Se ti chiedessi chi è Dio, cosa mi risponderesti? Molti cristiani dicono di credere in Dio e alcuni dicono anche che Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo, ma se chiedi loro di spiegarlo, la risposta di solito è un mistero, non si può capire. Qualcuno immagina un solo essere con tre facce o un Dio che ogni tanto cambia maschera. Ad esempio i modalisti dicono che Dio è una sola persona che è stata Padre poi si è manifestata come Figlio e infine come Spirito Santo e sono detti Unitari, ci sono tante eresie a riguardo, in questo studio vediamo di fare chiarezza. Qualcun altro pensa che il Dio dell’Antico Testamento sia severo e lontano e quello del nuovo buono e vicino. E così alla fine Dio resta un concetto confuso. E con queste immagini falsate di Dio è difficile avere una relazione con Lui. Oggi faremo parlare la Bibbia, e versetto dopo versetto scopriremo insieme che cosa significa davvero che Dio è uno. Chi è il Padre e perché il suo carattere non è mai cambiato? Chi è il Figlio e perché ha scelto di diventare uomo? Chi è lo Spirito Santo? Una forza o una persona? E infine, come possiamo parlare con Dio personalmente nella preghiera? Partiamo dalla prima pagina della Bibbia in Genesi capitolo 1 al versetto 1 la parola di Dio ci dice: «Nel principio Dio creò i cieli e la terra». La parola Dio nella lingua originale è Elohim ed è una parola al plurale. Ma c’è un dettaglio ancora più interessante. Il verbo creò è al singolare, un nome plurale con un verbo singolare, come se la Bibbia fin dalla prima riga volesse dirci più persone che agiscono come una sola. E poche righe dopo, quando si tratta di creare l’uomo, Dio parla così in Genesi capitolo 1 al versetto 26: “Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza». E qui Dio non dice faccio, ma facciamo non a mia immagine, ma a nostra immagine. Allora, come possiamo capire un Dio che è uno, ma allo stesso tempo plurale? La Bibbia stessa ci dà la chiave nel capitolo successivo parlando del primo matrimonio in Genesi 2: 24 «Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e saranno una sola carne». Ora fermiamoci un attimo. Adamo ed Eva dopo essersi uniti sono diventati letteralmente una sola carne, una sola persona, un solo corpo? Assolutamente no. Adamo è rimasto Adamo ed Eva è rimasta Eva. Due persone ben distinte, separate, ognuna con la propria personalità. Eppure Dio dice una sola carne. Perché? Perché erano uniti nell’amore, nei pensieri, negli obiettivi, nella vita, nella loro natura. E qui c’è un dettaglio che lascia senza parole. La parola ebraica usata per una sola è che indica un’unità composta, il termine uno che vediamo nel versetto è ECHAD. Ed è la stessa identica parola che Mosè usa quando dichiara che l’Eterno, il nostro Dio, è uno in Deuteronomio 6:4. E questo stesso uno attribuito a Dio è la stessa parola uno attribuito al matrimonio di Adamo ed Eva. Perciò Dio non è un individuo solitario, ma è un’unità perfetta.
Deuteronomio 6:4: «Ascolta, Israele: l’Eterno, l’Iddio nostro, l’Eterno è uno».
Yahveh, il nostro Elohim è echad Yahveh
L’Eterno, il nostro Dio al plurale, è l’unico-plurimo Eterno
Il termine EHAD, indica un’unita che può essere anche multipla. Vi è unanimità fra gli esperti linguisti circa il senso di questa parola, nella lingua ebraica. Questo termine esprime non solo unicità, ma unità nella pluralità, come afferma Norman Gulley, professore di teologia sistematica al Southern College del Tennessee: “Questo termine non indica unicità ma “unita nel senso di unione”. La lingua ebraica ha un altro termine con il quale indicare l’unità assoluta, ed è yâhîd, che si trova in molti passi (Gen.22:2,12; Giud.11:34; Sal.22:20; 25:16; Prov.4:3; Ger.6:26; Am.8:10; Zac.12:10) in cui il significato è: unico o singolo. Ora proviamo a pensare a ciò di cui abbiamo appena parlato con esempi pratici dalla vita di tutti i giorni. Ad esempio, la Chiesa è una, ma è formata da tanti membri diversi con ruoli diversi, così come anche le squadre in generale. La squadra è una, ma è composta da più giocatori con ruoli diversi e un solo obiettivo comune, ovvero quello di vincere tutti insieme. La famiglia, questo è un altro esempio, è una famiglia, ma dentro ci sono padre, madre, figli, ognuno con una personalità distinta. Ed è proprio così che la Bibbia presenta Dio, non un unico essere che cambia faccia. Quell’idea nasce dalla filosofia umana, non dalla scrittura, ma nemmeno tre dei in competizione, ma un solo Dio, ovvero tre persone distinte, eterne, unite in un solo carattere, una sola natura, un solo amore, un solo scopo, una sola mente. E vediamo questo concetto chiarissimo al battesimo di Gesù.
Il Figlio esce dall’acqua, lo Spirito Santo scende come una colomba e la voce del Padre parla dal cielo. Tre persone nello stesso momento in tre posti diversi e Gesù stesso, prima di salire al cielo, lo conferma. In Matteo capitolo 28 al versetto 19. Gesù dà il suo gran mandato ai discepoli e a tutta la cristianità di oggi. Matteo capitolo 28:19 «Andate dunque e fate discepoli di tutte le nazioni, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo». Da notare che il nome è al singolare, ovvero un solo nome, il nome divino è il tetragramma (YHWH). Questo nome viene però condiviso da tre persone divine: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Ed è importante notare una cosa. Se il Padre è sicuramente una persona divina e il Figlio è sicuramente una persona divina, sarebbe logico mettere accanto a queste due persone una semplice forza? Assolutamente no.
Ecco perché anche lo Spirito è una persona divina come il Padre e il Figlio, ma ci torneremo tra poco per spiegarlo meglio. E ora conosciamo da vicino queste tre persone della divinità. C’è un’idea molto diffusa. Nell’Antico Testamento Dio sarebbe severo, vendicativo, un tiranno. Mentre nel Nuovo Testamento invece, grazie a Gesù, sarebbe diventato buono e misericordioso, come se il Padre fosse il cattivo e Gesù il buono. Ma è davvero così? Quando Mosè chiese a Dio quale fosse il suo nome, Dio rispose: “Io sono colui che sono”. Il suo nome, l’Eterno, significa proprio questo, colui che esiste da sempre, che ha vita in sé stesso. E un Dio eterno non ha un prima e un dopo nel suo carattere. Andiamo a vedere assieme che cosa ci dice Malachia 3 al versetto 6. Qui la parola di Dio ci dice quanto segue… «Poiché io sono l’Eterno, non muto, perciò voi, o figli di Giacobbe, non siete consumati. E non so se avete notato il motivo, ma proprio perché Dio non cambia, il suo popolo non è stato distrutto». La sua pazienza e la sua misericordia sono la ragione per cui esistiamo ancora. E infatti, già nell’antico testamento Dio si presenta continuamente come padre. nel deserto ha portato il suo popolo, come un uomo porta in braccio il proprio figlio. I salmi dicono che, come un padre, è pietoso verso i suoi figli, così l’Eterno lo è verso quelli che lo temono. Isaia grida: «Tuttavia, o Eterno, tu sei nostro padre; noi siamo l’argilla e tu colui che ci formi; noi tutti siamo opera delle tue mani» (Isaia 64:8). Ed è per questo che in Isaia 9 Gesù è chiamato Padre eterno, ma non dobbiamo confonderlo con Dio Padre. Gesù in quanto Creatore è Padre della Sua creazione. Isaia 9: 5 «Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato. Sulle sue spalle riposerà l’impero, e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace».
E quando leggiamo episodi difficili come il diluvio, dobbiamo guardare a tutta la storia. Prima del diluvio, Dio diede all’umanità 120 anni di tempo per pentirsi e salvarsi. La porta restò aperta e chiunque poteva entrare. Il giudizio arrivò solo dopo che ogni appello era stato rifiutato. È lo stesso Padre del Nuovo Testamento che è paziente, non volendo che alcuno perisca. 2Pietro 3: 9 «Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento».Dio è sempre giusto, misericordioso, ieri, oggi e per sempre. Perché allora tante persone vedono il Padre come un tiranno? Perché il nemico delle anime, il diavolo, Satana, ha sempre cercato di sporcare il suo carattere. Se Dio è cattivo, allora ti allontanerai da Lui e se ti allontani dalla fonte della vita ti perdi. Questo è il piano del Diavolo. Ma il Padre ha voluto mostrarci chi è davvero e per farlo ha mandato Gesù, colui che sarebbe diventato il Suo Figlio unigenito qui sulla terra. Gesù non è mai stato “Figlio” prima di venire sulla terra, Egli era Uno con il Padre. I termini di Padre è Figlio sono solo del Nuovo Testamento e sono funzionali all’incarnazione di Gesù e sono in rapporto al piano della salvezza. Nell’Antico Testamento non esiste il concetto di Padre e Figlio. Gesù non è mai stato creato da qualche parte nell’eternità passata. No, la Bibbia dice che nel principio la Parola era con Dio e la Parola era Dio e tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui.
Giovanni 1:1-4 «Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio. Egli (la Parola/ Gesù Cristo) era nel principio con Dio. Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (la Parola), e senza di lui nessuna delle cose fatte è stata fatta. In Lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini».
Vi sono alcuni pseudo credenti che dicono che Gesù Cristo non può essere Dio perché è stato creato dal Padre, ma queste sono eresie anti-bibliche, poiché Gesù Cristo NON ha mai avuto un “principio di giorni”, ci limitiamo a citare un solo versetto che dice questo in modo inconfutabile.
Ebrei 7:3 «Senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, ma fatto simile al Figlio di Dio, egli rimane sacerdote in eterno».
Il contesto di Ebrei 7 parla del sacerdozio eterno di Melchisedek e della sua vita, che viene paragonata a quella di Gesù Cristo, poiché ha le stesse peculiarità. Per molti studiosi il personaggio di Melchisedek non è altro che una teofania di Gesù Cristo, quindi Gesù Cristo stesso!
Inoltre Gesù stesso dice di essere il Primo è l’Ultimo, l’Alfa e l’Omega.
Apocalisse 2: 8 «E all’angelo della chiesa in Smirne scrivi: queste cose dice il primo e l’ultimo, che morì e tornò in vita».
Apocalisse: 21-7 «E colui che siede sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». Poi mi disse: «Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veritiere», e aggiunse: «Ogni cosa è compiuta. Io sono l’alfa e l’omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell’acqua della vita. Chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio».
Il Primo è l’Ultimo sono termini che si applicano solo al Dio YHWH
Isaia 44:6 «Così dice Yahweh, il re d’Israele e suo Redentore, Yahweh degli eserciti: «Io sono il primo e sono l’ultimo, e all’infuori di me non c’è DIO».
Gesù è il nostro Creatore eterno come il Padre. Ma adesso vediamo perché Gesù è venuto qui in questo mondo? Andiamolo a vedere in Filippesi 2: 6-9 «il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, ma svuotò sé stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò sé stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome». Gesù viene descritto come Dio, così come il Padre era Dio in natura. Gesù si è fatto uomo ed è morto per noi perché il prezzo del peccato è la morte e nessun angelo o un semplice uomo poteva pagarlo per tutta l’eternità e per tutti, ma solo il Creatore poteva riscattare le sue creature.
Isaia 54:5 «Poiché il tuo Creatore è il tuo sposo; il suo nome è: Yahweh degli eserciti. Il tuo Redentore è il Santo d’Israele, che sarà chiamato Dio di tutta la terra».
Ora Dio, in quanto Dio, non può morire. Ed è proprio per questo motivo che Gesù, essendo Dio, così come il Padre era Dio, per poter riscattare l’umanità, per poterci salvare, per poter morire al nostro posto, ha dovuto abbandonare la sua divinità. Lui è diventato uomo e questo è un grande mistero, il mistero della pietà, per morire al posto nostro. Per fare questo ha dovuto prendere una natura come la nostra. È stato tentato in ogni cosa come noi, ma non ha mai peccato e ha dimostrato che è possibile obbedire a tutte le richieste divine. Per questo Gesù ci capisce davvero, per questo Gesù può aiutarci davvero. Quando chiediamo perdono a Gesù, Lui prende i nostri peccati e ci dona la Sua giustizia, uno scambio che nessun altro poteva fare. Approfondiremo più avanti il piano della salvezza, ma per ora ci basta questo. Gesù è il volto visibile del Padre, è il ponte tra noi e Dio. Ma dopo la Sua risurrezione Gesù è tornato in cielo. E ora la domanda è chi è rimasto con noi?
Lo Spirito Santo: persona o forza?
Molti pensano che lo Spirito Santo sia una specie di energia, una forza impersonale che esce da Dio. Ma cosa dice la Bibbia? Già il profeta Zaccaria nell’Antico Testamento lo distingue chiaramente, non per potenza né per forza, ma per il mio Spirito. Lo Spirito non è una forza, ma è colui che opera. Ora andiamo a vedere che cosa fa lo Spirito Santo nella Bibbia e chiediamoci se una semplice energia potrebbe fare questo. Innanzitutto ci viene detto che lo Spirito Santo ha una volontà, esattamente come il Padre e il Figlio hanno anch’essi una volontà, perché ci dice che distribuisce i suoi doni come vuole. Lo Spirito Santo parla e decide. Nella chiesa di Antiochia lo Spirito Santo disse: «Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati» (Atti 13:2) Inoltre, ci viene detto che ha dei sentimenti. Paolo scrive di non rattristare lo Spirito Santo. E ora la domanda che vogliamo porci è: si può rattristare una forza? No, si può rattristare solo una persona? Riguardo allo Spirito Santo ci viene detto che qualcuno ha mentito allo Spirito. Pietro dice ad Anania che ha mentito allo Spirito Santo e subito dopo aggiunge che non ha mentito agli uomini ma a Dio. E ora ascoltiamo in che modo Gesù presenta lo Spirito Santo in Giovanni capitolo 15 e 16
Giovanni 15:26 «Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me…».
Giovanni 16:14 «Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da sé stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà».
Qui lo Spirito Santo viene descritto come Lui o Egli. E qui c’è un dettaglio straordinario. Nel greco originale la parola spirito è di genere neutro o neutrale, come quando si usa questo genere per, ad esempio, una cosa inanimata. Eppure Giovanni, parlando dello Spirito, usa un pronome maschile personale, lo Spirito Santo, lui e non esso. E qual è il suo ruolo?
Giovanni 16:8 «Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio».
