1 - LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI

 

Marco 6:30-44 Ora gli apostoli si radunarono intorno a Gesù, e gli riferirono tutto quello che avevano fatto ed insegnato.  Ed egli disse loro: «Venite in disparte in un luogo solitario e riposatevi un po’». Poiché era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare.  Partirono quindi in barca verso un luogo solitario e appartato.  La folla però li vide partire, e molti lo riconobbero; e da tutte le città accorsero là a piedi ed arrivarono prima di loro; e si strinsero intorno a lui. E Gesù, sbarcato, vide una grande folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore senza pastore; e prese a insegnare loro molte cose. Ed essendo già tardi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e gli dissero: «Questo luogo è deserto, ed è già tardi. Licenzia questa gente perché se ne vada nelle campagne e nei villaggi all’intorno a comprarsi del pane, perché non ha nulla da mangiare». Ma egli, rispondendo, disse loro: «Date voi a loro da mangiare». Ed essi gli dissero: «Dobbiamo andare noi a comperare del pane per duecento denari e dare loro da mangiare?». Ed egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Ed essi, accertatisi, dissero: «Cinque pani e due pesci». Allora egli ordinò loro di farli accomodare tutti, per gruppi, sull’erba verde. Così essi si sedettero in gruppi di cento e di cinquanta. Poi egli prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, li benedisse; quindi spezzò i pani e li diede ai suoi discepoli, perché li distribuissero loro; e divise pure i due pesci fra tutti.  Mangiarono tutti a sazietà. E raccolsero dodici ceste piene di pezzi di pane e di resti dei pesci. Or coloro che avevano mangiato di quei pani erano cinquemila uomini.

Questo episodio è uno dei pochi narrati da tutti e quattro gli evangelisti. «Era quasi tempo della Pasqua ebraica» (Giovanni 6:4), avvenne all’inizio del terzo anno del ministero pubblico di Gesù. Al loro ritorno dal viaggio missionario, «gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono ciò che avevano fatto e insegnato» (Marco 6:30). L’incontro si svolse a Cafarnao, ma «non avendo il tempo di mangiare, perché tanta era la folla che andava e veniva, Gesù disse loro: “Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’». Così si ritirarono in barca verso un luogo solitario (Marco 6:31-32), a Betsaida, circa 5 km al di là del lago. «Ma molti, vedendoli partire, li riconobbero e da tutte le città corsero a piedi e li precedettero» (Marco 6:36). Prima che Cristo raggiungesse la riva, una folla lo attendeva, ma Egli sbarcò inosservato e rimase poco tempo da solo con i discepoli, che poterono così completare il loro resoconto. Dal monte, «vedendo la grande folla, Gesù ne ebbe compassione, perché erano come pecore senza pastore». E si mise a insegnare loro molte cose (Marco 6:34). Per questo scopo, si stabilirono nella pianura a est di Betsaida. Per il resto della giornata Gesù predicò, insegnò e guarì. «Quando si fece tardi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e gli dissero: “Questo è un luogo deserto e si è fatto molto tardi; congeda la folla, perché vada nei dintorni e nei villaggi e si compri da mangiare”. Gesù rispose loro: “Date loro da mangiare voi stessi”. Sicuramente avranno pensato che per dare da mangiare a 5000 persone, senza contare le donne e bambini, ci vorrebbe quasi un anno di lavoro! Poi il Signore disse a Filippo: «Dove andremo a comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non basterebbero per loro, perché ognuno di loro possa avere un pezzetto». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci, ma cos’è questo per tanta gente?» (Giovanni 6:5-9). Il resto della storia è noto: dal misero cibo che un ragazzo aveva offerto, una moltitudine mangiò. Giovanni 6: 10-12 E Gesù disse: «Fate sedere la gente!». Or c’era molta erba in quel luogo. La gente dunque si sedette ed erano in numero di circa cinquemila. Poi Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì ai discepoli, e i discepoli alla gente seduta; lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. E, dopo che furono saziati, Gesù disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati perché niente si perda». Quel pasto frugale fu offerto alla folla stanca e affamata al termine di una giornata molto lunga, perché fosse una dimostrazione non solo della Sua potenza ma anche perchè Gesù è attento alle nostre necessità della vita quotidiana. Il Salvatore non ha promesso a coloro che lo seguono le ricchezze del mondo, ma che non gli sarebbe mai mancato il necessario per vivere, oltre che la Sua presenza. Gesù fece raccogliere il cibo avanzato e questo perchè della grazia di Dio non si deve sprecare nulla! La lezione era che non si doveva sciupare nulla e che non si doveva trascurare nessuna cosa che potesse assicurare un beneficio a un’altra persona. Bisognava raccogliere tutto ciò che poteva servire per nutrire degli altri affamati. Quando i panieri furono riempiti con gli avanzi, i presenti pensarono agli amici rimasti a casa e conservarono per loro una parte di quel pane benedetto dal Cristo. Il contenuto dei cesti fu distribuito alla folla che fu lieta di riceverlo e portarlo in tutta la regione circonvicina. Questo vale anche per il cibo spirituale, anche quello non deve andare perduto, essi avrebbero dovuto ripetere quello che Dio aveva detto loro ad altri. Neppure una parola di quello che riguardava la salvezza eterna doveva restare inutilizzata. Nel miracolo di Gesù c’è una profonda lezione spirituale per tutti i suoi collaboratori. Il Cristo affidò ai discepoli ciò che aveva ricevuto dal Padre; i discepoli distribuirono questo dono alla folla; e gli uni lo passarono agli altri. Così coloro che sono uniti al Cristo riceveranno da lui il pane della vita, il cibo divino, e lo distribuiranno agli altri. Ma ciò che seguì non è altrettanto noto: tra la gente si diffuse la voce che quest’uomo, capace di un tale miracolo, fosse il Liberatore tanto atteso. Nell’entusiasmo, la folla era pronta a incoronarlo re all’istante. Ma Gesù comprese il complotto e sapeva quale sarebbe stata la conseguenza di una simile mossa. Chiamati a sé i discepoli, ordinò loro di salire sulla barca e di tornare subito a Cafarnao. Essi, a malincuore, si recarono sulla spiaggia e se ne andarono. Intanto Gesù, congedata la folla, salì sul monte e si mise a pregare a lungo, perché aveva bisogno della forza che il Padre poteva dargli.

2 - IMPLICAZIONI PRATICHE

 Anche in questa occasione, i discepoli impararono delle lezioni importanti sul servizio per Lui.

  1. I discepoli del Signore Gesù non devono mai dubitare della Sua potenza e della Sua provvidenza. Se egli fu in grado di sfamare cinquemila uomini con cinque pani e due pesci, sarà altresì in grado di provvedere ai servitori che confidano in Lui in ogni circostanza. Questi ultimi possono lavorare per il Signore senza preoccuparsi del pane quotidiano: se cercano, per prima cosa, il regno e la giustizia di Dio, ogni loro bisogno sarà soddisfatto.

  2. In che modo il mondo può essere evangelizzato? Gesù disse: Dategli voi da mangiare. Se offriamo al mondo non solo il cibo materiale, ma soprattutto quello spirituale, sarà dal Signore benedetto e sfamerà milioni di persone.

  3. Altro esempio che è importante e che Gesù eseguì il suo lavoro con ordine, facendo sedere la folla in gruppi di cento e di cinquanta. Anche noi possiamo trarre un buon esempio dall’ordine di Gesù.

  4. Egli benedisse e spezzò il pane e i pesci. Senza la sua benedizione non sarebbero serviti a nulla. Se non fossero stati spezzati, non sarebbero mai bastati. Se non offriamo noi stessi più generosamente agli altri, è perché non siamo ancora stati spezzati.

  5. Gesù non distribuì personalmente il cibo, bensì permise ai discepoli di farlo. Il suo piano è di nutrire il mondo per mezzo dei propri servitori e ci fu cibo a sufficienza per tutti.

  6. I resti che avanzarono (dodici ceste piene) erano più di ciò che Gesù aveva avuto a disposizione. Dio è un donatore generoso. Occorre tener presente, tuttavia, che nulla fu sprecato. Si raccolsero gli avanzi. Lo spreco è un peccato.

  7. La moltiplicazione dei pani e dei pesci, ebbe luogo per la condivisione. Il poco che abbiamo tra le nostre mani, se benedetto da Dio e condiviso, crea sovrabbondanza e un pressante invito a non rassegnarsi, a non considerare la miseria una sorte fatale.

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