Nel vangelo di Giovanni, al capitolo 20 è narrata la resurrezione di Gesù. Quando Maria Maddalena riconosce Gesù risorto, tenta di abbracciarlo; ma Gesù la frena e le dice: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”» (Giovanni 20:17). Alcune versioni, invece di “non trattenermi”, riportano “non toccarmi”, e questo sembrerebbe un gesto di scortesia, ma come vedremo non è così. Anche perché otto giorni dopo, in Giovanni 20:27, Gesù cerca Tommaso (che dubitava) e gli ordina: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani… e metti la tua mano sul mio fianco.”

Perché Gesù non si lascia sfiorare da Maria ed ha fretta di congedarsi da lei, e otto giorni dopo si intrattiene con alcuni dei dodici e si lascia toccare da Tommaso? Perché Gesù doveva portare a compimento la festa ebraica, che era molto importante per la nostra salvezza! La domenica della resurrezione coincideva esattamente con la festa ebraica di Yom HaBikkurim (la Festa delle Primizie). In quel giorno, il Sommo Sacerdote doveva entrare nel Tempio e presentare a Dio il “primo covone” del raccolto. Il requisito legale era che il Sacerdote NON POTEVA ESSERE TOCCATO DA NESSUNO finché l’offerta non fosse stata accettata da Dio nel luogo Santissimo, altrimenti sarebbe stata contaminata!

Quando Maria ha cercato di abbracciare il Signore, Gesù gli dice: “Maria, non toccarmi ancora, prima devo salire dal Padre mio”.  Gesù da risorto si sta comportando come il Sommo Sacerdote, quale Egli è. Il Signore doveva salire fino al tabernacolo celeste e presentare il Suo sacrificio, come la primizia perfetta davanti al Padre! Nei testi biblici, la Festa delle Primizie (il primo covone offerto al Signore) è considerata un’ombra profetica della Resurrezione di Cristo, primizia dei “risorti dai morti”. Otto giorni dopo, quando vede Tommaso, il sacrificio era già stato accettato in cielo. Il protocollo era terminato, ecco perché si poteva toccare!

MESSAGGIO PER TE

A volte supplichi Dio per una risposta, per un abbraccio spirituale, oppure cerchi di “toccare” una benedizione che sai essere per te, ma sembra che il cielo ti dica: “Aspetta, non ancora!”. Senti che Dio ti sta rifiutando o che non ti ascolta, ma non è così. Dio ha i Suoi tempi, bisogna pazientare e aspettare.  Se Dio ti mette in pausa, non è per mancanza d’amore. È perché sta organizzando qualcosa a tuo favore nel mondo spirituale. Sta preparando lo scenario, affinché il tuo miracolo abbia luogo. Salmo 37:7 «Sta’ in silenzio davanti al SIGNORE, e aspettalo… ». Non disperare se la tua promessa sembra intoccabile oggi; fidati del Sommo Sacerdote. Quando il processo sarà finito, Lui stesso ti cercherà e ti inviterà a mettere la mano nel miracolo che tanto speravi. Abacuc 2:3 «…. Essa si affretta verso il suo termine e non mentirà; se tarda, aspettala, poiché certamente verrà, e non tarderà».

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