1- INTRODUZIONE

Quasi 3.500 anni fa, quando gli Israeliti erano accampati nel deserto vicino al monte Sinai, dopo esser fuggiti dall’Egitto, Dio chiamò Mosè a salire sul monte per ricevere le tavole della legge.

Esodo 19: 3- 5 «Mosè salì verso Dio e il SIGNORE lo chiamò dal monte dicendo: Parla così alla casa di Giacobbe e annuncia questo ai figli d’Israele: “Voi avete visto quello che ho fatto agli Egiziani e come vi ho portato sopra ali d’aquila e vi ho condotti a me. Dunque, se ubbidite davvero alla mia voce e osservate il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare; poiché tutta la terra è mia; e mi sarete un regno di sacerdoti, una nazione santa”. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele».

Il Signore Dio scese sulla montagna nel fuoco, tra tuoni, fulmini, fumo e un terremoto, per consegnare a Mosè la Sua legge, quella che noi oggi conosciamo come i dieci comandamenti. Questi comandamenti sono la legge morale di Dio; poiché riflettono il Suo carattere che è Amore.

Ogni legge rispecchia il pensiero del suo legislatore, ed anche la legge del Signore non fa eccezione; poiché Egli è un Dio d’amore, la Sua legge non può che essere una legge il cui principio fondante e fondamentale è l’Amore! Questo principio è l’adempimento della legge stessa. Pensa se nel mondo tutti rispettassero i dieci comandamenti…quanto sarebbe diverso, un pianeta senza crimini, furti, adulteri, violenze, guerre di religioni e nefandezze varie, e questo perché le persone si amano e riflettono il carattere di Dio che è Amore. Purtroppo, tutto questo per ora è solo utopia, ma molto presto con l’imminente ritorno di Cristo diventerà realtà. Fino ad allora cerchiamo di prendere in seria considerazione i comandamenti, rispettando questa legge che è divisa in due parti: i primi quattro comandamenti ci dicono come relazionarci con Dio, mentre i restanti sei ci dicono come interagire con il nostro prossimo. Il testo che troviamo in Matteo 22 ci riporta la risposta di Gesù alla domanda circa quale fosse il grande comandamento della legge. Il Signore enunciò i due grandi principi che sono alla base della legge di Dio.

“Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente” (v. 37): questo è il principio alla base dei primi quattro comandamenti. Amare Dio significa non avere altri dei, divinità o idoli moderni nella mente e nel cuore che occupano il posto che spetta solo a Dio. Vuol dire anche: non farsi immagini o sculture di esseri umani o simili, ed è vietato prostrarsi davanti a queste statue o reliquie e rivolgergli preghiere; poiché si deve venerare o adorare e pregare solamente Dio. Non nominare il Suo nome invano e rispettare e santificare il Suo santo sabato, che non è la domenica, come molti vogliono farci credere. Con lo studio che faremo più avanti, nel quale andremo ad analizzare il quarto comandamento, vedremo qual è il vero giorno di riposo da osservare.

“Ama il tuo prossimo come te stesso” (v. 39): questo è il principio alla base degli ultimi sei comandamenti. Amare il prossimo significa onorare i genitori, ossia prendersi cura di loro senza fargli mancare nulla. Non uccidere, che non vuol dire solamente togliere la vita fisica, si uccide anche con le parole e con la violenza verbale. Non commettere adulterio, non rubare, non mentire contro il prossimo e non desiderare cosa alcuna del tuo prossimo. I due grandi comandamenti esposti da Gesù non sostituiscono affatto i dieci comandamenti, come alcuni vorrebbero far credere, sono soltanto un riassunto. Gesù non fece altro che citare ciò che Dio aveva già detto a Israele: i due grandi comandamenti sono tratti dall’Antico Testamento.

Deuteronomio 6:5 «Tu amerai dunque l’Eterno, il tuo DIO, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza».

Levitico 19:18 «Non farai vendetta e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono l’Eterno».

La legge è l’espressione del pensiero di Dio, essa è un’immagine trascendente del carattere di Dio, che è: santità, giustizia e misericordia perfetta. In questo schemino, ci viene mostrato come la legge è il carattere di Dio.

1Pietro 1:16 poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo».

Romani 7:12 «Così, la legge è certamente santa, e il comandamento santo, giusto e buono».

I Dieci Comandamenti sono quindi un elenco di regole per discernere tra ciò che è bene e ciò che è male. Sono dieci semplici regole di condotta, che servono a comprendere in modo molto conciso cosa è il peccato. Oggi il Vangelo ha soppiantato la Legge? Non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? Perché allora studiare i Dieci Comandamenti? L’apostolo Paolo risponde a queste domande in Romani 3:31 «quando dice: “Annulliamo dunque la legge mediante la fede? No di certo! Anzi, confermiamo la legge». Sì, stabiliamo la legge! Gesù disse: «Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento» (Matteo 5:17). Purtroppo, nel mondo evangelico si tende a confondere il ruolo della legge con quello della salvezza per grazia. Spesso si sente dire: siamo salvati per grazia e non siamo più sotto la legge! E questo è vero ma in parte. La salvezza non arriva dall’osservanza della legge, ma chi è salvato per grazia, vive come il Signore comanda, ossia mettendo in pratica tutti i suoi comandamenti. 1Giovanni 2:4 Chi dice: «Io l’ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui».

Come potremmo mai dire: Gesù mi salva e poi continuare a rubare, mentire, adulterare, etc.; non avrebbe proprio senso! Anzi, chi vive in questo modo sta disprezzando il sacrificio di Cristo, oltre ad usare il Suo nome invano, ed è lo stesso Gesù che lo disse: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore!” entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli» (Matteo 7: 21). Non basta dire Gesù mi salva per entrare nel regno di Dio, serve che mettiamo in pratica anche la Sua volontà e facciamo le cose che sono a Lui gradite! Si deve vedere il Suo carattere riflesso in noi, nelle nostre parole, nei nostri gesti e comportamenti; poiché chi ha accettato Gesù come Signore e Salvatore, poi deve essere simili a Lui. 2Corinzi 3:18 «E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore». La Legge non ha potere di salvare nessuno, il suo ruolo è sempre stato quello di farci comprendere cosa è il peccato. La legge ha come compito quello di condurci a Gesù Cristo per essere come Lui è. La legge rivela il peccato e lo fa apparire estremamente peccaminoso. Romani 3:19-20 «Or noi sappiamo che tutto quel che la legge dice, lo dice a quelli che sono sotto la legge, affinché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio; perché mediante le opere della legge nessuno sarà giustificato davanti a lui; infatti la legge dà la conoscenza del peccato». Quando una persona esamina i dieci Comandamenti e si riconosce trasgressore di alcuni di questi, la domanda che segue è: “Cosa devo fare?”. E così la legge diventa maestra per portarci a Cristo. Ci mostra che siamo peccatori e che abbiamo bisogno del perdono di Gesù che avviene grazie alla confessione del peccato e del sangue purificatore di Gesù Cristo. Galati 3:24 «Così la legge è stata come un precettore per condurci a Cristo, affinché noi fossimo giustificati per fede». Una volta che abbiamo confessato il nostro peccato è accettato che il sangue di Gesù ci purifica dalle colpe, abbiamo bisogno dell’aiuto dello Spirito Santo per vincere il peccato: poiché con le sole nostre forze non riusciremmo mai a vincere sul peccato, abbiamo bisogno di una forza esterna che si somma alla nostra volontà. Filippesi 2:13 «infatti è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo».

Detto questo, passiamo ad esaminare il primo dei dieci comandamenti.

2 - IL PRIMO COMANDAMENTO

Esodo 20:2,3 «Io sono YHWH, il tuo DIO, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avrai altri dei davanti a me».

Con il primo Comandamento abbiamo la rivelazione dell’essere di Dio. Il Signore si presenta: “Io sono YHWH e sono il tuo Dio”.  La parola “Dio” in ebraico è ELOHIM, che vuol dire il Potente, il Forte o il Supremo, ed è un termine plurale: poiché Dio non è una singola persona e lo si evince alla creazione, dove Tre persone sono intente a creare.Genesi 1:1-3 «Nel principio Dio (Padre -Figlio e Spirito Santo) creò i cieli e la terra. La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio (SPIRITO SANTO) aleggiava sulla superficie delle acque. Dio (LA PAROLA, alias Gesù Cristo) disse: «Sia luce!». Che Gesù è il Dio che crea ce lo conferma l’apostolo Giovanni nel suo Vangelo. Giovanni 1-4 «Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei, e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini».

Il termine ebraico “YHWH” è una parola che significa “eterno” o “esistente di per sé”. Dio dice: “Io sono il Supremo, eterno, auto esistente, e sono il donatore e il sostentatore della vita”. Quando Mosé chiese al Signore chi fosse. Dio si è presentato come: L’ IO SONO (YHWH). Esodo 3:13,14 «Mosè disse a Dio: Ecco, quando sarò andato dai figli d’Israele e avrò detto loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato da voi”, se essi dicono: “Qual è il suo nome?” che cosa risponderò loro?» Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono». Poi disse: Dirai così ai figli d’Israele: “L’IO SONO mi ha mandato da voi”». Il termine YHWH di fatto non è un nome, ma una qualità dell’essere, poiché per la cultura semitica, non avere un nome equivaleva a non esistere. Dio qui si rivela dicendo, io esisto ed esisto da sempre. Sono Colui che sempre sarà, Colui che è sempre stato e colui che è ora. Lui è l’Eterno IO SONO, il Dio che è Amore e che non può mutare o cambiare. La seconda parte del versetto, ci mostra che, questo Dio è profondamente interessato al nostro benessere quotidiano… “Ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto”. Dio ha ascoltato il grido dei suoi figli che erano vessati dagli egiziani ed è intervenuto per liberarli. Esodo 3:7 Il SIGNORE disse: «Ho visto, ho visto l’afflizione del mio popolo che è in Egitto e ho udito il grido che gli strappano i suoi oppressori; infatti conosco i suoi affanni».

Il personaggio di Mosè è una figura di Gesù di Nazaret. Mosè è divenuto il liberatore del suo popolo dalla schiavitù d’Egitto, facendolo passare tra le acque del mar Rosso. La schiavitù è simbolo di peccato e il battesimo nell’acqua è segno di salvezza del cristiano. La Pasqua, derivante dall’ebraico Pesach, significa letteralmente “passaggio”, che rappresenta la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù egiziana (passaggio del Mar Rosso), per approdare nella terra promessa, simbolo di salvezza. Gesù che è la nostra Pasqua è simbolo del passaggio dalla schiavitù del peccato, fino alla vita eterna nella nuova terra. La morte di Gesù e la Sua risurrezione, sono simboli di salvezza eterna e di passaggio a una vita nuova per i credenti. È importante saper leggere il Nuovo Testamento alla luce dell’Antico, e l’Antico Testamento alla luce del Nuovo: «Il Nuovo Testamento è nascosto nell’Antico, mentre l’Antico è svelato nel Nuovo», così diceva Agostino in Quaestiones in Heptateucum.

Poiché Dio è il grande IO SONO, eterno e sempre attivo e attento a ogni nostro grido e bisogno, Egli deve diventare l’unico oggetto della nostra adorazione. Ecco perché il comandamento sottolinea di … “Non avrai altri dèi davanti a me”. Il nostro affetto non deve essere diviso tra Dio e qualcun altro (o qualche cosa). Il primo comandamento richiede che dobbiamo amare, adorare e venerare (servire) SOLO Dio e nessun’altro. Nessun essere può prender il posto di Dio o in sostituzione al Signore YHWH della Bibbia, e questo significa che non dobbiamo pregare altre divinità vere o presunte. Nessun essere creato, anche se defunto, non può essere venerato o pregato, che sia un parente deceduto, un santo, una madonna o un angelo; poiché è severamente vietato fare questo!

Romani 1: 21-24 «perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato come Dio, né lo hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato.  Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. …. essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen».

Il primo comandamento è un monito contro l’idolatria. Non avrai altri déi o divinità da venerare o adorare, oltre a Me. Chiunque mette qualche persona o personaggio del passato sullo stesso piano o al posto di Dio è un IDOLATRA.  Ed è bene sapere che nessun idolatra entra nel regno di Dio! 1Corinzi 6: 9-10 «Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete: né fornicatori, né IDOLATRI, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio». Per le filosofie orientali e panteistiche come il new age, vedono nella natura un dio. Nello Yoga c’è persino il saluto al sole che, nel vederlo splendere e nel percepirne il calore, lo considerano un’emanazione di Dio, e dicono: “Sicuramente il sole deve essere un dio”. Purtroppo per loro il vero Dio è trascendente e immanente, che vuol dire che Dio è al di fuori della Sua stessa creazione, come un pittore non è il quadro che dipinge. Il fatto che Dio è immanente è molto bello e parecchio interessante, perché vuol dire che Dio è interessato e coinvolto nelle vicende umane, e questo vuol dire che si preoccupa per ognuno di noi. In molte culture c’è l’abitudine di creare idoli di legno e pietra, modellati secondo le strane immaginazioni delle loro menti non rigenerate. Nella Bibbia troviamo il dio Moloch, che era un immenso mostro dall’aspetto spaventoso con un’enorme bocca rossa, al quale si sacrificavano dei bambini. Una delle dee degli indiani è un’enorme statua con una collana di teschi umani al collo. I greci avevano 30.000 dèi e dee, e poi, temendo di perdere un dio, eressero una statua al “dio sconosciuto”. Nella nostra società idolatra si adorano altri tipi di dèi che possono essere persone tipo un cantante o attore famoso, oppure degli oggetti come avere una fuoriserie, una casa o una villa, un conto in banca con tanti zeri e molti altri idoli moderni. Un’altra forma di essere idolatri è l’esaltare sé stessi, cercare di essere famoso a tutti i costi, avere una posizione di prestigio per mettersi in mostra, e questo è idolatrare sé stessi. La Bibbia condanna sempre l’idolatria. Nell’Antico Testamento, Isaia parla della follia dell’uomo che prende un pezzo di legno e con una parte di esso riscalda la sua casa; con un’altra parte si prepara la cena; e con ancora un’altra parte dello stesso blocco di legno fa un dio e lo adora.

Isaia 44:17-20 «Con il resto di esso fabbrica un dio, la sua immagine scolpita, gli si prostra davanti, lo adora, lo prega e gli dice: “Salvami, perché tu sei il mio dio”. Non sanno e non comprendono nulla, perché hanno impiastrato i loro occhi affinché non vedano, e i loro cuori perché non comprendano. Nessuno rientra in sé stesso né ha conoscenza e intendimento per dire: “Ne ho bruciato una parte nel fuoco, sì, sulle sue braci ho fatto cuocere il pane, ho arrostito la carne e l’ho mangiata. Farò col resto un’abominazione e mi prostrerò davanti a un pezzo di legno?”.  Un tale si pasce di cenere, il suo cuore sedotto lo travia. Egli non può liberare la sua anima e dire: “Ciò che tengo nella mia destra non è forse una menzogna?”». Nel Nuovo Testamento leggiamo: «Non lasciatevi ingannare, né fornicatori né idolatri… erediteranno il regno di Dio» (1 Corinzi 6:9). L’apostolo Giovanni dice: «Figlioli, guardatevi dagli idoli» (1 Giovanni 5:21); inoltre, in Apocalisse 21, dice che gli idolatri saranno distrutti con il fuoco. Apocalisse 21: 8 «Ma per i codardi, gl’increduli, gl’immondi, gli omicidi, i fornicatori, i maghi, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda».

Ma cosa è un “idolo”?  È tutto quello a cui dedichiamo il nostro tempo, le nostre forze, le nostre finanze e la nostra obbedienza. Qualsiasi cosa o persona che prende il posto o che mettiamo sullo stesso piano di Dio è un idolo al quale ci inchiniamo.

3 - QUALI SONO LE MODERNE IDOLATRIE

Esistono numerose forme di idolatria moderna, vediamone alcune:

  1. IL DENARO E LE COSE MATERIALI POSSONO DIVENTARE DEGLI IDOLI

C’era un avaro che aveva un seminterrato segreto, nel quale erano ammassate grandi somme di denaro, monete antiche, argento e oro. Ogni giorno andava a controllare il denaro e a far scorrere le sue dita tra le molte monete accumulate nel tempo. Però accade che, il forte vento fece chiudere la porta del suo seminterrato segreto, mentre lui era dentro a contare il suo denaro. La cosa triste è che la porta si poteva aprire solo dall’esterno; quindi, l’avaro era chiuso dentro con il suo oro che era il suo dio. Anni dopo, quando la vecchia casa venne demolita, alcuni uomini si imbatterono nel suo scheletro disteso sull’argento e sull’oro. Aveva fatto del denaro il suo dio e il quel dio alla fine lo aveva distrutto.

Una delle forme più conosciute e praticate di idolatria è la preoccupazione per le cose materiali. L’idolatria non è necessariamente “avere” cose, ma “preoccupazione per avere delle cose”, e questo ci porta anche alla mancanza di fede. Ebrei 13:5 «La vostra condotta non sia dominata dall’amore del denaro; siate contenti delle cose che avete, perché Dio stesso ha detto: «Io non ti lascerò e non ti abbandonerò». Nella nostra generazione, l’idolatria è fortemente incentrata sul materialismo. Il denaro guadagnato onestamente e utilizzato con saggezza può portare benedizioni indicibili, ma quando sentiamo di poter comprare quasi tutto ciò che vogliamo, perdiamo qualcosa di molto importante che è la gratitudine e la dipendenza da Dio; perché siamo portati a pensare che con il denaro possiamo avere tutto quello che ci serve, indipendentemente da Dio.

Il pericolo non è nell’oggetto in sé, ma nel come lo usiamo. Se prendo l’automobile per andare in chiesa al sabato è un uso corretto del mezzo, ma se la prendo per andare a correre all’impazzata o per portarmi al lago o al mare, invece che in chiesa, è un uso ignobile. Se prendo il cellulare per fare delle telefonate o mandare dei messaggi, anche questo è un uso nobile dell’oggetto, ma se uso il cellulare per vedere scene o film di dubbia moralità, è sicuramente un uso ignobile. Usiamo il denaro e le cose che abbiamo con molta oculatezza, senza farli diventare degli idoli. Qualsiasi cosa o persona che mi porta lontano da Dio può divenire un idolo al quale dare la precedenza; poiché chi insegue i soldi e la carriera, non sta inseguendo Dio, e forse è già troppo lontano da Lui.

 

  1. LA PROPRIA FAMIGLIA E I FIGLI POSSONO DIVENTARE DEGLI IDOLI

Quand’è che i nostri figli diventano idoli? Quando non li amiamo secondo il disegno di Dio! Anche se sono i nostri figli, dobbiamo comprendere che non sono di nostra proprietà, ci sono stati donati, ma appartengono a Dio. Noi siamo solo degli amministratori di un bene che non ci appartiene.  Molte persone per i figli si annullano completamente, e questo non è quello che Dio ci chiede. Dobbiamo sicuramente preoccuparci per il loro bene, dargli le cose necessarie e provvedere per ogni loro bisogno, ma sempre nei limiti, senza strafare o diventare schiavi di ogni loro volontà e desiderio. Dobbiamo imparare a dire anche dei no, ogni tanto, perché questo fa parte della sana e buona educazione. Quando dedichiamo a loro tutto il nostro tempo e tutte le nostre energie, oltre misura, li stiamo facendo diventare degli idoli. Gesù disse: «Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me» (Matteo 10:37). Gesù ci insegna ad avere le giuste priorità, prima viene Lui; dobbiamo dedicargli un tempo di qualità per lo studio della Sua Parola e varie porzioni della nostra giornata nei quali fermarsi a parlare con Lui, poi viene tutto il resto.  Non rubiamo il tempo del Signore per usarlo per le nostre faccende quotidiane.

 

  1. IL PIACERE ED IL DIVERTIMENTO POSSONO DIVENTARE UN IDOLO

Paolo parlò di coloro che sono “amanti dei piaceri più che amanti di Dio” (2 Timoteo 3:4). Lo stile di vita odierno è orientato sul piacere che non è solo quello sessuale, può essere anche il farsi un bel viaggio, una camminata in riva al mare o in montagna, ascoltare della buona musica, praticare degli hobby, rivedere persone che non vedevi da tempo o altro. Poi però ci sono piaceri negativi, come giocare di azzardo, partita di poker, scommesse, sport estremi; ma anche “piaceri” come l’alcol, il fumo, la droga, il mangiare cibo spazzatura o in modo smodato. Tutto ciò che dà una carica; tutto ciò che soddisfa almeno temporaneamente il desiderio di piacere: queste sono le cose a cui molte persone si dedicano e sono anche convinti di non poter vivere senza.

Alcuni dicono: “Si vive una volta soltanto, quindi mi voglio divertire al massimo”. Il problema è che i piaceri soddisfano solo per un breve periodo, ma poi si ritorna nella stessa vecchia sensazione di vuoto, e questo lo conosceva molto bene Salomone che disse: «Ho cercato nel mio cuore come soddisfare il mio corpo col vino, spronando nello stesso tempo il mio cuore alla sapienza e a stare attaccato alla follia, finché vedessi qual è il bene che i figli degli uomini dovrebbero fare sotto il cielo, tutti i giorni della loro vita.  Così feci grandi lavori: mi costruii case, mi piantai vigne, mi feci giardini e parchi, piantandovi alberi fruttiferi di ogni specie; mi costruii vasche per l’acqua con le quali poter irrigare il bosco per far crescere gli alberi. Comprai servi e serve ed ebbi servi nati in casa; ebbi anche grandi averi in armenti e greggi, più di tutti quelli che erano stati prima di me in Gerusalemme.  Ammassai per me anche argento, oro e le ricchezze dei re e delle province; mi procurai dei cantanti e delle cantanti, le delizie dei figli degli uomini e strumenti musicali di ogni genere. Così divenni grande e prosperai più di tutti quelli che erano stati prima di me in Gerusalemme; anche la mia sapienza rimase con me.  Tutto quello che i miei occhi desideravano, non l’ho negato loro; non ho rifiutato al mio cuore alcun piacere, perché il mio cuore si rallegrava di ogni mio lavoro; e questa è stata la ricompensa di ogni mio lavoro.  Poi mi volsi a considerare tutte le opere che le mie mani avevano fatto, e la fatica che avevo impiegato a compierle; ed ecco tutto era vanità e un cercare di afferrare il vento; non c’era alcun vantaggio sotto il sole». (Ecclesiaste 2: 3-11). Gli sport o gli svaghi, come anche il lavoro e la famiglia sono leciti, ma nessuno di questi deve rubare il tempo che spetta a Dio. A cosa hai dedicato il tuo tempo, le tue energie oltre misura?

 

  1. LA MAGIA E LA SUPERSTIZIONE POSSONO DIVENTARE UN IDOLO

La magia e l’esoterismo catturano milioni e milioni di persone. Il fascino del mistero e dell’occulto, che negli ultimi tempi è sempre meno occulto, affascina e ammalia sempre più persone. Un mercato che non conosce crisi, anzi è in continua crescita con un giro d’affari che vale oltre gli otto miliardi di euro, e questo accade soprattutto in tempi di crisi, dove le persone cercano “conforto” nei maghi, santoni, veggenti, cartomanti, etc.. I dati sono sorprendenti e allarmanti: almeno 13 milioni di italiani si sono rivolti agli operatori esoterici, secondo le ultime stime del Codacons. Tra rituali propiziatori, di protezione, divinazioni, incantesimi e inquietanti pratiche medioevali per togliere il malocchio, o per maledire qualcuno tramite una fattura, siamo regrediti culturalmente e spiritualmente. L’occulto, la magia e lo spiritismo che un tempo si diffondevano e tramandavano attraverso circoli ristretti oggi sono alla portata di tutti: gli adoratori di Satana si palesano senza nessuna remora. Sono sempre più frequenti gli eventi pubblici, come le fiere e i festival dedicati all’esoterismo e alla magia. In questi mercatini puoi trovare un po’ di tutto, dagli stand con vestiti dark, fetish, sadomaso, film horror, libri di magia come: angelologia, consultare gli astri, leggere le carte, reincarnazione, ipnosi, legge attrazione, ufo, alieni, aura, e molto altro. Il virus dell’occultismo si diffonde a macchia d’olio e la società odierna manca di anticorpi necessari per affrontarlo e potersi difendere dal pericolo mortale. Ci sono molte altre superstizioni che attanagliano gli esseri umani oggi, comprese strane idee sui quadrifogli, sugli specchi rotti, sui ferri di cavallo, sul numero 13 o 17, e persino sui gatti neri! Tutti questi rientrano nell’ampio ombrello della superstizione e della magia. Ci sono migliaia di persone che incrociano le dita e si affidano agli oroscopi, preferiscono lasciarsi guidare dalle stelle, anziché da Dio!  Preferiscono farsi proteggere da un talismano, una pietra o ciondolo in tasca, anziché dagli angeli di Dio. Cosa c’è di sbagliato in tutto questo? Alla base della credenza nella superstizione c’è il suggerimento che ci siano forze soprannaturali (oltre a Dio) all’opera nella vita di una persona. Ed è vero che ci sono forze soprannaturali, ma quello che non sanno è che sono demoni al servizio di Satana. Tutto il mondo dell’occulto o esoterico è gestito da Satana e i demoni; i quali possono controllare la vita di molte persone. Le credenze superstiziose in realtà implicano che Dio non abbia il controllo di tutto ciò che accade, e quindi è idolatria aggrapparsi a queste cose che sono demoniache. Ogni volta che interpelliamo un operatore esoterico o quando compiamo un’azione scaramantica o superstiziosa, disonoriamo Dio, perché stiano negando che Egli abbia il controllo di ogni cosa che accade. Inoltre, preferiamo ottenere tutto quello che vogliamo con l’aiuto degli spiriti del male, anziché ricevere le cose giuste da Dio.

 

  1. LA SCIENZA E IL PROGRESSO SCIENTIFICO POSSONO DIVENIRE IDOLI

In quasi tutti i campi della ricerca scientifica negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante. La scienza ha dato alcuni contributi reali al progresso umano, sia nel campo medico, che tecnologico e altro. Oggi la medicina cura malattie che solo pochi anni addietro erano mortali. Se pensiamo che fino a più di cento anni fa, il mezzo più usato per muoversi era il cavallo, oggi bastano poche ore di volo per raggiungere mete lontane. La scienza può aiutare tanto l’uomo, ma non può sostituirsi a Dio, anche perché la scienza non ha tutte le risposte, ad esempio sulla morte e sul peccato. La scienza non può impedire agli uomini di peccare e morire. Non dobbiamo quindi riporre troppa fiducia nella scienza e nell’istruzione. Finché le persone continueranno a peccare e finché continueremo a morire, la scienza non potrà esserci di aiuto. La nostra società è stata programmata per fidarsi e persino venerare la professione medica con i suoi bisturi e farmaci. Sebbene gli specialisti medici qualificati possano eseguire determinati interventi e con successo, il vero cristiano riconosce che la vera guarigione proviene solo da Dio, nostro Creatore e Sostenitore. Ogni tanto è bene ricordarsi quello che ha scritto Isaia, che dice: “Fuori di me non c’è Dio” (Isaia 44:6).  Purtroppo, molte persone adorano l’uomo e le sue imprese, mentre il discepolo di Gesù Cristo deve stare attento a dare credito a Dio e alla Sua onnipotenza e grandezza.

 

Chi è che infranse per primo il primo comandamento?

Isaia 14:12-14 «Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato gettato a terra, tu che atterravi le nazioni? Tu dicevi in cuor tuo: “Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del nord; salirò sulle parti più alte delle nubi, sarò simile all’Altissimo». Questo arcangelo infranse il primo comandamento quando cercò di usurpare il trono di Dio, volendo divenire lui stesso un Dio. Il desiderio di Satana è sempre stato quello di voler essere adorato e venerato come Dio, ed è per questo che è stato espulso dal cielo. In seguito, approfittando della propensione umana all’autoesaltazione, indusse Eva al peccato, dicendole che anche lei sarebbe potuta diventare come Dio. Genesi 3:5 «ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male». Satana usò lo stesso stratagemma con Gesù, ma fu dal Signore rimproverato. Gesù dimostrò chiaramente che questo comandamento era ed è tuttora valido. Dobbiamo servire e adorare solo Dio. Matteo 4:10 Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto”».

In questo studio abbiamo menzionato solo alcuni degli dèi attuali, ciascuno dei quali può condurci lontano da Dio e renderci idolatri. Gli uomini possono adorare i loro figli, il loro lavoro, le cose che possiedono, e persino se stessi. Le persone adorano i propri eroi: star del cinema, atleti, cantanti, artisti dello spettacolo, reginette di bellezza, ecc. L’idolatria è sempre stata un peccato che affligge l’umanità. Ai nostri giorni milioni di persone adorano idoli di ogni genere, ci sono quelli che si inchinano davanti al sole, alla luna e alle stelle o alle statue che portano in processione. Il primo comandamento ci dice che non dobbiamo anteporre niente e nessuno al posto di Dio; inoltre, dobbiamo rimuovere tutto ciò che si frappone tra noi e Dio; poiché è scritto: «Non avrai altri dei davanti a me!».

 

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