Viviamo in una società che spesso misura il valore di un essere umano basandosi unicamente sulla sua produttività. Se sei utile e generi risultati, avrai un posto d’onore nella società. Ma se le tue finanze vanno in bancarotta o se le tue forze diminuiscono, il sistema ti sposta immediatamente nell’angolo dell’oblio. La storia della suocera di Pietro, di solito si legge di sfuggita, come un miracolo minore rispetto all’apertura del mare o alla resurrezione dei morti. Per una donna anziana dell’antichità, il valore sociale era direttamente legato alla sua capacità di servire e sostenere le faccende domestiche, anche perché all’epoca non c’era la pensione o assicurazione sanitaria. Ammalarsi gravemente non era solo un dolore fisico; era una condanna a morte civile. Il testo dice che la suocera di Pietro era costretta a letto, a causa di una grande febbre (Luca 4:38). Era diventata, da un giorno all’altro, un ostacolo economico e un fardello pesante che altri dovevano portare. Lei ascoltava le voci nella stanza, sapendo che la sua presenza era inutile, un peso per gli altri. Una persona quando si ammala deve solo riposare e aspettare la fine della malattia o cercare un rimedio per accelerare la guarigione. Comunque il sistema l’aveva già etichettata come “inattiva”. Ma quando Gesù viene a conoscenza della situazione, è entrato nella stanza con pietà. Il testo biblico sottolinea che Egli si chinò verso di lei e rimproverò la febbre (Luca 4:39). Gesù trattava la malattia non come un processo naturale, ma come un invasore illegale che stava rubando la dignità di una sua figlia. Quello che succede un secondo dopo rompe tutti i manuali della medicina tradizionale. Chiunque esca da una febbre distruttiva rimane debole, disidratato e ha bisogno di giorni per riprendersi. Ma il testo dice con una precisione forte: «ed ella, alzatasi prontamente, si mise a servirli» (Luca 4:39). Il miracolo non è stato solo toglierle la temperatura alta. Il miracolo è stato restituirgli immediatamente la sua posizione di onore e autorità. Lei non si è alzata per chiedere aiuto; si è alzata per servire e riassettare la casa. È passata da essere il problema nascosto che causava preoccupazione, a diventare la padrona di casa. Il cielo costrinse tutti quelli che erano nella stanza a vedere la donna che davano per scartata, riprendere il controllo della casa a testa alta.

MESSAGGIO PER TE

Forse oggi ti trovi esattamente nel posto di questa donna. Stai attraversando un periodo di debolezza o di prostrazione, che si tratti della tua economia, della tua salute o di un progetto per il quale hai perso le forze. Senti lo sguardo freddo di chi ti circonda, trattandoti come se fossi un peso, un numero che non produce più, o qualcuno il cui tempo è già passato. Ti hanno lasciato solo, ti hanno già messo da parte, come qualcuno che non ha più nulla da dire o da dare al mondo, mentre osservi gli altri andare avanti. Ma ascolta questo con assoluta chiarezza: il giudizio di coloro che si stancano di te non determina il tuo destino finale. Il tuo tempo non è ancora finito! Il Maestro sta già entrando nella tua stanza proprio ora per eliminare questa depressione o quella stagnazione che ti tiene legato. Non starai più in quell’angolo. Il Signore ti solleverà con tanta forza e in modo così immediato, che gli stessi che oggi ti guardano con pietà o disprezzo, domani dovranno sedersi al tuo tavolo per vedere come riacquisti la leadership della tua vita! Isaia 40: 29-31 «Egli dà forza allo stanco e accresce il vigore a colui che è spossato. I giovani si affaticano e si stancano; i più forti vacillano e cadono; ma quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano».

Condividilo sui social!