In Matteo 8, un centurione romano (un comandante militare) si avvicina a Gesù per chiedergli di guarire il suo servo. Il centurione era un ufficiale romano a capo di cento uomini ed era di stanza a Capernaum o nelle vicinanze. Egli venne da Gesù per chiedere la guarigione del suo servo, che soffriva di una grave malattia: una dolorosa forma di paralisi. Una tale manifestazione di compassione era alquanto insolita: la maggior parte degli ufficiali non avrebbe mostrato tanta preoccupazione per un servo. Alla richiesta del Centurione Gesù rispose: “Andrò a guarirlo” . Ma il centurione lo ferma e gli dice: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto; ma di’ soltanto una parola, e il mio servo sarà guarito. Perché io sono un uomo sotto l’autorità di altri e ho sotto di me dei soldati; e se dico all’uno: “Va’”, egli va; e se dico all’altro: “Vieni”, egli viene; e se dico al mio servo: “Fa’ questo”, egli lo fa». (Matteo 8:8-9) . La Bibbia dice che Gesù si meravigliò della risposta del Centurione. Il Centurione non era un teologo, era un soldato, ma aveva una fede incrollabile, era certo che Gesù lo avrebbe guarito anche a distanza. Sapeva cosa significasse avere autorità: io ricevo degli ordini dai miei superiori e do ordini a quelli che mi sono sottoposti. I miei ordini sono eseguiti senza discussioni. Quanto più potenti saranno le tue parole sulla malattia del mio servo!”. Gesù restò meravigliato della fede di questo pagano. Questo è uno dei due brani in cui leggiamo che Gesù si meravigliò (nell’altra occasione si sorprese dell’incredulità dei Giudei; vd. Marco 6:6). Il centurione vedeva la malattia come un “soldato ribelle” e vedeva Gesù come il “Generale Supremo”. Capì che Gesù non aveva bisogno di essere fisicamente presente nella stanza per lottare contro la malattia. Gli sarebbe bastato emettere un ordine verbale (un decreto militare) «a distanza e l’intera gerarchia degli angeli e dei demoni avrebbe dovuto stare sull’attenti! Marco 8: 13 «E Gesù disse al centurione: «Va’ e ti sia fatto come hai creduto!». E il suo servo fu guarito in quell’istante».

MESSAGGIO PER TE

Stai pregando come una vittima, implorando Dio … “per favore, scendi dal cielo e combatti la mia malattia, la mia crisi finanziaria, o per il mio matrimonio” . Piangi come se il diavolo fosse un mostro indomabile che bisogna convincere. Non hai capito il tuo ruolo allora! Cristo ti ha dato Exousia (autorità). Smettetela di elemosinare e cominciate a emanare decreti. Quando parli della Parola di Dio sulla tua casa, sulle tue finanze o sulla salute dei tuoi figli, non stai dando una semplice opinione; stai emettendo un ordine che il cielo approva. La crisi non ti obbedirà per quanto forte gridi, ti obbedirà perché dietro le tue parole c’è la firma del Generale dell’Universo. Alzati in piedi, raddrizza le spalle e racconta ai tuoi problemi chi prende le decisioni per la tua vita! Decreta con fede che il male deve sparire dalla tua esistenza!

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