Apocalisse 3: 14 – 16 «E all’angelo della chiesa in Laodicea scrivi: queste cose dice l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio. Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca». Il messaggio alla chiesa di Laodicea è un’impressionante denuncia che si applica all’attuale popolo di Dio. Laodicea rappresenta l’ultima delle sette chiese e, quindi, la condizione spirituale della chiesa nel periodo che precede il ritorno di Cristo. Laodicea non è una chiesa apertamente ribelle, è una chiesa assopita che pensa di stare bene. Ha ricchezze, conoscenza, organizzazione, esperienza religiosa. Ma Cristo vede qualcosa che essa non vede: la sua vera condizione spirituale. Apocalisse 3: 17 «Poiché tu dici: Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla; e non sai che sei infelice fra tutti, miserabile, povero, cieco e nudo…». Ma questo messaggio non riguarda soltanto la chiesa nel suo insieme. Ha anche un’applicazione profondamente individuale. Cristo si rivolge alla persona. La condizione spirituale della chiesa passa attraverso la risposta che ogni membro dà all’esortazione del Testimone fedele. Il messaggio di Laodicea si applica al popolo di Dio che afferma di credere alla verità presente, ma la maggior parte di questo popolo è tiepido e manca di zelo, manca della potenza dello Spirito Santo. Rappresenta un chiesa che dorme, come le 10 vergini che attendevano lo Sposo. Matteo 25: 5 «Siccome lo sposo tardava, tutte divennero assonnate e si addormentarono». Di fronte alla crisi finale, la professione religiosa verrà messa alla prova. Non basterà appartenere a una chiesa. Non basterà conoscere la verità o le giuste dottrine. Sarà necessario avere una relazione reale con Cristo. La storia non termina con Laodicea, ma termina con Cristo che ritorna per prendere con sé coloro che lo hanno atteso e annunciato. Cristo invita la Sua chiesa a riconoscere la propria condizione e a ricevere da Lui ciò che non può procurarsi da sola: oro affinato dal fuoco, vesti bianche e collirio. Ma l’avvertimento è estremamente serio: «Io ti vomiterò dalla mia bocca» La tiepidezza non è una condizione innocua. Il pericolo più grande è l’illusione spirituale: credere di essere ricchi quando, agli occhi di Cristo, siamo poveri; credere di vedere quando siamo ciechi; credere di essere vestiti quando siamo nudi. Per questo è indispensabile riconoscere la propria miseria. E forse la parte più sconvolgente del messaggio è proprio questa: Cristo non sta parlando a chi è fuori. Sta bussando alla porta della Sua chiesa. Apocalisse 3:20 «Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me» .

I RIMEDI CHE IL SIGNORE CONSIGLIA

Apocalisse 3: 18 «Ti consiglio di comperare da me dell’oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti e non far apparire così la vergogna della tua nudità, e di ungerti gli occhi con del collirio, affinché tu veda». Il primo rimedio è l’oro affinato col fuoco. L’oro rappresenta la fede, l’apostolo Pietro paragonò la fede all’oro e definì la fede più preziosa dell’oro (1Pietro 1:6-7). I veri cristiani vivranno per la fede o fiducia in Dio e non sui propri mezzi o capacità. Il secondo rimedio di Gesù è la veste bianca che serve per coprire la nudità, simbolo del vivere nel peccato. La veste è bianca rappresenta il Suo carattere puro e immacolato di Cristo che deve vedersi in noi. L’ultimo rimedio di Gesù è il collirio per la cecità. Il collirio è simbolo dello Spirito Santo. Il vero credente deve essere sempre ripieno di Spirito Santo. Vive e annuncia il ritorno di Cristo con potenza!

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