L’apostolo Giovanni è conosciuto come il “il discepolo amato”. Egli è l’autore del Vangelo omonimo e di tre epistole, oltre che dell’Apocalisse. Giovanni non sempre stato il discepolo dell’amore, prima era un figlio del tuono. Quando Gesù lo chiamò, Giovanni era un giovane pescatore, ed era impulsivo. Così impulsivo che Gesù gli mise insieme a suo fratello Giacomo un soprannome sorprendente: “Boanerges, che vuol dire: figli del tuono”. Non era esattamente un elogio alla sua dolcezza, ma era una descrizione del suo carattere. Anche perché, una volta volle far scendere il fuoco dal cielo su un villaggio che rifiutò Gesù. Comunque Giovanni era un uomo che amava Dio, ma ancora non capiva completamente il cuore di Dio. E poi arrivò la croce, in quel pomeriggio buio, in cui quasi tutti sono scappati. Molti discepoli erano scomparsi per paura, ma Giovanni rimase, e non perché fosse più coraggioso, ma perché amava troppo Gesù per abbandonarlo. Giovanni 19:25-27 «Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa e Maria Maddalena. Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: “Donna, ecco tuo figlio!”  Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre! E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua”». Giovanni è in piedi insieme alla madre di Gesù e le altre donne. Guardando il suo maestro inchiodato sulla croce, e la vita che lentamente scivolava via dal corpo di Cristo. Mentre accanto a lui c’era Maria, la madre di Gesù, che guardava suo figlio morire; ed è in quel momento che Gesù affida sua madre a Giovanni. Giovanni ha passato anni a guardare come Cristo trattava i peccatori, come li perdonava, restaurava e come li amava. E a poco a poco il figlio del tuono divenne l’apostolo dell’amore. Perché passare del tempo con Gesù trasforma sempre il carattere. Non sempre avviene velocemente, ma inevitabilmente avviene. La vicinanza con Cristo cambia le persone, e questa trasformazione avviene anche oggi. Molti di noi sono più simili al giovane Giovanni di quanto immaginiamo. Ci irritiamo facilmente, ci offendiamo velocemente, vogliamo avere ragione a tutti i costi e ci è difficile perdonare. E poi ci chiediamo perché non siamo più simili a Gesù? La risposta di Giovanniè semplice: perché la trasformazione avviene rimanendo vicino a Cristo, frequentandolo ogni giorno. Non è questione di forza di volontà, è una questione di compagnia. Una persona finisce per assomigliare a ciò che contempla ogni giorno, Giovanni ha contemplato Gesù per anni. 2 Corinzi 3:18 «E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito». E alla fine parlava come Gesù, pensava come Gesù, amava come Gesù. Ma la parte che tocca il cuore avviene ai piedi della croce. Perché lì Giovanni ha imparato qualcosa che non avrebbe mai dimenticato. Ha imparato che il vero amore non appare quando tutto va bene, il vero amore appare quando rimanere costa qualcosa, quando fa male, quando ci sono lacrime, quando c’è sacrificio, quando tutti se ne vanno eppure decidi di rimanere.

MESSAGGIO PER TE

Forse oggi la tua croce non è una croce di legno, forse è una malattia, un matrimonio difficile, un figlio che se n’è andato, una perdita, una delusione. E sei tentato di scappare, di arrenderti, ma Giovanni ti ricorda qualcosa. I momenti più profondi con Gesù avvengono quasi sempre ai piedi di una croce. Perché è lì che Giovanni ha sentito parole che gli altri non hanno sentito. È lì che ha ricevuto una missione che gli altri non hanno ricevuto. Fu lì che scoprì le dimensioni dell’amore di Cristo, che solo coloro che restano conoscono quando tutto sembra crollare. Nessuno nasce come il discepolo amato, ma lo diventiamo tutti, giorno dopo giorno. Ma solo se camminiamo con Gesù, solo se lo contempliamo ogni giorno con la lettura della Bibbia e con la meditazione della stessa. L’ apostolo Paolo arrivò a dire: «Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio, il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me» (Galati 2:20). Lo ha predicato ed insegnato ad altri, affinché anche gli altri riflettessero il carattere di Gesù in loro. Galati 4:19 «Figli miei, per i quali sono di nuovo in doglie finché Cristo sia formato in voi». Finché un giorno scoprirai che il tuono che prima usciva dal tuo cuore è stato sostituito da qualcosa di molto più potente: Cristo che vive dentro di te e attraverso di te. Quanto tempo passi ai piedi di Gesù ogni giorno?

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