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La prima parte del capitolo 11 è un interludio tra la 6a e la 7a tromba (v. 1-13). Con questo capitolo si chiude la parte storica dell’Apocalisse, con il prossimo capitolo si apre la sezione profetica.

 

1- I DUE TESTIMONI -Ap 11: 1-2

Apocalisse 11:1-2 Poi mi fu data una canna, simile ad una verga. E l’angelo stando ritto disse: «Alzati e misura il tempio di Dio, l’altare e quelli che vi adorano,  ma tralascia il cortile che è fuori del tempio e non misurarlo, perché è stato dato ai gentili, ed essi calpesteranno la santa città per quarantadue mesi.

I primi versetti del capitolo 11 introducono i due testimoni. Ma chi sono? Il capitolo 10 si era chiuso con il comando di Gesù di continuare a predicare il suo ritorno, nonostante i falsi profeti che sono sorti, annunciando date errate del suo ritorno. Il mandato dato da Gesù alla sua vera chiesa di Gesù, rimane  ed è quello di  predicare  a “popoli, nazioni, lingue e re” (Apocalisse 10:11). Il messaggio dell’imminente ritorno di Gesù dove essere diffuso con forza. I primi 2 versetti del capitolo 11 parlano del santuario. A Giovanni fu data una canna simile a una verga per misurare il tempio e l’altare; il linguaggio è preso da Ezechiele e Zaccaria; Ezechiele vide un uomo con un in mano una canna per misurare il tempio, mentre Zaccaria vide un uomo con una corda per misurare Gerusalemme (vedi Ezechiele 40, Zaccaria 2:1-5). In entrambi i passaggi la visione fu data per rassicurare il popolo della futura restaurazione. Il tempio era in rovina al tempo di Ezechiele ma Dio gli mostrò che sarebbe stato ricostruito; Dio mostrò a Zaccaria che Gerusalemme sarebbe stata ricostruita. Nello stesso modo la verità sul santuario e sul ministero sacerdotale di Gesù doveva essere restaurata. Le grandi verità sul sacrificio di Cristo e sulla Sua intercessione in cielo erano state calpestate dalla dottrina cattolica, che aggiunge l’intercessione di santi e madonne, cosa che la Bibbia non la approva  ne presenta in nessun testo (vedi Daniele 8:11-13).

A Giovanni fu data una verga e la verga è simbolo di giudizio; è menzionata nei Salmi in riferimento al giudizio futuro di Cristo sulle nazioni (vedi Salmo 2:7-9, 110:1-2,5-7) e nell’Apocalisse quando si parla di Cristo che giudica le nazioni (vedi Apocalisse 12:5, 19:15). All’apostolo fu detto di misurare anche coloro che adoravano nel tempio. Quando Giovanni scrisse l’Apocalisse, il tempio di Gerusalemme era già stato distrutto. Questo testo parla del santuario celeste, perciò coloro che adorano nel tempio qui sono simbolo della chiesa. Misurare coloro che adorano è un’espressione che parla del giudizio: Pietro dice che il giudizio doveva cominciare dalla casa di Dio, cioè la chiesa 1 Pietro 4:17.

Pietro 4:17 «Infatti è giunto il tempo in cui il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, quale sarà la fine di quelli che non ubbidiscono al vangelo di Dio?».

Giovanni non doveva misurare il cortile esterno del tempio perché era stato dato ai gentili. Nel tempio di Erode c’è un cortile esterno per i gentili, perché non era loro permesso di andare oltre; qui il cortile esterno è simbolo della terra, perché nel santuario celeste ci sono solo il luogo santo e il luogo santissimo. I gentili erano gli stranieri per gli ebrei. Il cortile esterno era stato dato loro ed essi avrebbero calpestato la città santa, Gerusalemme, per 42 mesi. I gentili e Gerusalemme non vanno presi letteralmente; gli israeliti sono israeliti spirituali, i veri credenti che hanno accettato Gesù sono progenie di Abrahamo (vedi Romani 2:28-29, Galati 3:29). Per contrasto i gentili rappresentano i non credenti o falsi cristiani. Gerusalemme qui è simbolo della chiesa. La vera Gerusalemme era stata calpestata dai gentili, i romani, come profetizzato da Gesù (vedi Luca 21:24); Giovanni utilizzò lo stesso linguaggio usato da Gesù. Questo linguaggio è preso dal profeta Daniele che aveva descritto come il potere del piccolo corno, l’anticristo, avrebbe calpestato il popolo di Dio e il santuario (vedi Daniele 8:10-13). Qui è specificato il periodo di oppressione sul popolo di Dio: 42 mesi profetici o 1260 giorni profetici come affermato al versetto successivo. Questo è il periodo dei 1260 anni del dominio papale, periodo del quale si parla anche nei capitoli successivi dell’Apocalisse (vedi Apocalisse 12:6,14, 13:5). Dalla lettura del resto del capitolo è chiaro che il contenuto della seconda parte del capitolo 11 si riferisce a cosa sarebbe successo alla fine dei 1260 anni. Ricordiamo che i 1260 si conclusero nel 1870. 

2 - Apocalisse 11: 3-6

Apocalisse 11:3-6 Ma io darò ai miei due testimoni di profetizzare, ed essi profetizzeranno milleduecentosessanta giorni, vestiti di sacco.  Questi sono i due ulivi e i due candelabri che stanno davanti al Dio della terra.  E se qualcuno vuole far loro del male, esce fuoco dalla loro bocca e divora i loro nemici; e chiunque vuole far loro del male deve essere ucciso in questa maniera. Costoro hanno potestà di chiudere il cielo, perché non cada alcuna pioggia nei giorni della loro profezia; essi hanno pure potestà sulle acque, per convertirle in sangue e per percuotere la terra con qualunque piaga, ogni volta che vorranno.

Durante i 1260 anni di dominio papale, il popolo di Dio fu calpestato; Dio aveva due testimoni che profetizzavano vestiti di sacco; le persone si vestivano di sacco quando erano in lutto, nel dolore o sperimentavano un profondo pentimento (vedi Genesi 37:34, 2Samuele 3:31, Nehemia 9:1, Ester 4:1-3, Giona 3:5-6). I due testimoni sono identificati come “i due ulivi e i due candelabri che stanno davanti al Dio della terra” (v. 4). Questa immagine è presa dal libro di Zaccaria 4, capitolo che parla della ricostruzione del tempio dopo l’esilio babilonese. Zaccaria vide in visione un candelabro d’oro con accanto due ulivi, uno a destra e uno a sinistra del candelabro. In cima al candelabro c’era un vaso con sette tubi per alimentare le sette lampade del candelabro Zaccaria 4:1-3,11-14.

Zaccaria 4 1-3; 11-14 Quindi l’angelo che parlava con me tornò e mi svegliò come si sveglia uno dal sonno.  E mi domandò: «Che cosa vedi?». Risposi: «Ecco, vedo un candelabro tutto d’oro che ha in cima un vaso, su cui ci sono sette lampade con sette tubi per le sette lampade che stanno in cima. Vicino ad esso stanno due ulivi, uno a destra del vaso e l’altro alla sua sinistra». … Io risposi e gli dissi: «Questi due ulivi a destra e a sinistra del candelabro cosa sono?».  Per la seconda volta presi a dirgli: «Cosa sono questi due rami di ulivo che stanno accanto ai due condotti d’oro da cui è fatto defluire l’olio dorato?». Egli mi rispose e disse: «Non comprendi ciò che sono questi?». Io risposi: «No, mio signore».  Allora egli mi disse: «Questi sono i due unti che stanno presso il Signore di tutta la terra».

Dio mostrò a Zaccaria che la Sua opera sarebbe stata compiuta “non per potenza, né per forza, ma per il Mio Spirito” (Zaccaria 4:6). Lo Spirito Santo è simboleggiato dall’olio in Zaccaria e anche in altri passaggi (vedi Isaia 61:1, Atti 10:38). In Zaccaria 4, il candelabro è il simbolo del popolo di Dio che riceve la potenza vivificante dello Spirito Santo, mentre è detto che i due ulivi sono “i due unti che stanno presso il Signore” (Zaccaria 4:14); gli ulivi rappresentano gli agenti divini che operano a favore del popolo di Dio.

In Apocalisse 11 non abbiamo un candelabro con accanto i due ulivi, ma i due testimoni sono i due ulivi e i due candelabri; anche se il capitolo è legato alla visione di Zaccaria, ciò non significa che gli ulivi e i candelabri qui debbano avere lo stesso significato di quello della visione di Zaccaria. i due testimoni sono l’Antico e il Nuovo Patto! Perché i due testimoni vestiti di sacco? Prima di tutto notiamo che i due testimoni profetizzano per 1260 anni, perciò non possono essere delle persone. I candelabri avevano delle lampade e questo è un simbolo della Parola di Dio: “La Tua Parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero” (Salmo 119:105). L’olio che brucia dà luce e così la Parola di Dio è stata ispirata dallo Spirito Santo (vedi 2Pietro 1:21) e può essere compresa e spiegata solo grazie allo Spirito Santo (vedi 1Corinzi 2:13-14). Inoltre, le Scritture testimoniano di Gesù (vedi Giovanni 5:39). I due testimoni qui rappresentano la Parola di Dio, la Bibbia.  I due testimoni profetizzarono vestiti di sacco durante i 1260 anni di dominio papale: la Bibbia ha testimoniato in ogni epoca, anche la più buia, tramite il popolo di Dio che insegnava le verità bibliche; ma la loro testimonianza fu con pianto per le tenebre spirituali e per la persecuzione contro il popolo di Dio. La Parola di Dio ha il potere di dare vita (vedi Salmo 119:107, Giovanni 6:63, 1Pietro 1:23) ma anche di togliere la vita. Ogni persona sarà giudicata in base al suo atteggiamento nei confronti della Parola di Dio (vedi Marco 4:24-25, Giovanni 12:48).

Se qualcuno vuole fare del male ai due testimoni, subisce un triste giudizio finale nello stagno di fuoco e di zolfo (vedi Apocalisse 20:11-15). I perduti saranno giudicati nello stagno di fuoco perché avranno disprezzato e rigettato gli inviti e gli avvertimenti della Parola di Dio. Chi avrà rigettato la Parola di Dio sarà rigettato da Dio; Dio onorerà la decisione di ogni persona. La condanna è per chi vuol far del male alla Bibbia. Come si fa del male alla Bibbia? La Bibbia stessa ha sofferto persecuzione perché fu bandita e bruciata durante il medioevo. Con la venuta del razionalismo, la Bibbia è stata attaccata, anche oggi la Bibbia è attaccata da moti atei e agnostici, ma tristemente anche da molti cristiani che le fanno dire ciò che non dice. Gesù disse che anche i leader religiosi dell’epoca facevano del male alle Scritture, non comprendendole e non interpretandole correttamente e annullandole per osservare le loro tradizioni (vedi Matteo 22:29, Marco 7:6-9, Luca 11:52). Pietro parlò di cristiani che torcono le Scritture (vedi 2Pietro 3:16). Anche oggi assistiamo allo stesso fenomeno: cristiani torcono le Scritture a loro piacimento (vedi 2Timoteo 4:3-4) e il metodo storico critico utilizzato dai teologi dell’alta critica svuota la Parola di Dio della sua potenza.

È interessante notare che sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento troviamo maledizioni per chi aggiunge o toglie dalla Parola di Dio (vedi Deuteronomio 4:2, Apocalisse 22:18-19). Chi sottrae alla Parola di Dio è chi non insegna tutto ciò che la Bibbia insegna ma ignora o annulla alcuni insegnamenti della Bibbia perché non gli sono graditi; chi aggiunge alla Parola di Dio è chi le fa dire ciò che non dice, imponendo principi più restrittivi di quelli in essa contenuti, vietando ciò che Dio non ha vietato. I due testimoni hanno il potere di chiudere il cielo perché non piova e di cambiare le acque in sangue. Questi sono riferimenti alle storie di Elia, la carestia sotto il regno di Achab, e di Mosè, la prima delle piaghe d’Egitto. I due testimoni hanno il potere di “percuotere la terra con qualunque piaga” (v. 6). Questo si riferisce al fatto che la Parola di Dio aveva profetizzato i giudizi di Dio sugli impenitenti e questi si erano adempiuti.  La Parola di Dio ha il potere di chiudere il cielo; questa era una delle maledizioni che Dio aveva profetizzato che avrebbe mandato su Israele nella speranza di vederlo pentirsi e tornare a Lui (vedi Deuteronomio 11:13-28, 28:23-24, 2 Cronache 7:13-14). Il testo dice che non sarebbe caduta pioggia “nei giorni della loro profezia” (v. 6), cioè durante i 1260 anni. I 1260 anni sono 3 anni e mezzo profetici (vedi Daniele 7:25); al tempo di Elia non piovve per 3 anni e mezzo letterali (vedi Luca 4:25, Giacomo 5:17-18). Che cosa significa che non piovve durante i 1260 anni? Nella Bibbia, la pioggia è simbolo degli insegnamenti della Parola di Dio (vedi Deuteronomio 32:1-2) e dello Spirito Santo (vedi Isaia 44:3). Come c’è una carestia quando non piove, così ci fu una carestia spirituale per scarsità degli insegnamenti della Bibbia e dello Spirito Santo durante questi lunghi secoli bui dell’oscurantismo medievale.

3 - Apocalisse 11: 7-10

LA BESTIA CHE SALE DALL’ABISSO

Questa sezione descrive eventi che accaddero verso la fine dei 1260 anni, alla fine della testimonianza dei due testimoni. Il capitolo 11 parla di un’altra bestia che doveva sorgere in quel periodo e attaccare ed uccidere i due testimoni.

Apocalisse 11:7-10 E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà. E i loro cadaveri giaceranno sulla piazza della grande città, che spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il nostro Signore è stato crocifisso. E uomini dei vari popoli, tribù, lingue e nazioni vedranno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo, e non permetteranno che i loro cadaveri siano deposti nei sepolcri.  E gli abitanti della terra si rallegreranno su di loro, faranno festa e si manderanno doni gli uni agli altri, perché questi due profeti avevano tormentato gli abitanti della terra».

Una bestia nelle profezie di Daniele e Apocalisse rappresenta un regno (vedi Daniele 7:17,23); questa bestia sale dall’abisso. La parola greca abussos appare nell’Apocalisse nella 5a tromba (vedi Apocalisse 9:1-2) e anche quando si parla della bestia sulla quale siede la gran meretrice, che dovrà salire dall’abisso (vedi Apocalisse 17:8). Nel libro dell’Apocalisse i movimenti o le potenze che Satana usa sono raffigurati come emergenti dal basso, cioè dall’abisso, dal mare o dalla terra (vedi Apocalisse 9:2, 13:1,11, 17:8). Perciò, questa bestia rappresenta una potenza che è usata da Satana per compiere i suoi scopi: intorno alla fine dei 1260 anni, questo regno fece guerra contro la Bibbia e la uccise, metaforicamente. Il testo parla dei cadaveri dei due testimoni che giaceranno “sulla piazza della grande città, che spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto” (v. 8) e dice che nella stessa città Gesù era stato crocifisso. Un’altra ragione per cui i due testimoni non possono essere Mosè ed Elia è proprio per il fatto che vengono uccisi e questo è impossibile, perché un corpo risorto e glorificato non è più soggetto alla morte. Inoltre, la grande città non è Gerusalemme, perché l’intero passaggio è simbolico. La grande città è il Vaticano. Apocalisse 17:18 La donna che hai vista è la grande città che domina sui re della terra». In che senso Gesù fu crocifisso in Sodoma e in Egitto? Fu ucciso nella persona dei Suoi discepoli; Gesù si identifica così tanto con i Suoi discepoli che si sente perseguitato quando essi sono perseguitati (vedi Matteo 25:40,45, Atti 9:1-5). Sodoma ed Egitto rappresentano l’immoralità e l’ateismo che saranno i segni che contraddistingueranno il mondo poco prima del ritorno di Gesù Cristo. In questi due gravi peccati: “Gesù è morto”. I tre anni e mezzo sono i 1260 anni nei quali la  Parola di Dio è stata predicata ma non creduta dalla maggioranza, ma possono rappresentare i tre anni e mezzo della persecuzione che l’Anticristo attuerà  contro la vera chiesa del Signore. Ci sarà un tempo di persecuzione contro i veri figli di Dio come non c’ è né mai stato prima, dove sarà proibito predicare la Bibbia e perfino possederla. Il mondo sarà felice perché la loro coscienza non dovrà confrontarsi con i loro peccati e con la legge di Dio, tutto sarà lecito e per questo la gente gioirà. Ravvedersi e pentirsi dai loro peccati, per molti è un tormento anziché un beneficio.

4 - Apocalisse 11:11-13

Apocalisse 11:11-13 Ma dopo tre giorni e mezzo lo spirito di vita, che procede da Dio, entrò in loro; essi si alzarono in piedi e un grande spavento cadde su coloro che li videro. Essi udirono quindi una gran voce dal cielo che disse loro: «Salite quassù». Così essi salirono al cielo in una nuvola, e i loro nemici li videro.  E in quel momento si fece un gran terremoto, la decima parte della città cadde e settemila persone furono uccise nel terremoto, il resto fu spaventato e diede gloria al Dio del cielo.  Il secondo guaio è passato, ma ecco, presto viene il terzo guaio.

Dopo 3 giorni e mezzo, i due testimoni risuscitarono: questo è un periodo profetico di 3 anni e mezzo. La Bibbia era stata metaforicamente uccisa ma ritornò in vita dopo 3 anni e mezzo. C’è un parallelo tra i due testimoni e Gesù: Gesù predicò per 3 anni e mezzo, fu crocifisso, il terzo giorno risuscitò dai morti e poi ascese al cielo. In Apocalisse 11, abbiamo  i due testimoni profetizzano per 3 anni e mezzo profetici, sono uccisi, risuscitano dopo 3 giorni e mezzo profetici e poi sono portati in cielo. Nell’Apocalisse, il dragone rosso, simbolo di Satana, la bestia che sale dal mare, simbolo del papato, e la bestia sulla quale sedeva la meretrice, simbolo del potere politico hanno in comune due caratteristiche: hanno 7 teste, simbolo di potenze usate da Satana nel corso della storia, e 10 corna, che ci ricordano le divisioni dell’Impero Romano di cui parla anche Daniele (vedi Daniele 7:7,24, Apocalisse 12:3, 13:1, 17:3). Dopo i tre anni e mezzo di persecuzione ad opera dell’Anticristo che è l’ultimo Papa della storia, la Bibbia e il popolo di Dio riprendono vita, ossia  tornano a predicare la salvezza, ed è questo l’ultimo messaggio al mondo. Questo avviene poco prima della traslazione in cielo e dell’ingresso nella nuova Gerusalemme di tutti i salvati; mentre sulla terra si abbattano i pesanti giudizi di Dio che colpiscono solo gli impenitenti.

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