La santità che Dio richiede non si predica solo con la bocca, ma si dimostra con la vita. La santità comincia quando Dio tocca il cuore e la persona capisce che non può più vivere come prima, non può più pensare come prima, parlare come prima, desiderare come prima, scegliere le cose di prima, camminare dietro a tutto ciò che il mondo le mette davanti. La chiamata di Dio è per tutti, Egli vuole che gli uomini si separino da tutto quello che li contamina, li domina e li allontana dal Signore. Un vero credente riconosce che Dio è santo e pertanto gli appartiene e quindi deve riflettere agli altri il Suo carattere.  La Bibbia non presenta la santità come qualcosa di facoltativo per pochi che vogliono essere più giusti di altri, ma la presenta come segno del popolo di Dio. 1 Pietro 1:15-16 «ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo». Questo versetto non limita la santità a un momento di preghiera o a un incontro spirituale, ma dice “in tutto il tuo modo di vivere”. Ciò si estende alla tua casa, al tuo posto di lavoro, alle amicizie, al carattere, alle conversazioni, ai desideri, agli affari, all’uso del corpo, alle decisioni segrete e al modo in cui una persona risponde quando nessuno la guarda. Dio non chiede un’immagine religiosa all’esterno mentre il cuore è ancora pieno di sporcizia. Dio vuole abitare in te e vuole usarti per la Sua gloria, ma Dio non abita in un tempio contaminato. Il mondo ti spingerà sempre in un’altra direzione. Il mondo ti insegna a chiamare libertà la schiavitù del peccato, divertimento nel praticare i vizi, nell’avidità, una vita di lusso e desideri sfrenati, ribellione, e tutto ciò che raffredda la coscienza. La Scrittura mostra un’altra realtà: quella che il mondo presenta come una strada larga, spesso finisce per trascinare la persona alla rovina. Il peccato non si presenta mai mostrando tutti i danni che porta; prima seduce, poi abitua, poi domina ed infine indurisce il cuore e la mente e produce la morte dell’individuo.  Il credente può lavorare, vivere, parlare e trattare con altri, ma non deve copiare il male, l’immoralità, i vizi, le bugie o la mancanza di timore di Dio che dominano tanti. Non si tratta di nascondersi dal mondo, ma piuttosto di non lasciare che il mondo entri nel tuo cuore e detti il tuo comportamento. Romani 12:2 «Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà». Il mondo vuole plasmare il modo in cui pensi, il modo in cui parli, il modo in cui ti vesti, il modo in cui festeggi, il modo in cui desideri, il modo in cui spendi, il modo in cui ti diverti e il modo in cui ti relazioni. Quando la mente si abitua a ciò che è sporco, il cuore smette di provare vergogna. Quando il peccato viene visto ogni giorno, ascoltato ogni giorno e giustificato ogni giorno, finisce per sembrare normale. Ecco perché è necessario un rinnovamento della comprensione e della mente. Dio non cambia solo i costumi esteriori; cambia il modo in cui una persona guarda la vita.

MESSAGGIO PER TE

I vizi non sono semplici gusti personali quando governano la tua volontà. Tutto ciò che schiavizza, contamina, distrugge la persona fisicamente che moralmente. L’alcol che domina, la droga che incatena, la pornografia che marcisce la mente, la menzogna che diventa un’abitudine, l’avidità che non si sazia mai, la lingua che ferisce, la rabbia che esplode, l’orgoglio che non accetta correzione, l’immoralità che si giustifica e la doppia vita che si nasconde non sono dettagli da poco…sono catene demoniache. E una persona non può dire di camminare nella santità se persevera nelle catene che Cristo è venuto a spezzare. La grazia di Dio non è stata data per coprire il peccato, ma per sottrarre l’uomo ad esso. Chi vive nel peccato o secondo i desideri della carne non entra nel regno di Dio. Galati 5: 19-21 «Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sette, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio». Non puoi parlare di Cristo e continuare a vivere nel peccato e nei tuoi i vizi come se fossero una parte normale della vita. Non puoi chiedere una benedizione o una Sua protezione se non ti lasci alle spalle il peccato. La chiamata è chiara: purifica il cuore, la tua mente e metti ordine nella tua vita. Devi abbandonare tutto ciò che ti schiavizza, devi rompere le catene che ti trascinano verso il peccato e devi camminare come un credente santo e appartato per Dio. Perché la santità non è un lusso spirituale, è il segno di una vita che ha capito a chi appartieni, visto che sei un Suo ambasciatore e rappresentante!

Condividilo sui social!