Questa mattina meditiamo su un albero, ed è il fico sterile che viene seccato.  La storia appare in Matteo 21:18-22. Era mattina presto e Gesù stava tornando a Gerusalemme, poiché aveva trascorso la notte a Betania. E mentre camminava ebbe fame e come vide un fico lungo la strada si fermò per prendere un frutto. Ma quando Gesù si avvicinò trovò qualcosa di inaspettato: molte foglie e nessun frutto; quindi, maledisse il fico che si seccò. Matteo 21:19 «E, vedendo un fico sulla strada, gli si accostò, ma non vi trovò altro che foglie; e gli disse: “Mai più nasca frutto da te, in eterno”. E subito il fico si seccò». A prima vista sembra una storia strana, ma perché Gesù ha fatto una cosa del genere? Perché dare tanta importanza a un albero?  Il fico era un’illustrazione vivente di una realtà spirituale. Un fico pieno di foglie prometteva di avere anche i frutti, perché le foglie annunciavano che c’era vita, ma quando si è avvicinato, la realtà era diversa. C’era solo apparenza, tante foglie e nessun frutto. In realtà questa non è una storia sugli alberi, è una storia sulle persone. Ed è la storia Di Israele in primis e su ognuno di noi.  Perché è possibile sembrare spiritualmente molto vivi ed essere vuoti dentro. È possibile andare in chiesa ogni settimana, conoscere i versetti della Bibbia a memoria, cantare inni, fare preghiere pubbliche, partecipare alle varie attività religiose… ma senza mai produrre il frutto che Dio spera. Il fico aveva delle foglie, quello che gli mancava era il frutto. E c’è una grande differenza tra le due cose, perché le foglie sono ciò che gli altri vedono, mentre il frutto è ciò che Dio vede. Le foglie parlano di apparenza, il frutto parla di sostanza. Le foglie impressionano le persone, il frutto glorifica Dio. Quando una persona è collegata a Cristo, appare inevitabilmente il suo frutto, anche se non è perfetto, comunque si vede l’amore, la pazienza, la pietà. Appare anche l’umiltà e il perdono, oltre che la compassione e la misericordia. Ed è qui che la storia diventa profondamente attuale, perché viviamo in un’epoca ossessionata dalle apparenze, i social network sono pieni di foglie. Bellissime foto, sorrisi sfavillanti, vite apparentemente felici, ma dietro molte di queste immagini ci sono cuori esausti, ci sono matrimoni rotti, c’è ansia, solitudine e ferite nascoste.  Gesù quando guarda va ben oltre le apparenze non si lascia impressionare dalle foglie, Egli guarda il frutto. Guarda cosa succede quando nessuno ti osserva. Guarda come tratti la tua famiglia. Guarda come reagisci quando ti offendono. Guarda il tuo cuore. Il fico seccato aveva tutto il necessario per produrre frutti, riceveva la luce del sole e la pioggia. Era piantato in una buona terra, ma non ha mai prodotto ciò per cui era stato creato. La vera tragedia è vivere su questa terra senza diventare ciò che Dio ha sognato per noi. Ci sono persone che passano anni vicino alle cose di Dio: ascoltano sermoni, leggono la Bibbia, ricevono benedizioni, vanno regolarmente in chiesa. Ma non permettono mai a Dio di trasformare davvero il loro cuore, e finiscono per vivere una vita piena di foglie spirituali ma una vita senza frutto.

MESSAGGIO PER TE

La cosa più bella di questa storia e che è un avvertimento pieno d’amore. Perché Dio non ci indica il fico per condannarci. Lo indica per svegliarci, per dirci che c’è ancora tempo. Tempo di tornare a Lui, tempo di pentirsi, tempo per permettere al suo Spirito di produrre frutti in noi.  È ora di smettere di preoccuparci tanto di come sembriamo e iniziare a preoccuparci di chi siamo veramente.  Oggi il fico sterile esiste ancora. Si vede quando la nostra vita impressiona le persone, ma non riflette il carattere di Cristo. Perché Gesù non è venuto solo per decorare la nostra vita con delle belle foglie. È venuto a produrre frutti, è venuto a trasformare il nostro cuore. È venuto a fare di noi persone diverse. La domanda è se Gesù oggi si avvicinasse alla nostra vita cercando frutto… cosa troverebbe? Perché alla fine, ciò che impressiona gli uomini sono le foglie, ma ciò che rallegra il cuore di Dio sarà sempre il frutto. Affinché possiamo dire anche noi, come Paolo in Galati 2:20 «Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio, il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me».

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