Luca 24:13-15 «Due di loro se ne andavano in quello stesso giorno a un villaggio di nome Emmaus, distante da Gerusalemme sessanta stadi; e parlavano tra di loro di tutte le cose che erano accadute. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro».

Quali insegnamenti possiamo trovare nell’episodio dove Gesù cammina con i due discepoli sulla via di Emmaus? Perché l’attenzione resta quasi sempre sul miracolo finale, ma raramente ci fermiamo a pensare a cosa stavano pensando quei due discepoli mentre camminavano. Questa storia è in Luca 24:13-35. Gesù era già risorto ed era domenica. Il cielo celebrava la più grande vittoria della storia e gli angeli annunciavano che la tomba era vuota. Ma due discepoli camminavano completamente sconfitti. Gesù era vivo… ma vivevano come se fosse morto. Perché una cosa è che Cristo sia risorto, ed è tutt’altra cosa se il tuo cuore lo ha capito. Il testo dice che parlavano e discutevano tra loro, cercando di trovare risposte. Erano delusi, confusi e amareggiati. Non erano affatto felici e non erano pieni di fede, anche perché non stavano celebrando la risurrezione. Cercavano di capire perché Dio non aveva fatto le cose come si aspettavano. Anche noi a volte siamo così come loro. Quante volte abbiamo camminato esattamente nello stesso modo? Preghiamo per qualcosa, speriamo in un miracolo, sogniamo una risposta, e quando Dio non agisce come immaginavamo, cominciamo lentamente ad allontanarci. Continuiamo a frequentare la chiesa, a cantare, a pregare, ma non più con la stessa gioia di prima. Anche noi camminiamo verso Emmaus, mentre ci allontaniamo da Dio e dalla speranza, perché vediamo i nostri sogni sgretolarsi davanti a noi. C’è una frase che rivela lo stato del loro cuore: “Noi speravamo…”. La speranza era svanita, non credevano più, non stavano più aspettando, non sognavano più. Perché ci sono persone che continuano a respirare…ma hanno smesso di aspettare. Continuano a vivere… ma hanno smesso di credere. Continuano a camminare… ma dentro si sono arresi. Gesù si avvicina a loro, ma non si rivela subito. Perché? Perché prima di mostrare loro le Sue mani forate, doveva guarire i loro cuori feriti. Prima di mostrargli il miracolo, ha dovuto correggere la loro interpretazione della storia. Perché il problema non era l’assenza di Cristo, il vero problema era che interpretavano erroneamente ciò che Dio stava facendo. E questo continua ad accadere anche oggi.  Molte volte crediamo che Dio ci abbia abbandonato. Ma in realtà non comprendiamo ancora il capitolo che stiamo vivendo, e pensiamo che sia tutto finito, ma Dio sta semplicemente scrivendo la pagina successiva. Pensiamo di aver perso, ma il cielo non ha ancora dato il risultato finale. E forse anche tu stai pensando che Dio ti abbia abbandonato, che non ti ascolti. Stai passando mesi o forse anni a chiederti dove sia. E la storia di Emmaus risponde con una verità impressionante: Gesù è più vicino di quanto immagini, anche se non lo vedi e non lo senti. Anche se le tue lacrime non ti permettono di riconoscerlo, Gesù è vicino a te! Allora il Signore cominciò a spiegare loro le Scritture: perché la vera fede non nasce dai sentimenti, viene dalla comprensione di chi è Dio. E mentre Cristo parlava, qualcosa cominciò ad accadere dentro di loro. Più tardi avrebbero detto: “I nostri cuori non ardevano?”. Perché prima che i loro occhi si aprissero… i loro cuori erano in fiamme.

MESSAGGIO PER TE

Ed ecco uno degli insegnamenti più profondi di Emmaus. Molte volte desideriamo che Dio cambi le nostre circostanze. Ma Dio vuole prima cambiare i nostri cuori. Vogliamo risposte immediate, ma Dio vuole una fede più profonda. Vogliamo che il problema scompaia, ma Dio vuole che impariamo a camminare con Lui in mezzo al problema. E quando i tre arrivano al tavolo, Gesù prese il pane, lo benedisse è lo spezzò e lo diede loro. Ed è in quel momento che lo riconoscono. Ed è in quello stesso momento che scompare. Ma perché scompare proprio quando lo riconoscono?  Perché adesso non avevano più bisogno di vederlo con i loro occhi, ora potevano credere con i loro cuori. Ora sapevano che non erano mai stati soli, avevano capito che Gesù aveva sempre camminato con loro. Forse anche tu, oggi non lo riconosci, forse le tue lacrime non te lo lasciano vedere, o forse il tuo dolore ti ha offuscato la vista. Sappi che Gesù continua a camminare al tuo fianco, non ti ha mai lasciato solo e continua ad avvicinarsi al tuo cuore ferito per consolarlo. Gesù continua ad accompagnare chi crede di aver perso la speranza e continua a trasformare i sentieri della sconfitta in sentieri di vittoria. Perché il vero miracolo di Emmaus non è stato che due i discepoli abbiano riconosciuto Gesù. Il vero miracolo è stato scoprire che, nonostante avessero perso la fede in Lui, il Signore non ha mai smesso di camminare con loro.

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