1 - GESÙ RIFIUTATO A NAZARETH
Marco 6:1-6 «Poi uscì di là e venne nella sua patria, e i suoi discepoli lo seguirono. E, venuto il sabato, si mise ad insegnare nella sinagoga. E molti, udendolo, stupivano e dicevano: «Da dove vengono a costui queste cose? Che sapienza è mai questa che gli è data? E come mai si compiono tali potenti opere per mano sua? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Iose, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non sono qui fra noi?». Ed erano scandalizzati a causa di lui. Ma Gesù disse loro: «Nessun profeta è disonorato, se non nella sua patria, fra i suoi parenti e in casa sua». E non poté fare lì alcuna opera potente, salvo che guarire pochi infermi, imponendo loro le mani. E si meravigliava della loro incredulità; e andava in giro per i villaggi, insegnando».
Nel settembre dell’anno 27, Gesù lasciò Nazaret per iniziare il suo ministero e, quando vi fece ritorno un anno e mezzo dopo, verso marzo-aprile dell’anno 29, fu respinto. Ma non intendeva abbandonarli senza chiamarli ancora una volta al pentimento. Un anno dopo, verso la fine del suo ministero in Galilea, tornò nella sua città natale. Gesù ritornò a Nazaret con i suoi discepoli; poiché era il suo paese, dove aveva lavorato come falegname. I presenti si stupivano e non furono in grado di confutare né la sapienza del suo insegnamento né le sue opere potenti. Tuttavia, costoro non erano assolutamente disposti a riconoscerlo come Figlio di Dio. Essi lo consideravano semplicemente il falegname, il figlio di Maria, di cui conoscevano perfettamente i fratelli e le sorelle, poiché abitavano fra loro. Se Gesù fosse tornato a Nazaret in veste di potente conquistatore, forse l’avrebbero prontamente accettato. Egli venne, invece, in umiltà e sottomissione; per questo i suoi concittadini si scandalizzavano. Anche a Nazaret, «quando giunse il sabato, cominciò a insegnare nella sinagoga. Molti di coloro che lo ascoltavano si meravigliavano: «Che sapienza è mai questa che gli è stata data? «Da dove gli vengono queste cose?». Come si spiegano questi miracoli che compie per mano sua? Non è costui il falegname, il figlio di Maria e fratello di Giacomo, Giuseppe, Giuda e Simone? Le sue sorelle non sono qui con noi?». E si scandalizzarono di Lui (Marco 6:23). Dopo il suo rifiuto, la fama della sua predicazione e dei suoi miracoli si era diffusa in tutto il paese. Nessuno poteva più negare che possedesse un potere sovrumano. Gli abitanti di Nazaret sapevano che stava facendo del bene e guarendo tutti coloro che erano oppressi dal diavolo. Intorno a loro c’erano interi villaggi dove non si udiva un lamento di malattia in nessuna casa, perché Lui era passato di lì. Di nuovo, mentre ascoltavano le sue parole, i Nazareni si rifiutarono di ammettere che quest’uomo, cresciuto in mezzo a loro, fosse più grande o diverso da loro. A causa della loro incredulità, il Salvatore non poté compiere molti miracoli in mezzo a loro. Solo pochi cuori si aprirono alla sua benedizione, e con dolore se ne andò, per non tornare mai più.
Marco conclude il suo breve racconto di questo episodio di Nazaret dicendo che «Gesù andava in giro a insegnare di villaggio in villaggio» (Marco 6:6). Ricordiamo che, parallelamente a lui, i suoi discepoli avevano formato sei squadre missionarie e stavano lavorando in altre località della Galilea. Aveva detto loro che se lo avessero rifiutato in qualche luogo, avrebbero dovuto scrollarsi di dosso la polvere dai sandali e spostarsi altrove, ed è quello che fece Gesù. A Nazaret fu offerta un’opportunità e la rifiutò. Quanti oggi agiscono allo stesso modo! Fu allora che Gesù osservò che, in genere, un profeta viene accolto più volentieri fuori casa sua. I suoi parenti e amici gli sono troppo vicini per poter apprezzare il suo servizio, il suo amore e persino la sua morte. Non c’è posto più difficile per servire il Signore che in casa. I Nazareni stessi erano una comunità disprezzata. La gente si domandava, infatti: “Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?” (Giovanni 1:46). Ciononostante, questi reietti della società guardavano al Signore Gesù con disprezzo: ecco un classico esempio dell’orgoglio e dell’incredulità del cuore umano! L’incredulità ostacolò considerevolmente l’opera di Gesù a Nazaret. In quella città, egli guarì soltanto pochi malati. A stupirlo era, soprattutto, la mancanza di fede della gente. Gesù sperimentava nuovamente la solitudine di chi è frainteso e disprezzato. Molti suoi seguaci continuano a condividere questo dolore. Sovente, i servitori del Signore sono anch’essi rifiutati e disprezzati. Gesù noncurante del rifiuto dei Nazareni, visitava i villaggi limitrofi, insegnando la Parola e compiendo molti miracoli.
2 - IMPLICAZIONI PRATICHE
«Perciò bisogna che ci atteniamo maggiormente alle cose udite, che talora non finiamo fuori strada. Se infatti la parola pronunziata per mezzo degli angeli fu ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione, come scamperemo noi, se trascuriamo una così grande salvezza? Questa, dopo essere stata inizialmente annunziata dal Signore, è stata confermata a noi da coloro che l’avevano udita». (Ebrei 2:1-3)
Purtroppo, anche oggi ci sono milioni di persone che non riconoscono il Cristo. Qui abbiamo un peccato che è più spregevole e vergognoso dell’adulterio, dell’alcolismo o dell’uso di droga. La Parola di Dio indica che il peccato di allontanarsi da Cristo sia il più tragico e dannoso fra tutti i peccati, che ha rovinato una moltitudine di persone! Sono molti coloro che hanno conosciuto il Signore e sono stati persino seguaci del Salvatore ma poi hanno deviato dal cammino spirituale e si sono perse. Molti di loro non si riconoscono peccatori né ammettono di essere in pericolo. Dicono: “Che male c’è se non vado in chiesa o non leggo la Bibbia? Sono sempre lo stesso cristiano anche se amo Dio a modo mio. Non sono un ubriacone né un drogato, non trascuro la mia famiglia. Sono onesto e lavoro tutto il giorno. Faccio tutto il possibile per aiutare il prossimo”. Purtroppo non riescono a vedere il pericolo che incombe nelle loro vite. Non riflettono che in questo modo stanno trascurando Gesù! È come un uomo che naviga sul fiume Niagara, e si dirige proprio verso le famose cascate. Rema sull’acqua con una certa tranquillità e pigrizia e si gode il lasciarsi cullare dalla corrente. Ma le persone che sono sulle rive del fiume lo avvertono urlando: “Fermati! Torna a riva – sei in pericolo! Sbrigati prendi i remi!”. Sono quelli che ci danno un ultimo avviso di salvezza. Ma l’uomo in barca sorride e dice: ” Io sono a posto, non vedo alcun pericolo, non c’è nessun problema”.
Quando ci allontaniamo da Gesù, il problema non è quanto noi pensiamo di essere a posto con Lui. Noi siamo in pericolo! Stiamo deviando per dirigerci verso la totale cecità spirituale e di conseguenza verso la distruzione. Pensate che il fiume della trascuratezza ci porta lentamente molto molto lontani dal Signore. Più ci si lascia trascinare dalla corrente, più rapido e pericoloso diventa il fiume sul quale stiamo remando! Tu puoi non saperlo ma più avanti ci sono delle cascate impetuose, un posto dove ci sono forze che non puoi controllare, un posto dal quale non si riesce a tornare, un posto dove puoi fare naufragio e affogare. La Bibbia ci dice che c’è un peccato che non può essere perdonato ed è la bestemmia contro lo Spirito Santo! Matteo 12:31 «Perciò io vi dico: Ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà loro perdonata». Sai cosa è questa bestemmia? È il rifiutare la salvezza eterna, è il rifiuto di Gesù Cristo come tuo Signore e Salvatore! Se senti che il Signore ti chiama a Sé non rifiutare il Suo invito. La Bibbia ti dice: Ebrei 3:15 «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nella provocazione». Perché potrebbe essere l’ultima chiamata!
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