C’è un tipo di dolore che fa molto male, e non deriva da ciò che gli altri ci fanno, ma da ciò che noi facciamo agli altri, soprattutto a coloro che amiamo. Succede quando scopri di non essere così forte, leale o coraggioso come pensavi di essere. Quando hai giurato che non saresti mai caduto in quel vizio, che non avresti mai tradito quella persona o che non avresti più commesso quell’errore, e all’improvviso ti ritrovi a superare esattamente il limite che avevi giurato di non superare. Questa è la biografia emotiva della notte più buia della vita dell’apostolo Pietro. Gesù avvertì i suoi discepoli che tutti sarebbero rimasti scioccati e sarebbero scappati quella stessa notte. Pietro, sentendosi moralmente superiore ai suoi compagni, si alza e fa a Dio una promessa nata dall’arroganza: Allora Pietro gli disse: «Quand’anche tutti fossero scandalizzati, io però non lo sarò!» (Matteo 14:29). Pietro è sincero, ma è anche cieco. Si fidava più della sua forza di volontà che dell’avvertimento del suo Maestro. Quella stessa notte, Gesù fu arrestato. Pietro, cercando di mantenere la sua promessa, lo seguì da lontano fino al cortile del Sommo Sacerdote. Faceva freddo, pertanto si è avvicinato a un falò per scaldarsi insieme alle guardie e ai servi che avevano appena arrestato il suo amico. E qui inizia il fallimento di Pietro, che era pronto a tirare fuori la spada e a combattere un esercito di soldati romani nell’orto, ma la sua forza di volontà si è frantumata davanti alla domanda casuale di una semplice serva accanto al fuoco.

Lei lo guardò e gli disse: “Anche tu eri con Gesù”. Il panico si è impossessato di lui e d’istinto rispose: “Non so di cosa tu stia parlando”. Gliel’hanno chiesto una seconda volta e una terza volta, ma Pietro rispose: “Non conosco quest’uomo! “. Nell’istante esatto in cui il terzo rinnegamento gli è uscito dalla bocca, un gallo cantò. Il Vangelo di Luca aggiunge un dettaglio interessante: “Allora, il Signore voltatosi, guardò Pietro”, che è crollato sotto il peso della sua codardia ed ha pianto amaramente. Il trauma di aver deluso Gesù ha distrutto Pietro. Giorni dopo la resurrezione, pur sapendo che Gesù era vivo, Pietro si sentiva così indegno e squalificato, deciso a rinunciare alla sua vocazione. Ha detto agli altri: “Vado a pescare”. Stava tornando alla sua vecchia vita, convincendosi che il suo fallimento lo avesse rovinato per sempre. Ma la storia della grazia ha un epilogo magistrale nel capitolo 21 di Giovanni. Dopo una notte senza pescare nulla, Gesù appare sul mare di Galilea all’alba. Gesù non l’ha mandato a chiamare per fargli una predica disciplinare.  Gli ha preparato la colazione: pane e pesce su delle braci. Gesù non gli ha chiesto: “Perché l’hai fatto? Perché mi hai tradito?”. Scavare nella colpa non guarisce nessuno. Invece ha fatto una domanda al cuore: “Simone, mi ami? “. Gliel’ha chiesto tre volte. Una confessione d’amore per cancellare tutte le sue tre smentite pubbliche. Con queste tre risposte, lo ha ristabilito e gli ha ridato il suo scopo: “Pasci le mie pecore”. Il suo fallimento non è stato il punto finale; è stato l’inizio della sua vera maturità.

MESSAGGIO PER TE

Potresti trovarti oggi a piangere amaramente fuori dal cortile, consumato dal senso di colpa perché hai infranto una promessa, ceduto a una tentazione dalla quale credevi di essere libero, oppure hai deluso profondamente qualcuno che ami o te stesso. Forse la voce della vergogna ti sta dicendo che non servi più, non vali niente e che hai perso la tua occasione e la cosa migliore che puoi fare è “tornare a pescare”, tornare alla tua vecchia vita e arrenderti alla mediocrità. Ma questa storia ci ricorda che esiste Qualcuno che ricostruisce tutto ciò che il fallimento ha distrutto.  Il tuo momento peggiore non definisce tutta la tua vita, e le tue cadute non sorprendono Dio. Sapeva che avresti fallito molto prima di chiamarti, eppure ti ha scelto. Smettila di fidarti della tua forza di volontà e lascia che la grazia ti sostenga. Gesù ti aspetta oggi sulla riva, non per recriminarti la tua vigliaccheria, ma per prepararti una nuova colazione, guardarti negli occhi, guarire la tua identità e dirti che, nonostante i tuoi errori, Lui ha ancora uno scopo e un progetto per la tua vita. Perdonati, perché Lui l’ha già fatto.

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