che l’adorazione deve essere spirituale e guidata dallo Spirito Santo, ossia che la nostra parte spirituale deve essere in totale comunione e connessione con Dio. In altre parole, l’adorazione non riguarda semplicemente una serie di pratiche fisiche o formali, ma deve coinvolgere soprattutto il nostro spirito, la nostra mente e il nostro corpo, divenendo un tutt’uno con il Signore stesso. Giovanni 17:21 «affinché siano tutti uno, come tu, o Padre, sei in me e io in te; siano anch’essi uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato».
Adorare in “verità” significa che l’adorazione deve essere basata sulla verità rivelata da Dio, in linea con gli insegnamenti di Gesù e delle Scritture. Questa verità riguarda la conoscenza di Dio e della sua natura, oltre che della Sua Parola, che dovrebbe permeare il modo in cui lo adoriamo, portandoci a una relazione autentica e intima con Lui. La vera adorazione di Dio non dipende dalla capacità o eloquenza di alcuni intrattenitori, né dal bellissimo ambiente in cui potremmo trovarci, né dalla musica. Piuttosto, la vera adorazione di Dio dipende dalla chiarezza con cui viene trasmesso il messaggio della Parola di Dio e dal metterlo in pratica nella vita quotidiana. Ecco perché i predicatori devono concentrarsi sul compito di predicare chiaramente la Parola di Dio, ma per fare questo devono esser guidati e sospinti dallo Spirito Santo. I primi cristiani si riunivano per il culto nelle case che divenivano luoghi di culto durante il sabato di adorazione. Il primo edificio della chiesa non fu eretto fino al 230 d.C. circa, e le prime case di riunione erano semplici strutture senza quadri, immagini, statue o vetrate colorate. Fu solo quando la chiesa divenne tiepida e mondana ai tempi di Costantino che gli edifici ecclesiastici furono abbelliti di opere d’arte. I nostri servizi di culto dovrebbero essere mantenuti semplici, e solo la predicazione e l’insegnamento della Parola dovrebbero essere centrali.
Il primo comandamento dice: “Non avrai altri dei davanti a me”. Ci sono falsi déi o divinità che non dobbiamo adorare o venerare. Il secondo comandamento dice: “Non farti alcuna immagine scolpita”. Esistono modi sbagliati di adorare il vero Dio, e dobbiamo stare attenti a tali forme di adorazione errate. Una di queste forme errate è quella di non riconoscere che il nostro Dio è un Dio geloso e che la nostra adorazione deve essere centrata e rivolta esclusivamente su di Lui. Ma cosa è la gelosia di Dio? Quando Dio doveva darsi un nome, in un’occasione ha usato il termine “Il Geloso”. Questo definisce qualcosa dell’essenza di Dio. Esodo 34: 14: «Tu non adorerai altro dio, perché il SIGNORE, che si chiama il Geloso, è un Dio geloso». Dio non desidera che la nostra mente e spirito non siano inghiottite da questo mondo o dal dio di questo mondo, che è il diavolo, ma Dio desidera ottenere una connessione con il nostro spirito umano, in modo da poter porre in noi la Sua legge e la Sua volontà. Il dio di questo mondo, che è il diavolo, è sempre attivo e vuole prendersi il controllo della nostra vita. Per questa ragione ci tenta in tutti i modi e maniere, e cerca di influenzarci a fare la sua volontà, anziché quella di Dio. Esiste una battaglia nel mondo spirituale, tra i demoni e gli angeli; ma esiste anche una battaglia dentro di noi, tra fare le scelte giuste che piacciono a Dio e fare le scelte egoistiche dettate dalla “carne” che è la nostra natura peccaminosa. Dio non vuole che lo tradiamo con le scelte errate, dettate da Satana o dai demoni, che ci porteranno in situazioni di pericolo o verso la morte spirituale; ecco perché è un Dio geloso, poiché vorrebbe che ci lasciassimo guidare solo da Lui.
La «gelosia» di Dio è spesso fraintesa. Se pensiamo a un marito o a una moglie gelosi, probabilmente non lo si intende come un complimento. Il termine in questione ha spesso una connotazione negativa. Invece, la gelosia divina rappresenta la giusta passione di un marito amorevole per un rapporto esclusivo con la propria moglie. L’apostolo Paolo definisce «la gelosia di Dio», come l’affetto appassionato o un amore profondo di Dio per il suo popolo. Dio ambisce a una relazione esclusiva con ognuno di noi e desidera essere il nostro unico Dio. Tuttavia, nella Bibbia viene spesso raffigurato come un amante disprezzato, il cui sentimento non è corrisposto (cfr. Os 1-3; Ge 2:2; 3:1-12). I tradimenti e l’infedeltà di Israele sono registrati in tanti passi della Bibbia, come l’infedeltà della Sua chiesa attuale è ampiamente documentata in Apocalisse. Così, la «gelosia» o «passione» di Dio non è mai immotivata, poiché la gelosia di Dio non è mai invidiosa, ma santa, buona e giusta. Poiché la gelosia di Dio è l’inevitabile passione per un rapporto esclusivo con il Suo popolo, per il suo bene. Giacomo 4:5 «Pensate che la Scrittura dica invano: «Lo Spirito che abita in noi ci brama fino alla gelosia?».
Quando una persona prega Dio e poi rivolge preghiere anche ad altre creature o divinità, sta commettendo adulterio spirituale, sta tradendo Dio e sta violando i primi due comandamenti. 1Corinzi 10:21-22 «Voi non potete bere il calice del Signore e il calice dei démoni; voi non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei démoni. Vogliamo noi provocare il Signore a gelosia? Siamo noi più forti di lui?».
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