In Matteo 20, Gesù racconta la storia di un proprietario di un vigneto che assume dei lavoratori alle 6:00 del mattino e si accorda di pagarli con un denario (lo stipendio di una giornata). Poi assume altri a mezzogiorno e alla fine assume degli altri operai per lavorare solo un’ora. Alla fine della giornata, il proprietario commette una follia finanziaria: paga esattamente un denaro a tutti. Quelli che hanno lavorato 12 ore sotto il sole si infuriano e lo rivendicano: “È ingiusto! Questi che hanno lavorato per un’ora li hai ricompensati come noi”. Nel versetto 15, il padrone risponde loro con questa frase:«Non mi è forse lecito fare del mio ciò che voglio? O il tuo occhio è cattivo, perché io sono buono?». Nella cultura ebraica, avere “l’occhio cattivo” (Ayin Hara) non era una superstizione magica; era un termine spirituale per descrivere una persona meschina, che si offende e nutre rancore e invidia quando vede che qualcun altro è benedetto più di lui. Il padrone sapeva che tutti quegli uomini avevano bisogno di soldi, perciò li pagò secondo necessità, non secondo la loro avidità. Nessuno ricevette meno del dovuto, ma ciascuno ricevette il necessario per sé e per la propria famiglia. Gli uomini che avevano iniziato alle sei del mattino ricevettero esattamente ciò che meritavano, ma erano gelosi perché gli altri avevano ottenuto la stessa paga, pur avendo lavorato meno. Forse anche noi avremmo obiettato, la cosa sembra un po’ ingiusta. Nondimeno, questa è una dimostrazione del fatto che, nel regno dei cieli, dobbiamo considerare tutto sotto una nuova prospettiva: dobbiamo abbandonare la nostra natura avida e competitiva e imparare a pensare come il Signore. Gesù stava rivelando il segreto della grazia: il regno dei cieli non paga stipendi per merito, consegna doni per grazia! Il denaro pattuito non sono soldi, rappresentano la grazia e la salvezza per fede. I primi lavoratori non erano arrabbiati perché li pagava di meno (hanno ricevuto il giusto); erano furiosi perché Dio era troppo buono con gli “ultimi”.

MESSAGGIO PER TE

Forse anche tu sei un operaio del Signore delle prime ore. Sei in chiesa da parecchi anni, servi, preghi, digiuni e testimoni con molta solerzia. E all’improvviso arriva qualcuno dalla strada, con un passato terribile, si pente, e Dio lo solleva, lo benedice e lo fa prosperare in breve tempo. E il tuo “occhio cattivo” si attiva: “Signore, non è giusto! Io sono qui da molto più tempo e a me non hai dato tutti questi doni che hai dato all’ultimo arrivato!”. Distruggi l’occhio cattivo oggi! Dio non è il tuo capo, è tuo Padre; e la grazia non è un assegno che paga i tuoi sforzi. Sii profondamente felice per il miracolo di tuo fratello. Se Dio decide di dare a qualcuno dell’ultima ora ciò che hai ottenuto in una vita di servizio o forse di più, celebra la bontà del Re. Non permettere mai che la religiosità ti offuschi la vista dell’immensa misericordia di Dio. Non essere invidioso mai dei doni che il Signore distribuisce agli altri, si grato e riconoscente dei tuoi doni e talenti! Invece di guardare gli altri, pensa a far fruttare quello che hai ricevuto! Perchè dovrai rendere conto di come hai fatto fruttare i doni e i talenti ricevuti. Matteo 25:23 «Il suo padrone gli disse: “Va bene, servo buono e fedele, sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore”».

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