Nel capitolo 2 di Giovanni, possiamo leggere il primo miracolo pubblico del Maestro durante un matrimonio a Cana di Galilea. Nel bel mezzo della celebrazione, si verifica una catastrofe sociale: il vino è finito. Nella cultura ebraica del primo secolo, rimanere senza vino a un matrimonio era un’umiliazione pubblica, un disonore terribile per la famiglia e persino considerato un cattivo presagio per il futuro del matrimonio. La madre di Gesù vede il problema e avvisa il Figlio, il quale dà ai servi un ordine molto specifico.  Gesù disse loro: «Riempite d’acqua i recipienti» (Giovanni 2:7). Ed essi li riempirono fino all’orlo. Chiede loro di riempire d’acqua sei vasche immense che erano lì. Poi trasforma quest’acqua nel miglior vino della festa. Giovanni 2: 9 «E, come il maestro della festa assaggiò l’acqua mutata in vino (or egli non sapeva da dove venisse quel vino, ma ben lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua)…». A prima vista, sembra un miracolo per salvare la reputazione di questi sposi. Ma l’apostolo Giovanni si assicurò di scrivere un dettaglio archeologico nel versetto 6 che cambia tutto: “E c’erano sei vasche di pietra per l’acqua, secondo il rito della purificazione degli ebrei”. Perché Gesù non ha creato il vino dal nulla? Perché ha deciso di usare esattamente questi contenitori di pietra? Per capire questo fantastico messaggio, dobbiamo sapere a cosa servivano quelle giare. Non erano contenitori puliti dove si teneva la bevanda per la festa. Tutto il contrario! Erano serbatoi d’acqua destinati esclusivamente al rito del lavaggio. Quando gli ospiti arrivavano dalla strada, con i piedi e le mani coperti di polvere, fango e letame delle strade, usavano l’acqua di queste vasche di pietra per lavarsi e “purificarsi” religiosamente prima di entrare in casa. Erano il simbolo della sporcizia umana e della rigorosa e pesante religione legalista. Inoltre, erano fatte di pietra (e non di argilla) perché, secondo la tradizione rabbinica, la pietra non assorbiva l’impurità cerimoniale. Erano contenitori freddi, pesanti e associati all’obbligo, alla colpa e alla pulizia dello sporco. Gesù ha trasformato le giare fredde della religione vuota in giare di nuova spiritualità ed erano simbolo delle vere nozze con L’Agnello. Gesù stava dicendo: “io sono venuto a prendere la loro colpa, i loro peccati e il peso delle pratiche religiose, per trasformarle in grazia e gioia più straordinaria che abbiano mai provato”.

UN MESSAGGIO PER TE

A volte guardi la tua vita e ti sembra che il vino sia finito e con esso la tua gioia. Forse hai perso la gioia del tuo matrimonio, ti senti bloccato nel tuo lavoro, o persino la tua vita spirituale è diventata pesante. Ti senti come una di quelle vasche di pietra: fredde, e piene della tua routine quotidiana che è diventata insopportabile ed estremamente pesante. Sei lì ad affrontare i tuoi problemi quotidiani e senza alcun motivo per festeggiare. Ma il miracolo di Cana ti ricorda che il Maestro è un esperto nel visitare le zone più pesanti e noiose della tua vita. Lui non ti scarta perché ti senti vuoto o apatico. Lui ha il potere di trasformare quell’acqua stagnante in un vino nuovo, in una nuova vita, con scopo, passione e gioia che lascerà stupiti tutti quelli che ti circondano. La tua stagione migliore non è rimasta nel passato; il miglior vino sta per essere servito. Gioisci della tua nuova vita in Cristo, anche perché tra poco dovrai comparire alle nozze dell’Agnello! Apocalisse 19:9 E l’angelo mi disse: «Scrivi: “Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell’Agnello”». Tra poco inizia la festa, vedi di essere presente! Sei pronto per il ritorno di Gesù?

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