Giovanni 5: 2-5 «Or a Gerusalemme, vicino alla porta delle pecore, c’è una piscina detta in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua. Perché un angelo, in determinati momenti, scendeva nella piscina e agitava l’acqua; e il primo che vi entrava, dopo che l’acqua era agitata, era guarito da qualsiasi malattia fosse affetto. C’era là un uomo infermo da trentotto anni».

La maggior parte di coloro che leggono questa storia, vedono solo un uomo paralizzato in attesa di guarigione. Ma c’è un dolore molto più profondo e oscuro nascosto nei portici di Betesda. Non era solo una malattia fisica, c’era l’umiliazione di essere costantemente superato. Per 38 lunghi anni, quest’uomo ha vissuto intrappolato nello stesso ciclo di frustrazione. Ogni volta che vedeva l’acqua che si muoveva, la speranza si riaccendeva, ma c’era sempre qualcuno più veloce che lo anticipava. Trentotto anni guardando gli altri festeggiare mentre lui era ancora là, steso a terra. Ecco perché quando Gesù si avvicina a lui e gli chiede se vuole essere guarito, il paralitico risponde: «Signore, io non ho nessuno che mi metta nella piscina quando l’acqua è agitata, e, mentre io vado, un altro vi scende prima di me» (Giovanni 5:7). Questa è la sua vera tragedia, essere abbandonato dalla famiglia, dagli amici e dalla religione. Era circondato da persone, ma era più solo che mai. Gesù è entrato in questo luogo pieno di folla, è andato dritto verso l’uomo che stava perdendo il suo tempo in qualcosa di impossibile per lui. Non gli ha chiesto spiegazioni, non gli ha rimproverato la sua mancanza di fede. Non gli ha neanche detto: “Sforzati un po’ di più al prossimo giro, sarai più fortunato”. E la cosa più scioccante: non ha aspettato che l’acqua si muovesse. Gesù ha distrutto la regola che “chi primo arriva vince”. Perché quando il Creatore è presente nella tua vita, non dipendi più da niente e da nessuno. Il Signore gli ha semplicemente dato un ordine diretto: “Alzati, prendi il tuo letto e cammina”. In un solo secondo, trentotto anni di ingiustizia, rifiuto e lacrime sono stati annullati, spazzati via in un solo secondo. L’uomo che rimaneva sempre all’ultimo posto, si è alzato prima di tutti gli altri, e l’ha fatto senza dover calpestare nessuno. Perché la giustizia del cielo non ti chiede di competere… ti chiede di obbedire.

MESSAGGIO PER TE

Forse oggi, leggendo questo, ti senti esattamente come quell’uomo. Sei bloccato da anni in una situazione che sembra impossibile da risolvere, mentre guardi gli altri andare avanti, e tu fermo sullo stesso posto. Stai osservando come gli altri ottengono le opportunità migliori, come gli altri formano la loro famiglia, come gli altri ricevono la risposta che tu stai aspettando da tanto tempo. Senti che ti mancano le risorse, che ti mancano i contatti e ti ripeti in silenzio: “Non ho nessuno che mi aiuti”. Ma ascolta questo e ascoltalo attentamente: Il tuo destino non dipende da nessuno, sei nelle mani del tuo Creatore; il tuo miracolo non dipende dagli altri, ma dalla risposta di Dio. E quando il cielo decide di intervenire a tuo favore, non hai assolutamente bisogno di competere con nessuno. Non importa quante persone ti abbiano scavalcato. Non importa quante porte ti abbiano sbattuto in faccia. Il Maestro sa esattamente dove sei e quali bisogni hai. E con una sola parola, Lui ha il potere di trasformare tutto ciò che è stato paralizzato nella tua vita per lunghi anni! Il Signore non ritarda mai, Egli ha i Suoi tempi che non sono i nostri. Egli interviene sempre al momento opportuno. Salmi 37:7 Sta’ in silenzio davanti al SIGNORE, e aspettalo; non adirarti per chi prospera nelle sue imprese, per l’uomo che ha successo nei suoi malvagi progetti.

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