1 - APOCALISSE 17: 1-2
Apocalisse 17:1-2 «Poi uno dei sette angeli che avevano le sette coppe venne a dirmi: «Vieni, ti farò vedere il giudizio che spetta alla grande prostituta che siede su molte acque. I re della terra hanno fornicato con lei e gli abitanti della terra si sono ubriacati con il vino della sua prostituzione».
L’identificazione di questo angelo come uno degli angeli che portarono le sette piaghe dei capitoli 15 e 16, suggerisce che le informazioni da dare a Giovanni si riferiscano alle ultime sette piaghe. Questo collegamento è confermato dal fatto che il tema annunciato per questo capitolo — “il giudizio contro la grande meretrice” — avrà luogo durante la settima piaga (capitolo 16:19). Giovanni vide in visione una meretrice che sedeva “sopra molte acque” (v. 1); questo linguaggio fu utilizzato anche per Babilonia letterale (vedi Geremia 51:13). Il capitolo 17 stesso ci dice cosa rappresentano le acque: “Le acque che hai visto, dove siede la meretrice, sono popoli, moltitudini, nazioni e lingue” (Apocalisse 17:15). Il fatto che la grande meretrice sieda sopra le acque mostra che il potere da lei rappresentato esercita influenza al di sopra delle nazioni. Questo è confermato dall’ultimo versetto del capitolo 17: “E la donna che hai visto è la grande città che regna sui re della terra” (Apocalisse 17:18). La donna di Apocalisse 17 è il simbolo di una chiesa che è un sistema corrotto ed è una falsa chiesa. Come abbiamo studiato in Apocalisse 12, la donna vestita di sole rappresenta il popolo di Dio. Nell’Antico Testamento Israele fu paragonato a una donna, la sposa di Dio (vedi Isaia 54:5-6, Geremia 6:2, Osea 2:16-20); nel Nuovo Testamento Paolo paragonò la chiesa alla sposa di Cristo (vedi 2 Corinzi 11:2, Efesini 5:25-32). La meretrice rappresenta una chiesa corrotta e infedele alla Parola di Dio; diverse volte nell’Antico Testamento i profeti usarono l’immagine della prostituzione spirituale per denunciare la corruzione morale del popolo d’Israele o di Giuda (vedi Isaia 1:21, Geremia 2:20, 3:1-9, Ezechiele 6:9, 16:15-41, 23:1-49). Un esempio su tutti è il profeta Osea che per ordine di Dio sposò Gomer, una donna immorale (vedi Osea 1:2; 2:2-5; 3:3; 4:10-18; 5:3-4; 9:1). Osea doveva essere una parabola vivente del rapporto tra Dio e la Sua sposa infedele, il popolo di Israele. Questa è una chiesa che ha commesso fornicazione con i re della terra; la fornicazione è una relazione sessuale illecita; perciò, qui il testo indica che questa chiesa ha una relazione ingiustificata con il potere politico; poiché essa stessa è un potere politico, ecco perché detiene il potere temporale. Questa relazione è l’unione di chiesa e stato. Inoltre, è una chiesa che esercita un’influenza globale perché si parla degli abitanti della terra e quest’influenza è negativa perché essi sono “inebriati col vino della sua fornicazione” (v. 2). Il vino nella profezia rappresenta le varie false dottrine e insegnamenti errati presenti in questa chiesa con le quali ha inebriato molte persone.
2 - APOCALISSE 17: 3-6
Apocalisse 17:3-6 «Egli mi trasportò in spirito nel deserto; e vidi una donna seduta sopra una bestia di colore scarlatto, piena di nomi di bestemmia, e che aveva sette teste e dieci corna. La donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle. In mano aveva un calice d’oro pieno di abominazioni e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome, un mistero: Babilonia la grande, la madre delle prostitute e delle abominazioni della terra. E vidi che quella donna era ubriaca del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Quando la vidi, mi meravigliai di grande meraviglia».
Questa chiesa ha grande ricchezza materiale essendo adorna d’oro e di pietre preziose. I suoi colori che indossa sono la porpora e lo scarlatto. Nella Bibbia troviamo questi colori, insieme all’oro e al violetto, nelle vesti del sommo sacerdote (vedi Esodo 39:1-2); nella descrizione della prostituta manca il violetto. In Numeri 15, si legge che Dio ordinò agli Israeliti di mettere un cordone violaceo sulle frange agli orli delle loro vesti. Vediamo a quale scopo: “Sarà una frangia alla quale guarderete per ricordarvi di tutti i comandamenti dell’Eterno e metterli in pratica, e per non seguire invece il vostro cuore e i vostri occhi che vi portano alla fornicazione. Così vi ricorderete di tutti i miei comandamenti e li metterete in pratica, e sarete santi per il vostro Dio” (Numeri 15:39-40). Questo cordone avrebbe dovuto ricordare agli Israeliti i comandamenti di Dio. Siccome la donna non ha il colore violetto nella sua descrizione, questo vuol dire che gli insegnamenti di questa chiesa sono contrari alla legge di Dio. La meretrice aveva in mano una coppa “piena di abominazioni e delle immondezze della sua fornicazione” (v. 4). Geremia fece una descrizione simile dell’influenza intossicante di Babilonia sulle nazioni che avevano bevuto dalla sua coppa (vedi Geremia 51:7-8). Il contenuto della coppa inebria chi lo beve: “Gli abitanti della terra sono stati inebriati col vino della sua fornicazione” (v. 2). Infine, questa chiesa ha perseguitato il popolo di Dio perché era ebbra del sangue dei santi e dei martiri di Dio. Questa descrizione così dettagliata non lascia spazio a dubbi: la meretrice rappresenta la chiesa cattolica. Essa è una chiesa che esercita influenza globale, il cui marchio di fabbrica è sempre stato l’unione di chiesa e stato, i cui colori ufficiali sono la porpora e lo scarlatto, che ha grandi ricchezze, i cui insegnamenti sono contrari alla legge di Dio e che, nel corso dei secoli, ha perseguitato il popolo di Dio (vedi Daniele 7:25). Il vino di Babilonia spirituale rappresenta le sue false dottrine; come chi si ubriaca con il vino ha la mente confusa, non lucida, così le false dottrine di Babilonia creano confusione nella mente delle persone e rendono torbide le chiare acque della verità. Isaia scrisse di persone ubriache ma non di vino: “Costoro sono ubriachi, ma non di vino; barcollano, ma non a motivo di bevande inebrianti. L’Eterno infatti ha sparso su di voi uno spirito di torpore; ha chiuso i vostri occhi profeti, ha velato i vostri capi, i veggenti. Ogni visione profetica è divenuta per voi come le parole di un libro sigillato… Perciò il Signore dice: «Poiché questo popolo si avvicina a Me solo con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da Me, e il loro timore di Me è solo un comandamento insegnato da uomini»” (Isaia 29:9-11,13). Gesù citò questo passaggio per parlare di persone che avevano sostituito le tradizioni degli uomini alle Sacre Scritture: “Voi avete annullato il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione. Ipocriti, ben profetizzò di voi Isaia quando disse: “… E invano mi rendono un culto, insegnando dottrine che sono comandamenti di uomini” (Matteo 15:6-7,9). Sulla fronte della meretrice era scritto: “Mistero, Babilonia la grande, la madre delle meretrici e delle abominazioni della terra” (v. 5). Abbiamo identificato la grande meretrice nella chiesa cattolica; il testo però dice che ha delle figlie che sono anch’esse meretrici. In altre parole, la Babilonia spirituale degli ultimi tempi non è costituita solo dalla chiesa cattolica, ma anche dalle chiese protestanti che non hanno rigettato tutte le false dottrine o tradizioni cattoliche. Questo non è un attacco ai fedeli delle varie comunità di fede o un giudizio sulla loro esperienza spirituale, perché Dio ha il Suo popolo in ogni chiesa; infatti al capitolo 18 Dio chiama “popolo Mio” (Apocalisse 18:4) i fedeli che si trovano nelle chiese che compongono Babilonia spirituale e che Egli invita ad uscire da questi sistemi teologici. Qui stiamo parlando delle chiese in quanto istituzioni e delle dottrine che esse insegnano. Le varie chiese protestanti hanno riscoperto alcune verità bibliche e rifiutato alcune tradizioni cattoliche contrarie alla Scrittura. Credono all’autorità della sola Scrittura in materia di dottrina, avendo rifiutato il ruolo della tradizione cattolica; credono alla salvezza per grazia mediante la fede, avendo rifiutato la dottrina cattolica della salvezza per opere; credono al battesimo per immersione di persone che hanno scelto consapevolmente di seguire Gesù (almeno alcune di esse), avendo rifiutato il battesimo per aspersione e il battesimo dei neonati; credono all’intercessione di Gesù e nella confessione dei peccati solo a Dio, avendo rifiutato l’intercessione dei santi e di Maria e la confessione dei peccati al prete. Il problema è che le chiese protestanti, pur avendo riscoperto diverse verità bibliche, continuano a ignorarne altre. Aver scoperto e insegnare la salvezza per grazia mediante la fede è già un grande passo verso la porta di uscita da Babilonia spirituale. Infatti, la linea di demarcazione tra la vera religione e ogni falsa religione nel mondo è proprio l’insegnamento che noi possiamo partecipare ai meriti della nostra salvezza con le nostre opere. Continuando a condividere alcuni errori di Babilonia spirituale, però, le chiese protestanti non sono uscite da Babilonia spirituale e perciò ne fanno ancora parte. Pur affermando di aderire al principio “sola Scriptura”, di fatto insegnano verità bibliche ancora mescolate con tradizioni umane, come per esempio la sacralità della domenica e l’immortalità dell’anima o l’inferno di fuoco come luogo di tormenti eterni. Il capitolo 17 offre un quadro che contrasta con il capitolo 12, dove già si vede una donna simbolica (la chiesa) e una bestia (Impero pagano). Non abbiamo più questa volta la Chiesa-madre, perseguitata dal Dragone; abbiamo invece la Chiesa-prostituta, seduta sulla bestia addomesticata.
Apocalisse 13 |
Apocalisse 17 |
La donna è in cielo |
La donna è nel deserto |
Mette al mondo un figlio maschio: Cristo |
É madre di meretrici e delle abominazioni della Terra |
É splendidamente vestita: rivestita dal sole |
É splendidamente vestita: porpora, scarlatto, oro, pietre preziose e perle |
Ha la luna sotto i piedi |
Siede su una bestia scarlatta |
Rappresenta la purezza e la fedeltà |
Ha un calice pieno di abominazioni della sua fornicazione |
É odiata dal mondo |
É amata e riverita dal mondo |
É perseguitata |
Perseguita, è ubriaca del sangue dei martiri |
Vive confidando in Dio |
Vive nell’incredulità e nell’errore |
3 - APOCALISSE 17: 7-10
Apocalisse 17: 7-10 «L’angelo mi disse: «Perché ti meravigli? Io ti dirò il mistero della donna e della bestia con le sette teste e le dieci corna che la porta. La bestia che hai vista era, e non è; essa deve salire dall’abisso e andare in perdizione. Gli abitanti della terra, il cui nome non è stato scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, si meraviglieranno vedendo la bestia perché era, e non è, e verrà di nuovo. Qui occorre una mente che abbia intelligenza. Le sette teste sono sette monti sui quali la donna siede. Sono anche sette re: cinque sono caduti, uno è, l’altro non è ancora venuto; e quando sarà venuto, dovrà durare poco».
In questa visione viene denunciata l’alleanza illecita, l’unione infame e odiosa, il matrimonio contro natura tra la politica e la religione; il regno che serve da piedistallo all’altare. Una bestia con nomi di bestemmia porta la chiesa degenerata. Quando la chiesa cerca il dominio sullo Stato o il compromesso con esso si corrompe e degenera: si prostituisce, ovvero è apostata. Questa bestia ha sette teste che “sono sette re”. Nel momento storico in cui Giovanni è posto a considerare i sette re… “cinque sono caduti, uno è, l’altro (il settimo) non è ancora venuto; e quando sarà venuto, ha da durare poco” (v. 10). Per la comprensione di questo linguaggio, l’angelo dice a Giovanni: “Qui sta la mente che ha sapienza” (vers. 9). Le spiegazioni sono state le più diverse senza trovare un consenso piuttosto unanime, portando a concludere che questo passo è il più oscuro di tutta l’Apocalisse. L’errore che accomuna tutti gli interpreti è quello di voler vedere nella bestia l’Impero Romano antico.
Sette teste = sette monti = sette re (regni)
Nello stile profetico biblico, le montagne raffigurano la sede delle potenze e, per conseguenza, le potenze stesse (vedi Geremia 51:24-25). “L’angelo si pone in ispirito nel tempo stesso in cui la bestia, che era di già stata, non era più; ed è da questo punto di vista che egli parte per dire all’apostolo che la bestia sarà ancora e salirà dall’ abisso.” (Bernard Lambert, “Exposition”, t. II – p. 287). Del resto, in “nessun modo l’angelo poteva dire a Giovanni che nel suo tempo la bestia ‘era stata e non è più’, poiché l’Impero dei Cesari, che era la bestia sotto la sua forma pagana, esisteva in quel tempo in tutta la sua potenza.” (Alexandre Henriquet, “L’Apocalypse”, Parigi 1789 – pp. 216-217) L’angelo situa dunque Giovanni nel tempo della sesta testa, quando cinque monarchie o cinque teste, partendo da Babilonia, erano cadute e può quindi dire: “La bestia che era non è più”, e cioè:

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1° testa -> Babilonia
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2° testa -> Medo-Persia
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3° testa -> Grecia
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4° testa -> Impero Romano
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5° testa -> Europa e nascita Anticristo
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6° testa -> Stato pontificio
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7° testa -> Rappresenta una confederazione europea ancora futura, ma che si sta preparando sotto i nostri occhi e che ridarà potere al Papato, facendo tornare in vita la quinta testa, quella che deve tornare di nuovo. Questa futura unione politica europea è il preciso oggetto della visione di questo capitolo.
4 - APOCALISSE 17: 11-13
Apocalisse 17:11-13 E la bestia che era, e non è, è anch’essa un ottavo re, viene dai sette e se ne va in perdizione. Le dieci corna che hai viste sono dieci re, che non hanno ancora ricevuto regno; ma riceveranno potere regale, per un’ora, insieme alla bestia. Essi hanno uno stesso pensiero e daranno la loro potenza e la loro autorità alla bestia.
Dunque la bestia si presenta come l’ottavo re, ma non è per niente una novità: poiché è la bestia che sale dal mare del cap. 13 di Apocalisse che è stata ferita a morte alla fine del XVIII secolo e si manifesta alla fine dei tempi guarita, meravigliando il mondo che l’adora. Lo Stato Pontificio subisce una ferita mortale nel 1798, con la deportazione del Papa ad Avignone e la fine dello Stato Pontificio nel 1870. La ferita mortale viene guarita sono i Patti lateranensi, che nel 1929 Mussolini ridona il potere temporale al papato da cui nascerà lo Stato o Città del Vaticano. In altre parole, entrando nella fase della settima testa, la profezia di Apocalisse 17 fa entrare in scena “l’ottavo re”, che è l’Anticristo finale, perché – tornando il potere politico soggetto alla chiesa (l’antica alleanza fra trono e altare) – non si può più usare il simbolo della donna/chiesa che cavalca la bestia/stato. Ora, essendo di nuovo uniti questi due poteri, il simbolo della donna sparisce e, sulla scena profetica, si ripresenta la bestia di Apocalisse 13 (“Viene dai sette” – vers. 11).
Apocalisse 13 |
Apocalisse 17 |
Una delle sue teste è ferita a morte |
La bestia… era, e non è |
La sua piaga mortale fu sanata |
La bestia che era, e non è, verrà di nuovo |
Tutta la Terra meravigliata andò dietro alla bestia |
Costoro hanno uno stesso pensiero e daranno la loro potenza e laloro autorità alla bestia loro autorità alla bestia |
Adorarono la bestia: Chi è simil e alla bestia?…Tutti gli abitanti della Terra i cui nomi non sono scritti fin dalla fondazione deldel mondo nel libro della vita dell’Agnello, l’adoreranno |
Quelli che abitano sulla Terrai cui nomi non sono stati scritti i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo su meraviglieranno |
Le dieci corna, che costituiscono la VII testa, prenderanno potere assieme alla bestia “per un’ora” (vers. 12b). Calcolata in maniera profetica “un’ora” corrisponderebbe a due settimane (come un’ora è la ventiquattresima parte del giorno, così dividendo i 360 gg. dell’anno ebraico per 24, otteniamo 15). Ma quest’espressione potrebbe anche stare a significare un periodo molto breve. La ripresa del potere da parte dell’Anticristo e la consegna nelle sue mani delle sorti dell’Europa sarà anche sollecitata dal “falso profeta”, gli Stati Uniti d’America, i quali, per la soluzione dei loro problemi, hanno creato nel loro paese una teocrazia protestante ad imitazione di quella papale (l’immagine della bestia). Inoltre,“faceva sì che la terra e quelli che abitano in essa adorassero la prima bestia la cui piaga mortale era stata sanata” (Apocalisse 13:12,14).
Le dieci corna sono la rinascita della 5° testa e sono una sorte di nuovo Impero Romano, cioè sono dieci nazioni europee. In un tempo in cui il Vescovo di Roma attira sempre di più gli sguardi di ammirazione e sta raggiungendo il suo zenit, non è difficile credere che l’Europa politica gli chieda collaborazione, quale capo spirituale del mondo religioso. La “gran città” è il territorio geografico dell’antico Impero Romano latino, ed è la sede dell’Anticristo finale, l’ottavo re che guiderà la nuova Federazione Europea, che è la VII testa. Le dieci corna e l’ottavo re, hanno le stesse idee politiche, ecco perché le dieci corna (nazioni) gli daranno potere. Il popolo di Dio in quel tempo griderà: “Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, berrà anch’egli del vino dell’ira di Dio, mesciuto puro nel calice della Sua ira” (Apocalisse 14:9-10). Sarà il tempo in cui i figli di Dio si manifesteranno come tali e grideranno al mondo di uscire da questa falsa chiesa: “Caduta, caduta è Babilonia la grande… Uscite da essa o popolo mio, affinché non siate partecipi dei suoi peccati e non abbiate parte alle sue piaghe.” (Apocalisse 18:2,4).
5 - APOCALISSE 17: 14-18
Apocalisse 17: 14-18 «Combatteranno contro l’Agnello e l’Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e vinceranno anche quelli che sono con lui, i chiamati, gli eletti e i fedeli». Poi mi disse: «Le acque che hai viste e sulle quali siede la prostituta sono popoli, moltitudini, nazioni e lingue. Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la consumeranno con il fuoco. Infatti Dio ha messo nei loro cuori di eseguire il suo disegno, che è di dare, di comune accordo, il loro regno alla bestia fino a che le parole di Dio siano adempiute. La donna che hai vista è la grande città che domina sui re della terra».
Queste nazioni si uniranno in battaglia sotto la guida dell’ottavo re o Anticristo finale, contro Gesù stesso e il suo popolo. Questa fase del conflitto è chiamata “la battaglia del gran giorno di Dio Onnipotente” (capitolo 6:14), ed è descritta più dettagliatamente nel capitolo 19:11-21. Durante la sesta piaga, si prepareranno alla battaglia, che si combatterà durante la settima piaga. L’Agnello li sconfiggerà con l’apparizione della Sua venuta. 2 Tessalonicesi 2: 8 «E allora sarà manifestato l’empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca, e annienterà con l’apparizione della sua venuta». Il popolo fedele di Dio, che ha sofferto a lungo per mano dei suoi nemici (capitolo 6:9-11; 12:13-17; 13:7, 15), sarà liberato quando il “Signore dei signori e Re dei re” stenderà il Suo braccio potente e verrà in difesa della Sua causa (vedi capitoli 11:15, 17; 18:20; 19:2, 11-21). Cristo interverrà nel momento in cui le forze del male lanceranno il loro attacco contro i santi, all’inizio della settima piaga. Le nazioni, che prima avevano dato il potere alla bestia, facendone rivivere la quinta testa, si rivolteranno contro di lei con violenza: le passioni di parte saranno scatenate; la loro rabbia contro il clericalismo raccoglierà in quel tempo gli amari frutti dei suoi abusi. Il giudizio su questa prostituta realizza la volontà divina. La bestia getterà a terra la donna che la governava e manifesterà tutto il suo furore: il giudizio su Babilonia è descritto ampiamente al cap. 18, che è situato fra l’annuncio del giudizio del cap. 17 e gli inni che celebrano il giudizio compiuto ed il ritorno di Cristo al cap. 19.
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