Per anni ci hanno insegnato che Acan è morto semplicemente perché ha rubato un mantello, argento e oro dopo la caduta di Gerico. Ma quando leggiamo il testo ebraico possiamo scoprire qualcosa di molto più profondo. Acan non è stato processato solo per un furto, fu processato perché prese per sé qualcosa che il Signore aveva dichiarato esclusivamente suo. La chiave di tutta la storia è in una parola ebraica che appare ripetutamente nel racconto, e capirne il significato cambia completamente questo episodio. La parola Jérem è spesso tradotta con “anatema”, “maledetto” o “consacrato per la distruzione”. Una volta che qualcosa veniva dichiarata Jérem, non apparteneva più agli uomini, ma era solo del Signore. Non si poteva vendere, e non si poteva utilizzare per scopo personale; poiché apparteneva esclusivamente all’Eterno. Gerico è stata la prima città conquistata da Israele dopo aver attraversato il Giordano. Proprio come i primi covoni del raccolto venivano consacrati al Signore, anche la prima vittoria doveva essere completamente Sua. Per questo Giosuè ha annunciato che non doveva essere toccato nulla! Giosuè 6:18 «Solo guardatevi da ciò che è votato allo sterminio, perché, mentre eseguite la distruzione, non prendiate qualche cosa di ciò che è votato allo sterminio e rendiate così votato allo sterminio l’accampamento di Israele e gli portiate disgrazia». Nessuno avrebbe dovuto prendere nulla del bottino e non perché il Signore avesse bisogno di oro o argento. Ma perché Israele doveva riconoscere che la vittoria veniva da Lui. La prima città apparteneva solo all’Eterno. Ma Acan non ha ubbidito e questo gli è stato fatale. Giosuè 7:21 registra la confessione di Acan: «Ho visto fra le spoglie un bel mantello di Scinear, duecento sicli d’argento e una sbarra d’oro del peso di cinquanta sicli; ho desiderato quelle cose e le ho prese; ecco, sono nascoste in terra in mezzo alla mia tenda; e l’argento è sotto».  Il problema è iniziato molto prima di allungare la mano. Prima l’ha visto, poi l’ha bramato, e infine lo prese e nascose e non è stato un impulso, è stata una decisione consapevole. Egli sapeva perfettamente che quegli oggetti erano stati dichiarati Jérem, e quindi sapeva che appartenevano al Signore; eppure ha deciso di appropriarsene lo stesso. Quando nascose il bottino, pensò che nessuno lo avrebbe scoperto. Ma nelle Scritture, ciò che si nasconde sotto la terra è ancora completamente visibile davanti al Signore. Salmo 138: 7-8 «Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito, dove fuggirò dalla tua presenza? Se salgo in cielo tu ci sei; se scendo nel soggiorno dei morti, eccoti là». Molte volte pensiamo che il problema sia quello che mostriamo, ma la Bibbia insegna che il vero problema è spesso ciò che nascondiamo. Il peccato di Acan non è stata solo l’avidità, ma l’essersi appropriato di ciò che apparteneva esclusivamente al Signore. Voleva godere personalmente di una vittoria che doveva essere consegnata completamente all’Eterno. Mentre Acan nascondeva il suo bottino nella sua tenda…Israele stava perdendo la benedizione su tutto il campo. Quella che sembrava una decisione privata ha colpito migliaia di persone. Così succede sempre con il peccato nascosto, non rimane mai circoscritto in chi lo commette, prima o poi raggiunge la famiglia, la comunità e tutti quelli che ci circondano. Lo spirito di Acan continua ad apparire ogni volta che confondiamo l’amministrazione con l’appropriazione. Quando crediamo che tutto ciò che arriva nelle nostre mani appartiene a noi. Quando usiamo a nostro vantaggio ciò che il Signore ci ha affidato per il Suo Regno. Quando cerchiamo la nostra gloria al posto della Sua. La tentazione non sempre consiste nel fare qualcosa di evidentemente sbagliato, spesso consiste nel tenerci ciò che doveva essere consegnato all’Eterno.

MESSAGGIO PER TE

Gerico ci ricorda che il Signore merita sempre il primo posto. Quando Israele rispettò questo principio, la Terra Promessa iniziò ad aprirsi davanti a loro. La storia di Acan non è stata scritta per condannarci, è stata scritta per insegnarci che la benedizione fiorisce quando impariamo a vivere con un cuore integro e in piena obbedienza. Il Signore non sta cercando persone perfette, ma cerca persone che onorino ciò che Lui dichiara santo. Quando mettiamo il Signore al primo posto e smettiamo di aggrapparci a ciò che non ci è mai appartenuto, la strada si apre di nuovo davanti a noi. L’obbedienza non impoverisce, ma chi si fida di Gesù, prepara sempre il terreno per una benedizione molto più grande!!!  Matteo 25:23 «Il suo signore gli disse: “Bene, buono e fedele servo; tu sei stato fedele in poca cosa; io ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo signore”». Ogni nostra azione viene sempre allo scoperto, prima o poi! Luca 8:17 «Poiché non c’è nulla di nascosto che non debba manifestarsi, né di segreto che non debba essere conosciuto e venire alla luce».

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