Con il capitolo 14 di Apocalisse si conclude la sezione del conflitto tra il bene e il male, iniziata al capitolo 12 con la ribellione di Satana e dei suoi angeli, i quali vengono cacciati dal cielo e confinati sulla terra. Il capitolo 13, ci narra delle potenze che Satana ha usato nel corso della storia e di quelle che userà per far guerra al popolo di Dio negli ultimi tempi: il papato, il protestantesimo apostata e gli Stati Uniti. Se il capitolo 13 ci mostra il piano di Satana per gli ultimi tempi, il capitolo 14 ci mostra il piano di Dio per gli ultimi tempi; infatti il capitolo si conclude con il ritorno di Gesù. Il capitolo 14 si divide in tre sezioni: i 144.000 (v. 1-5), il messaggio dei tre angeli (v. 6-12) e il ritorno di Gesù (v.13-20).

In questo studio vedremo:

 

1 - I 144.000 - AP. 1: 5

 

Apocalisse 14:1 «Poi vidi l’Agnello che stava in piedi sul monte di Sion, e con lui erano centoquarantaquattromila persone che avevano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulle loro fronti».

Giovanni testimonia e registra che l’Agnello è in piedi sul Monte Sion con 144.000 persone che lo onorano stando con Lui. Questa scena è il compimento di una profezia che troviamo nei Salmi. Salmo 2: 6-9 «Ho insediato il mio re sopra Sion, il mio santo monte. Dichiarerò il decreto dell’Eterno. Egli mi ha detto: “Tu sei mio figlio, oggi io ti ho generato. Chiedimi, e io ti darò le nazioni come tua eredità e le estremità della terra per tua possessione. Tu le spezzerai con una verga di ferro, le frantumerai come un vaso d’argilla”».

 I 144.000 li abbiamo già visti nel capitolo 7, che vi invitiamo a rileggere per capire chi sono. In questa sezione ci limitiamo a dire che queste persone hanno due caratteristiche fondamentali per essere tra i salvati e sono: avere il nome di Dio scritto in fronte e il sigillo di Dio. Essere suggellati da Dio significa semplicemente che tutti coloro che credono nel Signore Gesù sono condotti e ripieni dallo Spirito Santo che è garanzia della nostra eredità eterna (Efesini 1:13,14).  Avere il sigillo di Dio vuol anche dire, che non possono essere toccati dal male o dall’Anticristo finale, perché il sigillo sui figli di Dio è una protezione. Tutte queste persone quando erano in vita si sono sempre schierate dalla parte di Dio, hanno predicato e sofferto per l’Evangelo, ed ora sono al sicuro con Cristo. Avere il nome di Dio scritto in fronte vuol dire avere il carattere di Dio, essere come Lui è.

Apocalisse 14: 2-3 «Udii una voce dal cielo simile a un fragore di grandi acque e al rumore di un forte tuono; e la voce che udii era come il suono prodotto da arpisti che suonano le loro arpe. Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono, davanti alle quattro creature viventi e agli anziani. Nessuno poteva imparare il cantico se non i centoquarantaquattromila, che sono stati riscattati dalla terra».

I centoquarantaquattromila si associano al coro celeste degli arpisti che suonano. Il cantico è nuovo perché frutto di esperienze nuove, ossia dell’esser stati riscattati dalla terra. Il Signore li ha liberati dalla condanna, li ha strappati dalla potenza del male che regna sulla terra, e li ha fatti capaci di vincere su queste forze e sul peccato. Nessuno può imparare quel cantico, proprio perché è l’esperienza personale della salvezza, che solo chi l’ha fatta può raccontare. Perché è l’esperienza di esser stato riscattato, sia dal peccato che dalla grande tribolazione.

Apocalisse 14:4-5 «Essi sono quelli che non si sono contaminati con donne; sono infatti vergini. Essi sono quelli che seguono l’Agnello, dovunque egli va; essi sono stati riscattati fra gli uomini, per essere primizie a Dio e all’Agnello. Sulla loro bocca non è stata trovata menzogna, perché sono irreprensibili davanti al trono di Dio».

Essi sono descritti come vergini, poiché non si sono contaminati con donne. Ovviamente è un linguaggio simbolico e non letterale, e vuol dire che: si sono mantenuti puri dalle eresie e dall’ idolatria e dall’immoralità, non hanno seguito le false dottrine delle molte false chiese presenti sulla terra. Il termine “donna” è sinonimo di chiesa; infatti, non si sono contaminati con le false religioni o false chiese. Nell’Antico Testamento la fornicazione e l’adulterio sono spesso usati dai profeti come immagine dell’infedeltà del popolo al suo Dio. Quindi, la verginità starebbe qui a significare che i centoquarantaquattromila sono puri, mondi dall’infedeltà religiosa; soprattutto non hanno adorato la bestia, né la sua immagine, né preso il suo marchio. Questi santi eletti e separati dal mondo, seguono l’Agnello in totale ubbidienza e consacrazione. Essi sono chiamati ‘le primizie di Dio e dell’Agnello’, poiché sono i primi frutti del raccolto proveniente dal periodo della grande tribolazione, e sono pronti per fare l’ingresso nel millennio. Queste persone hanno sempre seguito l’Agnello sulla terra, anche quando li ha condotti a rinunce dolorose, alle fatiche, alle sofferenze ed anche al martirio. Sono disposti a seguirlo in qualsiasi compito ch’Egli voglia assegnar loro. Mentre il mondo è vittima delle seduzioni del mendace e strumento di menzogna, i redenti hanno amato e conosciuto la verità, perseverano in essa e la loro vita è permeata dalla verità. Satana non ha potere su di loro, poiché rifuggono da tutto quel che è menzogna. Confrontando questo passaggio con Apocalisse 7:1–8, dove è spiegata l’identità dei 144.000, possiamo concludere che i 144.000 sono uomini e sono l’Israele spirituale; e questo perché le 12 tribù non esistono più.

2 - IL MESSAGGIO DEL PRIMO ANGELO- AP. 14: 6-7

 

Apocalisse 14:6 Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo, recante il vangelo eterno per annunciarlo a quelli che abitano sulla terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo.

Il messaggio di questi tre angeli in questo capitolo costituisce il nucleo di ciò che i 144.000 devono predicare a tutte le nazioni, prima del ritorno di Gesù. Questi “angeli” non sono angeli letterali, ma sono il popolo di Dio che deve predicare l’evangelo. Il messaggio dei tre angeli è l’ultimo messaggio che deve essere predicato al mondo, prima della fine. Infatti, la parola greca aggelos nel Nuovo Testamento è riferita non solo agli angeli, ma in alcuni testi anche a uomini (vedi Matteo 11:10, Marco 1:2, Luca 7:24,27, 9:52). La parola aggelos significa messaggero; in Apocalisse 14 questo “angelo” in realtà sono messaggeri umani che devono proclamare l’ultimo messaggio di salvezza per il mondo. Il fatto che Giovanni vide l’angelo volare nel cielo sta a significare sia la natura spirituale e celeste del messaggio, ma anche che deve essere annunciato con rapidità. Ma cosa è l’evangelo? L’Evangelo significa buona notizia; questo messaggio è, prima di tutto, una buona notizia, perché annuncia la soluzione che Dio ci offre per il problema del peccato: la salvezza tramite l’accettazione del sacrificio di Gesù. La conoscenza del piano della salvezza, del sacrificio di Gesù è conoscenza salvifica, che attira il peccatore a Gesù, per essere salvato da Lui. La salvezza o evangelo eterno è credere nel sacrificio espiatorio di Gesù in nostro favore, ed è per sola fede e non dalle opere o azioni buone che possiamo compiere.

Nel sermone profetico Gesù disse: “E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine” (Matteo 24:14). Gesù parlò di un evangelo specifico, a cui si riferì chiamandolo “questo evangelo del regno” (Matteo 24:14). Ci sono due peculiarità legate a questo evangelo: sarà predicato a tutte le genti e, quando questo accadrà, Gesù ritornerà. Questo evangelo non può che essere l’evangelo eterno, il messaggio dei tre angeli di Apocalisse 14. Quando quest’evangelo sarà predicato in tutto il mondo, ossia quando tutti potranno sapere che si possono salvare, solo allora verrà la fine e Gesù può tornare. Possiamo giungere a questa conclusione perché questi tre angeli proclamano l’unica cosa che tutti gli uomini devono considerare: la salvezza del nostro Dio offerta a noi nell’opera di Cristo.  La tua eternità dipende dalla scelta che fai. Se ti penti e accetti Gesù come tuo Salvatore, ricevi lo Spirito Santo (sigillo) di Dio che ti trasforma per avere il Suo carattere e poter stare alla presenza dell’Agnello per l’eternità. Ma se ignori questa offerta o ricevi il marchio della bestia e adori l’Anticristo, la tua sarà una brutta fine.  

Apocalisse 14,6-7 Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo, recante il vangelo eterno per annunciarlo a quelli che abitano sulla terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo. Egli diceva con voce forte: «Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l’ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque».

Gesù siede su una nuvola con una falce in mano pronto a mietere la terra. L’immagine della mietitura rappresenta la fine del mondo, così come insegnato da Gesù nella parabola della zizzania; in questa parabola Gesù insegnò che grano e zizzania, cioè i figli del regno e i figli del maligno, sarebbero cresciuti fino alla maturazione, cioè al tempo della mietitura (vedi Matteo 13:30,37-39). In Apocalisse 14 troviamo che Gesù verrà per mietere la terra perché “la messe della terra è matura” (v. 15); nei versetti seguenti troviamo che Gesù vendemmierà la vigna della terra “poiché le sue uve sono mature” (v. 18). Il grano maturo rappresenta i salvati viventi al ritorno di Gesù, i 144.000, mentre l’uva matura rappresenta i perduti viventi al ritorno di Gesù. Il messaggio dei tre angeli andrà in tutto il mondo e dividerà il mondo in due categorie e ogni persona vivente nell’ultima generazione dovrà prendere una decisione sulla base di questo messaggio. L’ultima generazione vedrà la maturazione sia del bene, nei figli di Dio, che del male, nei figli del maligno. Il messaggio dei tre angeli è l’unico messaggio che porterà la fine del mondo; infatti, subito dopo la sua proclamazione (v. 6-12), Giovanni vide il ritorno di Gesù (v. 14-16). Quindi, dalla cronologia di Apocalisse 14, si comprende che l’evangelo eterno andrà in tutto il mondo e poi verrà la fine del mondo.Questo “angelo” predica la buona notizia, ossia tutti avranno l’opportunità di sentirla, ma non tutti temeranno Dio, e gli daranno la gloria e l’adorazione che il Signore merita. Il “vangelo eterno” è eterno perché è centrato sulla persona e sull’opera di Gesù Cristo. Coloro che rispondono al messaggio di questo angelo, si umilieranno, si pentiranno dei loro peccati e riceveranno Gesù Cristo come loro Signore e Salvatore; quindi, saranno tra i salvati.

“Temete Dio” (v. 7): il primo elemento del messaggio del primo angelo è il timore di Dio. Temere Dio non significa aver terrore di Lui, ma il rispetto che è dovuto a Dio, Colui che ci ha dato la vita e ci ha riscattati dalla perdizione; il timore di Dio deve farci avvicinare a Lui con reverenza, rispetto, umiltà e sottomissione.  Il timore di Dio è il principio della conoscenza e della sapienza (vedi Proverbi 1:7, 9:10), è qualcosa da ricercare (vedi Proverbi 2:1-5), da avere nel cuore (vedi Salmo 86:11) e che si può insegnare (vedi Salmo 34:11). Nell’Antico Testamento il timore di Dio è accostato molte volte ad amare Dio e ad osservare i Suoi comandamenti. Ecco un esempio nel quale Dio stesso parlò: “Oh, avessero sempre un tal cuore, da temermi e da osservare tutti i Miei comandamenti, affinché ne venga del bene a loro e ai loro figli, per sempre!” (Deuteronomio 5:29). Salomone scrisse: “Temi Dio e osserva i Suoi comandamenti perché questo è il tutto dell’uomo” (Ecclesiaste 12:13). Temere Dio porta all’osservanza dei comandamenti. Il peccato è la trasgressione della legge (vedi 1Giovanni 3:4).

“… e dategli gloria” (v. 7): Paolo ci invita a glorificare Dio sia nel corpo sia nello spirito: “Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio” (1Corinzi 6:20). Per dare gloria a Dio nel corpo e nello spirito, dobbiamo permettere allo Spirito Santo di dimorare in noi e di purificarci dalle contaminazioni di carne e di spirito. Tutto il nostro essere, mente, corpo e spirito, non ci appartengono e perciò siamo chiamati a mettere al Suo servizio le nostre facoltà intellettuali e le nostre migliori energie. Dare gloria a Dio comprende ogni aspetto della vita: i pensieri, le parole, le azioni e anche la cura della tua persona, la tua salute, tutto deve glorificare Dio. Noi siamo il tempio dello Spirito Santo (vedi 1Corinzi 6:19). Chiediti se, bere alcolici, fumare, mangiare cibi impuri o cibo spazzatura, farsi tatuaggi e altro, glorifica il tempio di Dio o lo stai imbrattando e contaminando?  Dio ti chiede di glorificare il Suo nome anche attraverso il tuo stile di vita. Quando leggi, ascolti o guardi qualcosa, devi chiederti: è alla gloria di Dio? Potrei chiedere a Gesù di stare qui accanto a me mentre ascolto questa musica o guardo questo programma o un film violento o immorale? Prima di rispondere alla domanda, ricorda che Gesù non guarderà mai volontariamente qualcosa di peccaminoso. Se ciò che leggi, ascolti o guardi non contribuisce a edificarti spiritualmente o non suscita pensieri nobili ed elevati, allora non glorifica Dio. Gesù ha glorificato il Padre mentre era sulla terra, ossia faceva tutto quello che era gradito al Padre, rifletteva il Suo carattere nel mondo (vedi Giovanni 17:4).

“… perché l’ora del Suo giudizio è venuta” (v. 7): Il giudizio di Dio arriva con il ritorno di Gesù, che corrisponde all’opera di purificazione che troviamo nell’Antico Testamento, detta anche Yom Kippur o giorno dell’espiazione. In quel giorno il sommo sacerdote entrava nel luogo santissimo per purificare il santuario dai peccati, trasferiti lì durante tutto l’anno tramite il sangue dei sacrifici. In quel giorno il sommo sacerdote purificava il santuario e anche il popolo, così che alla fine del giorno dell’espiazione Dio aveva un santuario purificato e un popolo puro; il popolo doveva vivere quel giorno di giudizio con riverenza, umiliandosi ed esaminando il proprio cuore (vedi Levitico 16:29-34). Gesù viene per giudicare e purificare la terra, eliminare per sempre il peccato e Satana che è l’autore del peccato e del male, prima di ricreare la nuova terra.

L’angelo successivo porta un messaggio di avvertimento sull’imminente giudizio e sull’ira di Dio, perché tutte le nazioni sono ubriache delle eresie predicate dalla falsa cristianità.

3 - IL MESSAGGIO DEL SECONDO ANGELO- AP.14: 8

 

Apocalisse 14:8 «Poi un secondo angelo seguì dicendo: «Caduta, caduta è Babilonia la grande, che ha fatto bere a tutte le nazioni il vino dell’ira della sua prostituzione».

Impareremo di più sulla “grande meretrice detta anche Babilonia la grande” più avanti in questo libro poiché è il tema dei capitoli 17 e 18. Però, per comprendere chi o cosa è Babilonia spirituale di Apocalisse 14, bisogna comprendere chi era Babilonia nell’Antico Testamento, visto che allude a questo impero. Il termine Babilonia significa confusione, e non ha caso Il Signore ha scelto questo simbolo per rappresentare un potere nemico di Dio. Nell’Antico Testamento, Babilonia è il nemico del popolo di Dio per eccellenza. I Babilonesi distrussero il tempio di Gerusalemme e portarono in cattività i Giudei (vedi 2Cronache 36:16-21). Per capire che cos’è Babilonia spirituale alla fine dei tempi, dobbiamo studiare Babilonia nell’Antico Testamento. Troviamo le origini di Babilonia nella Genesi; gli abitanti della terra, tre generazioni dopo il diluvio, sotto la guida di Nimrod, nipote di Cam, costruirono la città di Babele, che sorgeva nella pianura di Scrinar, in Mesopotamia (vedi Genesi 10:8-10), dove la Bibbia ci dice che sorgeva Babilonia al tempo di Daniele (vedi Daniele 1:2). La parola ebraica Bâbel significa confusione. Nella Bibbia, Babilonia è simbolo di: Ribellione contro la Parola di Dio, orgoglio umano, trasgressione alla legge di Dio, insegnamenti umani che contraddicono la Bibbia come la salvezza per opere.

Salvezza per opere: dopo il diluvio, Dio aveva promesso che non avrebbe più distrutto la terra per mezzo dell’acqua e diede l’arcobaleno come segno del Suo patto con gli uomini (vedi Genesi 9:13-16). Gli abitanti della terra volevano costruire una torre che arrivasse fino al cielo, perché non si fidavano della promessa di Dio. La torre sarebbe stata la loro salvezza in caso di un altro diluvio e perciò rappresenta il tentativo dell’uomo di salvare sé stesso con i propri mezzi. La dottrina della salvezza per opere è alla base di ogni falsa religione. Babilonia rappresenta anche la persecuzione del popolo di Dio: Babilonia deportò i Giudei, distrusse Gerusalemme e continuò a perseguitare il popolo di Dio, fedele ai comandamenti. In Daniele 3, leggiamo che Nabucodonosor convocò gli uomini importanti dell’impero perché adorassero l’immagine d’oro da lui eretta, simbolo della gloria di Babilonia. I tre amici di Daniele non s’inchinarono davanti all’immagine e Nabucodonosor li fece gettare nella fornace ardente. La Babilonia spirituale del tempo della fine, perseguiterà i santi dell’altissimo, esattamente come ha fatto nel passato.

 

Caduta, caduta è Babilonia…v 8

Questo linguaggio è tratto dalla caduta di Babilonia letterale (vedi Geremia 51:8). Il testo ripete due volte il fatto che Babilonia è caduta. Babilonia di Apocalisse è una falsa spiritualità che si è allontanata dalle vere dottrine predicate dagli apostoli, introducendo al suo interno apostasie e dottrine di demoni. 1Timoteo 4:1 «Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demòni». Se la chiesa è caduta, vuol dire che aveva iniziato bene e poi in seguito si è allontanata da Dio; da una condizione migliore è passata ad una peggiore. Questo allontanamento è stato graduale nei secoli. Gesù aveva profetizzato questo sulla chiesa apostolica: «Hai lasciato il tuo primo amore. Ricordati dunque da dove sei caduto» (Apocalisse 2:4-5). La profezia parla di due cadute diverse del cristianesimo, distanti di molti secoli l’una dall’altra. La prima caduta avvenne nei primi secoli d.C. e Paolo parlò di questa caduta: “Nessuno v’inganni in alcuna maniera, perché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione” (2Tessalonicesi 2:3). L’apostolo Paolo predisse che nella chiesa cristiana sarebbe venuta un’apostasia; la parola greca significa letteralmente separazione, divorzio. La profezia diceva che la chiesa avrebbe divorziato dal suo sposo, cioè Gesù; la chiesa aveva iniziato nella potenza dello Spirito Santo, mossa dal primo amore, ma dopo la morte degli apostoli, gradualmente eresie cominciarono a farsi sempre più strada e la chiesa infine cadde moralmente. Successivamente all’apostasia della chiesa si sarebbe manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, espressioni riferite al potere dell’anticristo, il papato. L’apostasia della chiesa cristiana fu lenta e continua; alcuni eventi cruciali ebbero luogo nel IV secolo d.C. Il cristianesimo diventò la religione di stato dell’impero; così, masse di pagani entrarono a far parte della chiesa cristiana e con loro, purtroppo, anche i loro riti, le loro credenze e superstizioni. Le verità della Parola di Dio furono sostituite dalle teorie umane, quali la salvezza per opere, la sacralità della domenica, che è il giorno pagano del dio sole, il culto alle immagini, l’immortalità dell’anima, la venerazione delle creature (santi e madonne), l’intercessione di questi personaggi, la confessione dei peccati ai preti, l’inferno dantesco di fiamme di fuoco e tormenti eterni, il rosario e altro ancora.

Apocalisse 17 aveva profetizzato che la chiesa avrebbe fornicato con i re della terra; la chiesa, avendo divorziato da Cristo, si unì allo Stato. Il papa è contemporaneamente capo della chiesa e dello Stato della chiesa; e nel Medio-evo, il papato ha dominato sui re d’Europa usando la sua influenza politica per adempiere i suoi scopi. Il messaggio del secondo angelo parla di una seconda e definitiva caduta del cristianesimo. Il secondo angelo segue il primo angelo, perciò ne consegue che la seconda caduta di Babilonia spirituale è conseguente alla predicazione del messaggio del primo angelo. Questa caduta di Babilonia non può applicarsi solo alla chiesa cattolica, ma riguarda tutta la falsa cristianità, poiché la grande meretrice ha generato figlie di prostituzione.

Apocalisse 17: 5 «Sulla fronte aveva scritto un nome, un mistero: Babilonia la grande, la madre delle prostitute e delle abominazioni della terra».

Babilonia la Grande che è la chiesa cattolica ha generato, suo malgrado, altre “figlie” che come lei si sono prostituite, ossia sono infedeli a Dio e alla Sua legge. Molte delle chiese protestanti, uscite da Babilonia hanno mantenuto molte delle false dottrine sopracitate, aggiungendovi delle altre, altrettanto errate. Lo spirito del protestantesimo, che i riformatori avevano, è andato per la maggior parte perduto col tempo. Il principio “Sola Scriptura”, l’adesione alle sole Scritture come fondamento della dottrina, pur essendo ancora in teoria sostenuto è nella pratica rinnegato quando i credenti rimangono ancorati al loro credo, senza abbandonare le errate dottrine e senza più investigare le Scritture. Quali sono le errate dottrine che i protestanti hanno assorbito da Babilonia la Grande? La sacralità della domenica, che è il giorno pagano del dio sole, l’immortalità dell’anima, l’inferno dantesco di fiamme di fuoco e tormenti eterni…con aggiunta di altri falsi insegnamenti, come il parlare lingue farfugliate, il cadere nello “spirito”, le false profezie e le false guarigioni, molto presenti in ambienti carismatici. Inoltre, in alcune di queste chiese evangeliche appare la polvere d’oro sulle mani delle persone, diamanti e piume, mani unte di olio, che sono tutti inganni di demoni.

Gesù aveva previsto tutto questo, ma leggiamo quale triste giudizio avranno queste persone. Matteo 7: 15 – 23«Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?  Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo fare frutti buoni. Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco.  Li riconoscerete dunque dai loro frutti. Non chiunque mi dice: “Signore, Signore!” entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?”. Allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!”».

4 - IL MESSAGGIO DEL TERZO ANGELO AP.14: 9-11

 

Apocalisse 14:9-11 «Seguì un terzo angelo, dicendo a gran voce: «Chiunque adora la bestia e la sua immagine, e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, egli pure berrà il vino dell’ira di Dio versato puro nel calice della sua ira; e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all’Agnello». Il fumo del loro tormento sale nei secoli dei secoli. Chiunque adora la bestia e la sua immagine, e prende il marchio del suo nome, non ha riposo né giorno né notte».

Dopo aver visto ed esaminato il messaggio del primo e del secondo angelo, vediamo ora il terzo messaggio. Abbiamo appena visto il secondo angelo che, dichiara la caduta di Babilonia spirituale negli ultimi tempi, come conseguenza del rifiuto delle verità proclamate nel messaggio del primo angelo, che è la verità per ogni tempo. Il messaggio del terzo angelo è uno degli avvertimenti più solenni che troviamo nella Bibbia. È un avvertimento a non ricevere il marchio della bestia e annuncia le conseguenze terribili per chi sceglierà di adorare la bestia e la sua immagine. L’avvertimento contenuto in questo messaggio è per chi adora “la bestia e la sua immagine” (v. 9) e ne riceve il marchio; poiché sarà terribile la sorte dei peccatori impenitenti. L’uomo è libero di rifiutare Dio per tutta la sua vita; ma resta il fatto che tutti dobbiamo rendere conto a Dio dell’uso che abbiamo fatto delle libertà di scelta durante la nostra esistenza terrena, in quanto Egli e datore della vita. La Bibbia parla chiaramente dell’ira di Dio che è destinata a coloro che hanno rifiutato di pentirsi dei loro peccati e di accogliere Gesù nelle loro vite come loro Salvatore e Signore. La bontà di Dio dovrebbe spingere il peccatore al pentimento ma coloro che respingono gli appelli dello Spirito Santo, rifiuto dopo rifiuto induriscono il loro cuore e accumulano un tesoro d’ira (vedi Romani 2:4-8). Il messaggio del terzo angelo ci parla del giudizio di Dio, simboleggiato dal “vino dell’ira di Dio, versato puro nel calice della Sua ira” (v. 10). Il messaggio del terzo angelo parla del giudizio di Dio contro il peccato; coloro che avranno bevuto il vino dell’ira della fornicazione di Babilonia berranno anche il vino dell’ira di Dio.

Il marchio della bestia ha a che fare con le imposizioni che arriveranno dall’Anticristo finale, poiché verranno emanate delle leggi contro i veri figli di Dio che non vogliono sottostare alla falsa religione. Imporranno con la forza di adeguarsi alla falsa religione e tutti coloro che non si piegano saranno perseguitati. Apocalisse 12:17 «Allora il dragone s’infuriò contro la donna e andò a far guerra a quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù». Satana attaccherà la vera chiesa di Cristo (donna) perché è fedele a Dio e alla Sua Parola; infatti, saranno gli unici che osservano i dieci comandamenti, sabato incluso. La bestia è il Papato e la Sua immagine sono le chiese protestanti. Il marchio sono tutte le errate dottrine e i falsi insegnamenti, di cui la domenica è il segno per eccellenza che li contraddistingue dal vero popolo di Dio che è sabatico, come si evince dal versetto successivo. Apocalisse 14: 12 «Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù».

 

Apocalisse 14:13 «E udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essi si riposano dalle loro fatiche perché le loro opere li seguono».

La predicazione del Vangelo eterno scuote le fondamenta dell’anticristo nel mondo e ne accelera la caduta. Se qualcuno si ostina a essere sottomesso alla bestia e a promuovere la sua causa, subirà i terribili giudizi di Dio. I credenti che accettano questi tre messaggi: il Vangelo eterno, e la fedeltà a Dio e alla Sua legge, rifiutando tutte le errate dottrine di Babilonia, saranno tra i 144.000, se il Signore appare mentre sono ancora in vita. Che Dio ci conceda questa pazienza e perseveranza di essere fedeli e solerti. È interessante osservare la descrizione di coloro che sono e saranno benedetti, anche se non dovessero essere tra i 144.000, poiché muoiono prima che il Signore ritorna. Saranno comunque benedetti, poiché muoiono per la causa di Cristo è sono uniti a Cristo. Essi si riposano in Cristo, da ogni peccato, tentazione, dolore e persecuzione; perché nel regno di Dio i malvagi non ci saranno più, cesseranno le preoccupazioni, le sofferenze, i dolori e la morte sparirà dal creato. Le loro opere li seguono: non li precedono come merito acquisito, ma li seguono come prova del fatto che sono vissuti e morti nel Signore, facendo le cose che sono gradite a Dio. La loro ricompensa sarà di gran lunga superiore a tutti i loro servizi e sofferenze che avranno patito quando erano in vita.

 

5 - IL CARATTERE DEI 144.000

 

Tutte le caratteristiche dei 144.000 si trovano in Cristo. Gesù era perseverante, non aveva mai perso di vista l’obiettivo per cui era venuto sulla terra ed aveva perseverato nella Sua fedeltà alla volontà di Dio (vedi Giovanni 4:34, 8:29, 12:23-24,27, 17:1,4-6). La sua missione è stata quella di predicare e mostrare il Vangelo eterno, non solo a parole, ma con la Sua morte e resurrezione. Gesù aveva certamente osservato i comandamenti di Dio in ogni momento della Sua vita (vedi Giovanni 15:10) e aveva ovviamente una fede perfetta nella Parola di Dio. Gesù durante il Suo ministero sulla terra ha insegnato a osservare il vero sabato e non il sabato farisaico che anche Lui trasgrediva. I sette miracoli compiuti in giorno di sabato sono la prova di come doveva essere osservato il Suo comandamento. I farisei avevano fatto del sabato un peso, lo avevano appesantito di un elenco di cose da non fare, mentre il sabato è stato dato per fare del bene all’umanità.

I primi versetti di Apocalisse 14 mostrano i 144.000 che rifletteranno il carattere di Gesù. Giovanni vide i 144.000 con il nome di Dio sulle loro fronti. Il nome di Dio sulle loro fronti è simbolo del carattere di Dio, ossia essere come Lui è (vedi Esodo 34:5-7).

I 144.000 non si saranno contaminati con donne; qui la verginità è presa a simbolo della purezza dottrinale.  I 144.000 saranno dottrinalmente puri, cioè prenderanno la Bibbia soltanto come loro regola di fede, avendo rifiutato ogni falso insegnamento di Babilonia spirituale. Questo era vero anche di Gesù, il quale credeva solo nella Parola di Dio e la insegnava con autorità: “La Mia dottrina non è Mia, ma di Colui che Mi ha mandato” (Giovanni 7:16). Un testo messianico dice: Allora ho detto: «Ecco io vengo. Nel rotolo del libro sta scritto di me. DIO mio, io prendo piacere nel fare la tua volontà, e la tua legge è dentro il mio cuore» (Salmo 40:7-8).

I 144.000 seguiranno Gesù ovunque per l’eternità, perché avranno imparato a seguirlo ovunque qui sulla terra. Gesù seguì costantemente la volontà del Padre mentre era sulla terra: “E Colui che Mi ha mandato è con Me; il Padre non Mi ha lasciato solo, perché faccio continuamente le cose che Gli piacciono” (Giovanni 8:29).

I 144.000 non hanno alcuna menzogna o inganno nella bocca; hanno vinto il peccato anche quello della lingua. Questo fu detto anche di Gesù: «Egli non commise alcun peccato e non fu trovato alcun inganno nella Sua bocca. Oltraggiato, non rispondeva con oltraggi; soffrendo non minacciava, ma si rimetteva nelle mani di Colui che giudica giustamente» (1Pietro 2:22-23).

I 144.000 saranno irreprensibili davanti al trono di Dio, avendo sconfitto completamente il peccato nelle loro vite tramite la potenza dello Spirito Santo. Certamente hanno peccato nelle loro vite, ma impareranno a dimorare in Cristo momento dopo momento. Permetteranno a Gesù di vivere in loro in ogni momento della loro vita, lasciando che Egli viva la Sua vita irreprensibile attraverso di loro (vedi Galati 2:20). Nel contesto di un brano che parla del ritorno di Gesù, Pietro scrisse: «Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate di tutto per essere trovati da Lui immacolati e irreprensibili, in pace» (2Pietro 3:14).  Questo testo ci parla della perfezione dell’ultima generazione. Anche Paolo disse ai credenti di farsi trovare da Gesù al Suo ritorno, immacolati e irreprensibili. La chiesa che incontra Gesù deve essere così: «per santificarla dopo averla purificata lavandola con l’acqua della parola, per farla comparire davanti a sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile» (Efesini 5: 26-27).

6 - GIUDIZIO FINALE - AP. 14: 14-20

 

Apocalisse 14:14 «Poi guardai e vidi una nube bianca; e sulla nube stava seduto uno, simile a un figlio d’uomo, che aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata».

Se confrontiamo questo brano con Matteo 13:39-43 e 25:31-46, apprendiamo che la mietitura sulla terra avrà luogo alla seconda venuta del Signore. Qui, Colui che procede alla mietitura è il Signore stesso, laddove in Matteo 13:39, sono gli angeli. Entrambe le affermazioni sono vere: Cristo raccoglierà la mèsse servendosi degli angeli. Qui è descritta la discesa di Cristo su una nube bianca… con una corona d’oro e in mano una falce affilata.

 

Apocalisse 14:15 «Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che stava seduto sulla nube: «Metti mano alla tua falce e mieti; poiché è giunta l’ora di mietere, perché la mèsse della terra è matura».

L’espressione “un altro angelo” si riferisce a un messaggero diverso da quelli precedenti, ad indicare che questo è un angelo letterale e non simbolico come i precedenti. Un angelo dal tempio gli annuncia che è ora di mettere mano alla falce… perché la mèsse della terra è matura. Questo non va inteso come un ordine: gli angeli non hanno alcun diritto di dire a Dio cosa fare. Si tratta, piuttosto, di un invito, di un messaggio consegnato da Dio Padre al suo messaggero. Se gli avvertimenti precedenti non hanno prodotto la riforma sperata, vuol dire che il tempo del giudizio è arrivato, visto che i peccati delle nazioni sono arrivati al limite, sono diventati maturi per esser giudicati. Il tempo della mietitura è quando il grano è maturo e questo simboleggia che i credenti sono maturi per il cielo, allora il grano della terra sarà raccolto nel granaio di Cristo.

 

Apocalisse 14:16 «Colui che era seduto sulla nube lanciò la sua falce sulla terra, e la terra fu mietuta».

Gesù, è Colui che è seduto sulla nuvola. Il Signore lancia la falce, in risposta alla supplica dell’angelo, essendo pienamente giunto il tempo che era stato fissato per questo grande evento. Questa mietitura della terra è la rimozione dei santi da essa, mediante la traslazione dei viventi e la risurrezione dei morti in Cristo; poiché quando Cristo verrà sulle nuvole del cielo e siederà sulla nuvola bianca, o trono, i morti in lui risorgeranno per primi, e i santi viventi saranno trasformati, ed entrambi saranno rapiti insieme, per incontrare il Signore nell’aria (vedi 1 Tessalonicesi 4: 13-17); così che la terra sarà mietuta e sarà liberata da loro, e non vi rimarrà nessuno se non gli empi.

 

Apocalisse 14: 17-18 Poi dal tempio, che è nel cielo, uscì un altro angelo; anch’egli aveva una falce affilata. E un altro angelo, che aveva potere sul fuoco, uscì dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: «Metti mano alla tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature».

Ora l’autore passa a descrivere gli ultimi terribili giudizi che si abbatteranno su tutti i peccatori che sono tutti gli impenitenti; però la “vigna” può anche rappresentare la nazione d’Israele (Salmi 80:8; Isaia 5:1-7; Geremia 2:21; 6:9). Il Signore usa gli angeli sia per raccogliere i salvati nel suo granaio celeste, ma anche per compiere i Suoi giudizi sugli empi. Matteo 13: 38 -42il campo è il mondo; il buon seme sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno; il nemico che l’ha seminata è il diavolo; la mietitura è la fine dell’età presente; i mietitori sono angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia con il fuoco, così avverrà alla fine dell’età presente. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono l’iniquità, e li getteranno nella fornace ardente. Lì ci sarà pianto e stridor di denti.

 

Apocalisse 14: 19-20 L’angelo lanciò la sua falce sulla terra e vendemmiò la vigna della terra e gettò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio.  Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì tanto sangue che giungeva fino al morso dei cavalli, per una distesa di milleseicento stadi.

Un altro angelo darà il segnale di iniziare la vendemmia; inoltre, ha potere sul fuoco (che è il giudizio finale). I grappoli maturi sono raccolti e gettati nel grande tino dell’ira di Dio. L’immagine dell’uva pigiata ha qui la funzione di raffigurare un devastante giudizio. Questa vendemmia ha luogo fuori della città di Gerusalemme, forse nella valle di Giosafat (Gioele 3:12). Il torchio è l’ira di Dio, che può anche essere qualche terribile calamità, probabilmente la spada, che sparge il sangue degli empi. La pazienza di Dio nei confronti dei peccatori è il più grande miracolo del mondo; ma, anche se duratura, non sarà eterna. Il peccato dovrà esser giudicato e tolto dal creato, ecco perché il giudizio di Dio è imminente. La carneficina sarà tale che il sangue scorrerà per una distesa di milleseicento stadi e giungerà in altezza fino al morso dei cavalli. La pigiatura e il sangue che scorre in abbondanza può anche essere un immagine simbolica, e serve ad indicare che il numero dei perduti è veramente molto grande.

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