Luca 5:12 -13 «Mentre egli si trovava in una di quelle città, ecco un uomo tutto coperto di lebbra, il quale, veduto Gesù, si gettò con la faccia a terra e lo pregò, dicendo: «Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi». Ed egli, stesa la mano, lo toccò, dicendo: “Lo voglio, sii purificato”. E subito la lebbra sparì da lui». La teologia ci ha insegnato che questo passaggio sia un atto di compassione puramente emotivo, un semplice gesto di gentilezza da parte di un Maestro, commosso dalle ferite di chi supplicava lungo la strada. Ci mostrano la scena in modo molto superficiale: il lebbroso in ginocchio, Gesù che lo tocca senza disgusto, e la pelle che viene risanata. Poi gli viene intimato un ordine, doveva andare al Tempio per lasciare un’offerta e mostrarsi al sacerdote. Nella Bibbia (in particolare nell’Antico Testamento), era proibito toccare un lebbroso, per motivi di impurità rituale e per prevenzione igienica. Gesù ha violato questo divieto. Il medico Luca fa notare con precisione che quest’uomo era tutto coperto di lebbra. La malattia era a uno stadio avanzato, e, umanamente parlando, non lasciava molte speranze. La fede del lebbroso, nondimeno, era traboccante. Egli disse: tu puoi purificarmi, frase che non avrebbe potuto dire a nessun altro uomo al mondo. Ma egli riponeva una fiducia totale nel potere del Signore. Dicendo se vuoi, costui non esprimeva dubbi sulla disponibilità di Cristo, bensì si rivolgeva a lui con una supplica, sapendo di non avere diritto alla guarigione, ma rimettendosi alla misericordia e alla grazia del Signore. Se analizziamo la condizione catastrofica del malato nel contesto dell’epoca: la lebbra nel suo stato più avanzato significava la perdita assoluta di tutti i diritti civili. La persona colpita era legalmente un cadavere ambulante; gli venivano espropriati i beni, e gli veniva proibito di abbracciare i figli; inoltre, veniva isolato e confinato in un luogo specifico, lontano da tutto e tutti. Se qualcuno osava toccarlo, veniva automaticamente posto sotto una rigorosa quarantena per impurità. Toccare un lebbroso era un rischio dal punto di vista sanitario, una profanazione dal punto di vista religioso, una degradazione dal punto di vista sociale. Ma il Salvatore non ne fu contaminato: al contrario, riversò nel corpo del lebbroso un fiume di guarigione e di salute. Non fu una guarigione graduale: subito la lebbra sparì da lui. Pensiamo a cosa significò per quel lebbroso disperato e indifeso essere, in un attimo, completamente risanato! Gesù nel toccare la pelle putrefatta dell’uomo prima che la lebbra scomparisse visivamente, non ne fu contaminato. La Sua purezza ha prevalso sull’impurità del mondo. Non era sotto una quarantena per aver toccato un impuro; ma è la malattia che è impura e deve essere purificata da Colui che tutto può. Luca 5: 14 «Poi Gesù gli comandò di non dirlo a nessuno. “Ma va’”, gli disse, “mostrati al sacerdote e offri per la tua purificazione ciò che Mosè ha prescritto; e ciò serva loro di testimonianza”». Il Messia ha costretto le stesse autorità che avevano firmato il certificato d’esilio dell’uomo ad esaminare la sua pelle pulita, costringendoli a firmare il documento della sua totale reintegrazione familiare, finanziaria e civile.

MESSAGGIO PER TE

Forse oggi ti ritrovi nella vita quotidiana a sentire il peso di un “isolamento invisibile”, ad affrontare crisi che ti fanno sentire escluso, come se portassi con te un’etichetta di fallimento. Forse le persone intorno a te o le circostanze difficili del passato hanno voluto farti credere che sei “squalificato” dal costruire un business prospero o dallo stabilizzare la tua casa, trattandoti con l’indifferenza di qualcuno che già ti dà per perso nella corsa della vita. Le sentenze usa e getta e il pessimismo degli uomini non hanno validità giuridica davanti al tribunale del Cielo. La nostra autorità superiore è già entrata in scena per rompere qualsiasi catena che ti tiene paralizzato. Non dipendi dalla pietà o dall’approvazione di coloro che ti hanno voltato le spalle o che ti puntano il dito contro per mostrarti qualche tuo difetto. Alzati con dignità, lavora con integrità, prenditi cura dei tuoi figli e mantieni la tua assoluta fiducia nelle promesse della Bibbia. Il Maestro ha già teso la mano sulla tua casa, sulla tua malattia e sulle tue finanze, inizia ora la tua stagione di piena restituzione! Giovanni 8:36 «Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi». Abbi solo fede e continua sperare, il Signore ha già iniziato ad operare nella tua vita, Egli ti restituirà quello che la vita o le circostanze ti hanno portato via!

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