C’è qualcosa che ti sorprenderà nella storia di Gesù che cammina sul mare, mentre le onde e il vento imperversano. Molti si concentrano solo su Pietro che cammina sull’acqua e poi affonda. Dimenticando l’insegnamento più importante della storia, perché questo episodio non ci parla solo di Pietro che cammina sul mare; la storia ci deve insegnare a fidarsi di Gesù quando non capiamo cosa sta succedendo. Matteo 14:23,24 «Dopo averle congedate, salì sul monte in disparte per pregare. E, fattosi sera, era là tutto solo.  La barca intanto si trovava al largo, in mezzo al mare, ed era sbattuta dalle onde perché il vento era contrario».  Era appena avvenuto il miracolo dei cinque pani e dei due pesci, e dopo aver congedato la folla, Gesù fece qualcosa di strano, costrinse i suoi discepoli a salire su una barca e attraversare dall’altra parte mentre Lui restava solo a pregare. Questo significa che la tempesta che stava per arrivare non è stato un incidente di percorso. I discepoli erano esattamente dove Gesù aveva detto loro di stare. E lì troviamo una verità che spesso dimentichiamo. Essere nella volontà di Dio non significa essere liberi dalle tempeste. A volte pensiamo: “Se sto obbedendo, tutto dovrebbe andare bene”. “Se sto facendo la cosa giusta, non dovrei soffrire”. “Se Dio è con me, non avrò problemi”. I discepoli stavano obbedendo, eppure è arrivata la tempesta. Perché alcune tempeste non arrivano perché siamo fuori dalla volontà di Dio. Ma vengono proprio perché siamo dentro alla volontà di Dio. La Bibbia dice che il vento era contrario e la barca era colpita dalle onde, hanno lottato per ore contro il mare, senza ottenere nulla. E questo assomiglia molto ad alcune fasi della nostra vita. Preghiamo, lavoriamo, combattiamo, cerchiamo di andare avanti, ma restiamo sempre fermi sullo stesso posto. E la cosa più difficile da accettare era che Gesù non era sulla barca con loro. Quindi, alla quarta veglia della notte, tra le 3 e le 6 del mattino, quando erano stanchi, esausti e probabilmente disperati…Gesù apparve camminando sul mare. Quello che stava distruggendo la pace dei discepoli…era sotto i piedi di Gesù. Le onde che li terrorizzavano…erano la strada dove Cristo camminava. Quello che per loro era una minaccia…per Gesù era semplicemente una superficie. E questo ci insegna qualcosa di profondo. Ciò che ti preoccupa oggi non è mai stato fuori dal controllo di Dio. Ciò che a te sembra impossibile, per Cristo è sotto i suoi piedi. Ma i discepoli non l’hanno riconosciuto, pensarono che fosse un fantasma. Spesso preghiamo chiedendo che Dio ci aiuti, e quando Dio si avvicina, non lo riconosciamo né fisicamente né come modo di agire. Allora Gesù parlò loro dicendo: «Rassicuratevi; sono io, non temete!» (Matteo 14: 27). E quelle parole hanno cambiato tutto. Perché la soluzione non è mai stata l’assenza del vento. La soluzione è la presenza di Cristo. Poi Pietro rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sulle acque» (Matteo 14: 28). E Gesù disse una sola parola: “Vieni!” Però non gli ha spiegato come avrebbe camminato, non gli ha dato istruzioni dettagliate e non gli ha spiegato la fisica del miracolo. Gli ha semplicemente detto: “Vieni!” Perché la fede non consiste nel capire tutto. Si tratta di obbedire alla voce di Dio. Ed è successo qualcosa di straordinario, Pietro è sceso dalla barca ed ha camminato sull’acqua; anche perché per Pietro era meglio essere con Gesù sull’acqua che senza di Lui sulla barca. Mentre i suoi occhi erano puntati su Gesù non è affondato, ma quando il suo sguardo si è rivolto a sé stesso ha cominciato ad affondare. E questo continua ad accadere oggi. Mentre guardiamo Gesù troviamo la forza di andare avanti. Ma quando guardiamo a noi stessi e a quello che vediamo nei telegiornali, dove ci sono problemi di ogni genere, i crimini, le malattie, i conflitti, la crisi, etc., la paura inizia a crescere. Perché ciò che occupa il nostro sguardo finisce per dominare il nostro cuore, ed anche la nostra fede viene meno. Ma Pietro nonostante i suoi limiti non ha smesso di essere un discepolo quando ha iniziato ad affondare. Non ha smesso di essere amato, non ha smesso di appartenere a Gesù. Semplicemente gridò: “Signore, salvami! “.

MESSAGGIO PER TE

La Bibbia dice che Gesù immediatamente ha teso la mano, per salvare Pietro. Perché quando un figlio di Dio grida dal profondo, Cristo non rimane mai indifferente. Oggi questa storia continua ad accadere. Ogni volta che una famiglia attraversa delle difficoltà. Ogni volta che una persona lotta con una malattia. Ogni volta che un giovane non sa cosa fare del suo futuro. Ogni volta che una madre prega per un figlio. Ogni volta che qualcuno sente di affondare sotto il peso della vita. La storia di Matteo 14 ci ricorda che la fede non significa che non ci saranno mai tempeste. Significa che c’è qualcuno più grande della tempesta. Perché il vero miracolo non è stato che Pietro camminasse sull’acqua. Il vero miracolo è stato scoprire che quando le forze umane finiscono, la mano di Cristo è ancora tesa. E forse questa è la domanda che Dio ti pone oggi: Cosa stai guardando? Le onde? Il vento? I tuoi problemi o Gesù? Perché finché i tuoi occhi resteranno su Cristo, le tempeste potranno scuotere la tua barca…ma non potranno mai affondare la tua vita. E anche se cominci ad affondare, ricorda questo: la mano che ha tenuto Pietro è ancora abbastanza forte da sostenerti.

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