Molti credono che la grande visione del trono celeste abbia avuto inizio nel libro dell’Apocalisse. Ma quando apriamo le Scritture scopriamo qualcosa di diverso, un profeta aveva già contemplato lo stesso trono con almeno sette secoli di anticipo, e da quella visione il profeta Isaia ne è uscito completamente trasformato. Perché non ha semplicemente ricevuto una visione, ma è stato invitato a contemplare la santità del Re dell’universo. Tutto comincia con una frase che sembra un semplice fatto storico. «Nell’anno della morte del re Uzziah, io vidi il Signore assiso sopra un trono alto ed elevato, e i lembi del suo manto riempivano il tempio» (Isaia 6:1). Perché Isaia menziona la morte di Uzzia? Perché Uzzia aveva governato Giuda per più di cinquant’anni. Era un re potente che ha ampliato il suo regno e rafforzato l’esercito, portando prosperità alla nazione, ma alla fine della sua vita permise all’orgoglio di riempirgli il cuore. Commise l’errore di entrare nel Tempio e offrire l’incenso, funzione riservata solo ai sacerdoti, e lì fu colpito dalla lebbra. (2 Cronache 26) Mentre un re terreno cadeva… Isaia scoprì che il vero Re non lascia mai il Suo trono.  Isaia non vide semplicemente una luce e non vedeva una forza impersonale, vide un regno e dove c’è un regno c’è un Re. Poi Isaia scrive: “Sopra di lui c’erano dei serafini…” (Isaia 6:2). Creature avvolte nel fuoco della gloria del Signore. Ognuno aveva sei ali, con due si coprivano il volto e con due si coprivano i piedi e con due volavano. Mentre circondavano il trono, proclamavano incessantemente: «Santo, santo, santo è il SIGNORE degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!» (Isaia 6:3) Perché lo ripetono tre volte? In ebraico la ripetizione esprime intensità è il modo di dichiarare che non esiste nessuno paragonabile al Re. Isaia prosegue dicendo: «Le porte furono scosse fin dalle loro fondamenta dalla voce di loro che gridavano, e la casa fu piena di fumo» (Isaia 6:4). Non era la presenza di un terremoto, era la manifestazione della gloria del Signore. Di fronte a una scena del genere, Isaia non comincia a fare domande, prende atto della sua condizione e si sente indegno. «Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli eserciti!» (Isaia 6:5). Chiunque si avvicina alla presenza di Dio si sente inadeguato. Allora avviene che uno dei serafini prende un carbone ardente dall’altare e tocca le labbra del profeta. «Ecco, questo ti ha toccato le labbra, la tua iniquità è tolta e il tuo peccato è espiato» (Isaia 6:7). Questo gesto rappresentava la purificazione. Isaia non poteva purificarsi, solo il Signore doveva farlo. C’è un dettaglio che molti trascurano, l’evangelista Giovanni cita questa visione di Isaia, e scrive: «Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò» (Giovanni 12:41). Il contesto immediato di quel passaggio parla di Gesù Cristo. Giovanni identifica la gloria contemplata da Isaia con la gloria del Messia. In tutto il Nuovo Testamento, questa connessione è stata intesa da molti credenti come una rivelazione dell’identità di YHWH e della gloria di Gesù Cristo.

MESSAGGIO PER TE

Il grande insegnamento appare nella prima frase della storia. Mentre un re terreno moriva…il Re eterno era ancora seduto sul Suo trono. E quella verità continua a sostenere la nostra speranza. I governi cambiano, le economie vacillano, i problemi aumentano, le malattie arrivano, le persone ci deludono. Ma il trono del Signore non è mai stato vuoto. Il Re continua a governare, la sua santità non è diminuita, la sua misericordia non è esaurita. E lo stesso Dio che purificò le labbra di Isaia continua a trasformare la vita di chi si avvicina a Lui con cuore umile. Pertanto, non permettere alle circostanze che ti facciano dimenticare chi è seduto sul trono. Se il Signore continua a regnare nella tua vita, non importa cosà ti accadrà, Egli ha il controllo degli eventi. E finché Egli rimarrà sul Suo trono, mentre governa la tua vita dal tuo cuore, ci sarà sempre speranza per coloro che confidano in Gesù Cristo!  Proverbi 20:8 «Il re, seduto sul trono dove rende giustizia, dissipa con il suo sguardo ogni male». Salmi 11:4 «Il SIGNORE è nel suo tempio santo; il SIGNORE ha il suo trono nei cieli; i suoi occhi vedono, le sue pupille scrutano i figli degli uomini». Facciamoci alcune domande: Chi sta regnando nella tua vita? Il tuo io o Gesù Cristo? Stai vivendo a modo tuo o stai adempiendo la Sua volontà nella tua vita?

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