1 - ADORARE O VENERARE?

Spesso si sente dire da chi venera i santi, madonne, defunti, statue, reliquie e angeli, che la venerazione non è adorazione. Ma questo è un autoinganno e costituisce una delle più sottili e pericolose forme di idolatria. Questo tipo di giustificazione che tenta di separare questi due concetti, venerazione e adorazione, non trova sostegno nella Scrittura, la quale non li distingue mai. Coloro che venerano i santi o le madonne lo fanno come atto di riverenza. La venerazione può essere definita come “rispetto o ammirazione rivolti a qualcuno in ragione del suo valore o della sua grandezza”. Chi argomenta che “venerare” non è equivalente a “adorare”, non trova nessun versetto nella Bibbia che legittimi tale pratica che, se esaminata alla luce della Bibbia, risulta essere in contrasto con l’insegnamento di Dio. Questo tipo di giustificazione non regge a un’analisi approfondita della Bibbia, che invece condanna ogni forma di idolatria, compreso il culto delle immagini, statue o dei defunti. Per comprendere appieno l’incoerenza di questo ragionamento, è necessario esaminare attentamente quale sia la definizione di idolatria biblica, e perché si tenti di separare i concetti di venerazione e adorazione. La Chiesa cattolica distingue diversi gradi di culto: dulia, iperdulia e latria.
Dulia: Onore e rispetto per i santi e gli angeli.
Latria: Adorazione profonda e totale, che spetta unicamente a Dio.
Iperdulia: Venerazione speciale e superiore riservata a Maria.
Protodulia: Culto speciale dedicato a San Giuseppe come padre putativo di Gesù
La Bibbia non fa questa distinzione in nessun testo, ma al contrario attribuisce sempre l’onore, il rispetto e l’adorazione o venerazione solo a Dio (1 Cronache 29:11; 1 Timoteo 1:17; 6:16; Apocalisse 4:11; 5:13,14; 11:16; 19:4).
La Scrittura condanna in modo inequivocabile ogni forma di idolatria, e questo lo possiamo leggere nel primo e secondo comandamento che Dio ha dato a Mosè, e quindi a tutta l’umanità di ogni tempo. Il primo comandamento dice in Esodo 20: 3 «Non avere altri dèi oltre a me».
Mentre il secondo dice: «Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire (venerare), perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti». (Esodo 20: 4-6)
Questi comandamenti non solo vietano l’adorazione di falsi dèi, ma proibisce anche la creazione di immagini o statue alle quali rendere un culto, comprese quelle che rappresentano esseri celesti come angeli, defunti, santi o madonne. In altre parole, la Scrittura proibisce qualsiasi oggetto che diventi il centro dell’adorazione o venerazione, indipendentemente dal fatto che rappresenti Dio o altre entità spirituali. La proibizione di fare immagini e di prostrarsi davanti ad esse è assoluta, e qualsiasi tentativo di giustificare il culto di immagini come “venerazione” anziché “adorazione” non ha alcun fondamento biblico. Inoltre è espressamente vietata ogni forma di venerazione. Leggiamolo dalla versione cattolica CEI …Romani 1: 25 «poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen».
La Bibbia condanna chiunque si rivolga in preghiera a qualsiasi essere vivo o defunto che non sia Dio! Il fatto che alcuni cerchino di separare questi due concetti per legittimare il culto delle immagini è un errore che va contro l’insegnamento chiaro ed esplicito delle Scritture. La Bibbia, infatti, non distingue tra “adorare” e “venerare”: ogni forma di culto rivolta a un oggetto, che sia esso una statua o un’immagine, è considerata idolatria. Questo principio non solo viene ribadito nell’Antico Testamento, ma viene anche confermato nelle pratiche e negli insegnamenti di Gesù e degli apostoli, che mettono in guardia contro qualsiasi forma di idolatria. Il termine “venerare” implica un atto di rispetto profondo che, nella pratica, si traduce in atti di culto come preghiere, inchini, processioni e offerte, tutti comportamenti che la Bibbia riserva solo ed esclusivamente a Dio e mai ad un essere umano anche se defunto o essere celestiale. L’atto di venerare un’immagine o una statua implica un’attribuzione di valore, di potere o di sacralità a qualcosa di creato. Anche se chi venera un’immagine afferma che lo fa in onore di un santo o di un angelo, la Bibbia non fa distinzioni tra adorazione e venerazione quando si tratta di oggetti fisici che sono posti al centro di un atto di culto. La Scrittura, infatti, è chiara nel condannare ogni forma di adorazione o venerazione di immagini, poiché essa distoglie l’attenzione dal culto del solo Dio vivente, e pone al suo posto l’uomo o le immagini o statue che sono creazioni umane. Un atto di venerazione, come inginocchiarsi davanti a una statua, è comunque un atto di culto che Dio ha proibito. Inoltre il termine adorare deriva da “ad – orare” che significa: “pregare rivolto a…” quindi, quando si prega un santo o una madonna si sta adorando! E come abbiamo visto nella Bibbia l’adorazione e la venerazione sono solo per Dio!
La Scrittura denuncia con forza ogni atto di venerazione di immagini e statue, e il profeta Isaia ci offre un esempio eloquente di come Dio consideri l’atto di prostrarsi davanti a un oggetto creato. Nel libro di Isaia, Dio lamenta l’idolatria degli uomini che si prostrano davanti a opere fatte da mani umane, dicendo: «Non c’è conoscenza né intelligenza in loro; dicono a un pezzo di legno: “Tu sei mio padre”, e a una pietra scolpita: “Tu mi hai partorito”» (Isaia 44:19).
Isaia 44: 9-17 «Quelli che fabbricano immagini scolpite sono tutti vanità; le loro cose più preziose non giovano a nulla; i loro propri testimoni non vedono né comprendono, per cui saranno coperti di vergogna. Chi fabbrica un dio o fonde un’immagine scolpita senza averne alcun vantaggio? Ecco, tutti i compagni di tale persona saranno confusi; gli artigiani stessi non sono che uomini. Si radunino tutti, si presentino. Saranno spaventati e svergognati insieme. Il fabbro con le tenaglie lavora il ferro sulle braci, gli dà la forma col martello e lo rifinisce col suo braccio vigoroso; soffre la fame e la sua forza viene meno; non beve acqua e si stanca. Il falegname stende il regolo, disegna l’idolo con la matita, lo lavora con lo scalpello, lo misura col compasso e ne fa una figura umana, una bella forma di uomo, perché rimanga in una casa. Egli taglia per sé dei cedri, prende un cipresso o una quercia che lascia crescere vigorosi fra gli alberi della foresta; egli pianta un frassino che la pioggia fa crescere. Questo serve all’uomo per bruciare; egli ne prende una parte per riscaldarsi e accende il fuoco per cuocere il pane; ne fa pure un dio e l’adora, ne fa un’immagine scolpita, davanti alla quale si prostra. Ne brucia la metà nel fuoco, con l’altra metà prepara la carne, ne cuoce l’arrosto e si sazia. Si riscalda pure e dice: «Ah, mi riscaldo, mi godo il fuoco». Con il resto di esso fabbrica un dio, la sua immagine scolpita, gli si prostra davanti, lo adora, lo prega e gli dice: «Salvami, perché tu sei il mio dio».
Deuteronomio 27:15 «Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso, cosa abominevole per l’Eterno, opera delle mani di un artigiano, e la pone in luogo segreto!”. E tutto il popolo risponderà e dirà: “Amen”».
Questi passi mettono in evidenza che, per Dio, l’atto di venerare una statua o un’immagine non è solo una forma di idolatria, ma una totale perversione del rapporto con il Creatore. La stessa logica è presente anche nel Nuovo Testamento, Pietro rifiutò di ricevere adorazione da Cornelio (Atti 10:25-26), e Paolo e Barnaba furono altrettanto categorici nel non permettere che la gente di Listra li venerasse (Atti 14:15). Due volte nel Libro dell’Apocalisse (Apocalisse 19:10; 22:9), l’apostolo Giovanni tenta di prostrarsi davanti a un angelo, e l’angelo glielo proibisce dicendo: “Adora Dio!”. Se Maria e i santi fossero in cielo e potessero apparire direbbero la stessa cosa: “Adora Dio!”. Questo episodio illustra come, anche alla presenza di esseri celesti, l’adorazione e la venerazione siano prerogative esclusive di Dio. L’angelo non accetta nemmeno un atto di rispetto che potrebbe essere scambiato per venerazione o adorazione, ribadendo che solo Dio è degno di ricevere culto. Questo esempio dimostra come anche la venerazione di angeli o di santi possa facilmente degenerare in idolatria, poiché essa rischia di confondere l’adorazione di Dio con il culto di esseri creati, siano essi umani o celesti. Alla fine, la Scrittura stessa deve essere la prima e ultima autorità in queste questioni. La Bibbia è chiara nel proibire la venerazione e l’adorazione di qualsiasi oggetto, immagine o persona. Quando si tenta di giustificare tali pratiche, si commette un atto di ribellione contro l’autorità divina, cercando di adattare la Parola di Dio ai propri desideri e alle tradizioni culturali. La Scrittura non lascia spazio a interpretazioni che possano giustificare la venerazione di santi, statue o immagini, poiché essa stabilisce con fermezza che solo Dio è degno di culto. Il comandamento di Dio è chiaro: “Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai (venererai)”, e nessuna argomentazione umana, per quanto sofisticata, può sovvertire questa verità fondamentale. Dio non accetta che la Sua gloria venga condivisa con alcun altro, e ogni tentativo di giustificare la venerazione di immagini è una violazione del comandamento divino.
Isaia 42:8 «Io sono l’Eterno, questo è il mio nome; non darò la mia gloria ad alcun altro, né la mia lode alle immagini scolpite».
Geremia 10:8 Sono tutti insieme stupidi e insensati; il loro idolo di legno è una dottrina di nessun valore».
La razionalità e la coerenza della Scrittura ci impongono di riconoscere che non possiamo adattare la Parola di Dio ai nostri desideri o alle nostre tradizioni. Se la Bibbia, con chiarezza, ci ammonisce contro l’idolatria, ogni giustificazione basata su distinzioni tra venerazione e adorazione è destinata a fallire. La nostra devozione deve essere concentrata esclusivamente su Dio, senza deviazioni che ci allontanino dal culto puro e incontaminato che Lui esige.
Luca 4:8 Ma Gesù, rispondendo, gli disse: «Vattene via da me, Satana. Sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e servi a lui solo”».
2 - QUALI PERICOLI SI NASCONDONO DIETRO ALLA VENERAZIONE?
Quand’ è che il culto alle creature è entrato nella chiesa cristiana? Come si è sviluppata questa apostasia? L’apostolo Paolo, divinamente ispirato dal Signore, nello scrivere a Timoteo gli esterna una triste profezia: nella Chiesa entreranno eresie e culti pagani che sono dottrine di demoni.
1 Timoteo 4:1 «Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni…».
Una delle prime dottrine provenienti dal paganesimo che si è introdotta nella cristianità fu l’immortalità dell’anima. Questa eresia arriva dal filosofo greco Platone che nel suo Fedone, insegnava la preesistenza e la sopravvivenza eterna dell’anima. Secondo Platone il corpo è una prigione per l’anima immortale; la morte viene a liberarla per condurla nelle dimore eterne. Il platonismo penetrò nel giudaismo alessandrino e poi nel cristianesimo. Nel secondo secolo questo influsso s’impose e venne accettato da Tertulliano (morto nel 240) e Origene (morto nel 254), i quali preparano la via a Sant’Agostino (morto nel 430), che la svilupperà e diventerà una dottrina della Chiesa Cattolica (in seguito anche di molte denominazioni protestanti). Persino Tommaso d’Aquino (1226), osò affermare: “L’anima è immortale, come dice il grande Platone”; citando un filosofo pagano a sostegno di una teoria anti-biblica, senza tener conto che il concetto dell’immortalità dell’anima si trova in tutte le culture pagane di tutti i tempi, ma è in totale opposizione all’insegnamento delle Sacre Scritture. Dobbiamo arrivare al 1513, con il concilio Laterano V, sotto il Pontefice Leone X, che la teoria dell’immortalità dell’anima fu adottata quale dogma ecclesiastico, in barba a quanto rivelato dal Signore nelle Sacre Scritture.
«Ancora nel secondo secolo d.C., la dottrina di Platone sull’immortalità dell’anima era, agli occhi dei veri cristiani, un dogma empio e contro Cristo, accettato solo da persone che a torto si proclamavano cristiane.» (L.Reinhardt, “La Bibbia conosce l’aldilà?”, Monaco 1925, p. 150).
La profezia dell’apostolo Paolo circa “le dottrine di demoni” (1Timoteo 4:1) si stava realizzando. Una volta che le anime era divenute immortali, contrariamente a quello che insegna la Scrittura, restava dove collocarle, ed è qui che nascono altre tre eresie: purgatorio, inferno e paradiso danteschi e non biblici. Ma a cosa allude Paolo nello specifico con la dottrina dei “demoni”? Ad insegnamenti che provengono da spiriti maligni al servizio di Satana. Per i latini i trapassati venivano chiamati “geni” e “semidei” (divi), i quali venivano elevati in cielo con tanto di templi a loro dedicati; inoltre si accendevano delle candele, si bruciava l’incenso, s’indirizzavano delle preghiere come a dèi protettori, erano considerati intermediari tra l’uomo e le divinità, e tutto questo paganesimo è ancora presente nella pseudo-cristianità. Anche l’apostolo Giovanni nell’Apocalisse (9:20) usa la stessa espressione “demone” quando predice che la cristianità apostata, malgrado sia stata colpita dai castighi di Dio, continua ad adorare i “demoni”.
Apocalisse 9:20 «E il resto degli uomini, che non furono uccisi da queste piaghe, non si ravvide ancora dalle opere delle loro mani e non cessarono di adorare i demoni e gli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare»
Per chi volesse approfondire lo studio sullo stato dei morti, vi rimandiamo alla lezione n° 10. https://www.bibbiafacile.it/2022/01/06/lezione-10-la-morte-e-poi (cliccate sul link).
Purtroppo sono numerosi i cristiani che continuano a presentare e presiede ai culti “degli spiriti di morti deificati” o a “demoni”, secondo l’espressione greca di Paolo. Nel Nuovo Testamento la parola “demone” solitamente indica un angelo caduto al servizio di Satana, in questo contesto specifico indica i trapassati e le divinità, i semi-dèi dei popoli pagani (vedi anche il Grande Lessico del Nuovo Testamento, t. II – “daimon”, Paideia 1966, p. 744).
Perché Paolo usa il termine “demone” per indicare un defunto o semi-dio? L’insegnamento che proviene dalla Bibbia è diametralmente all’opposto del pensiero platonico; poiché la Scrittura insegna che al momento della morte il nostro cervello e ogni organo cessano ogni attività e funzione, il defunto entra in uno stato d’incoscienza o sonno temporaneo, fino al risveglio o resurrezione che avverrà dopo il ritorno di Cristo.
Giovanni 11:11-14 «Dopo aver detto queste cose, soggiunse: “Il nostro amico Lazzaro si è addormentato, ma io vado a svegliarlo”. Allora i suoi discepoli dissero: “Signore, se dorme si riprenderà”. Or Gesù aveva parlato della sua morte, essi invece pensavano che avesse parlato del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: “Lazzaro è morto”».
1 Tessalonicesi 4: 13-17 «Ora, fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù è morto ed è risuscitato, crediamo pure che Dio condurrà con lui, per mezzo di Gesù, quelli che si sono addormentati. Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati, perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore».
Ogni persona che muore scende nella tomba ed è lì che rimane fino alla resurrezione, senza vagare o andare in nessun luogo. La persona defunta non è cosciente o consapevole del luogo nel quale si trova né dello scorrere del tempo; per questa ragione non può contattare i vivi e meno che mai può intercedere per loro.
Ecclesiaste 9:5-6 «I viventi infatti sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla; per loro non c’è più alcuna ricompensa, perché la loro memoria è dimenticata. Anche il loro amore, il loro odio e la loro invidia sono ormai periti, ed essi non avranno mai più alcuna parte in tutto ciò che si fa sotto il sole»….10 «Tutto quello che la tua mano trova da fare, fallo con tutte le tue forze; poiché nel soggiorno dei morti dove vai, non c’è più né lavoro, né pensiero, né scienza, né saggezza».
La domanda sorge spontanea: ma allora se i defunti sono in un sonno inconscio e non possono contattare i viventi o interessarsi alle loro faccende terrene, chi è che si presenta al loro posto? Sono per l’appunto i demoni o angeli decaduti che si travestono o, meglio, prendono il sembiante e la voce del defunto, del santo o della madonna e possono anche apparire per illudere coloro che non conoscono Dio e la Bibbia.
2 Corinzi 11:14,15 «Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce. Non è dunque cosa eccezionale se anche i suoi servitori si travestono da servitori di giustizia; la loro fine sarà secondo le loro opere».
I demoni sono gli artefici questo imbroglio e possono persino compiere “miracoli “e segni soprannaturali per ingannare meglio.
2 Tessalonicesi 2:9 «…. per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi…».
Apocalisse 16:14 «Essi sono spiriti di demòni capaci di compiere dei segni miracolosi».
Dietro ai falsi miracoli di santi e madonne ci sono sempre i demoni. Tornando alla storia della cristianità, con il passare del tempo si è iniziato a sostituire il culto pagano alla divinità con quello dei martiri prima, e dei santi dopo. È così che Eusebio, vescovo di Cesarea, all’inizio del IV secolo, dopo aver citato Platone “il quale vorrebbe che gli uomini morti per la patria fossero considerati ‘demoni’, e che i loro sepolcri fossero adorati come quelli dei ‘demoni’”, fa di questa dottrina del filosofo un argomento a favore delle feste che i cristiani celebravano già nel suo tempo sulle tombe dei martiri, perché secondo lui non è sbagliato che questi morti “siano accettati come campioni della vera religione… Da qui la nostra abitudine di andare presso i loro sepolcri e di rivolgere loro una preghiera e dare onore alle loro anime benedette.” (Eusebio “Prepar. évang.” XIII, 11, citato da Gaussen). La chiesa corrotta e apostata dei primi secoli ha gradatamente sostituito le divinità pagane (Giove, Mercurio, Diana, Esculapio, etc.) che erano protettori o protettrici con altrettante divinità pagane, anch’essi protettori o protettrici; sostituendo gli dèi pagani con i martiri o defunti che si sono distinti per opere meritorie. Al posto della festa di Giove e di Diana e di altri simili, adesso si celebrano le feste di Pietro e Paolo, Giacomo o di altri martiri”. Il cristianesimo diventa così una religione di pratiche pagane o per meglio dire un paganesimo con elementi cristiani.
Sebbene l’apostolo Paolo insegni chiaramente che Gesù è il “solo mediatore tra Dio e gli uomini” (1 Timoteo 2:5), la Chiesa ha sostituito l’opera del Cristo con quella dei santi e delle vergini, successori di tutte quelle divinità pagane che fungevano da intermediari tra le divinità superiori e gli uomini, che avevano anche il compito di proteggere le città, le arti ed i mestieri. Fu perché la Chiesa praticava il culto ai “demoni” che con il tempo, per una questione di coerenza, si trovò nell’obbligo morale di togliere dal Decalogo il secondo comandamento che in una forma chiara condannava e manifestava il suo allontanamento da Dio» (Adelio Pellegrini, “Il popolo di Dio e l’Anticristo attraverso i secoli”, pp. 146-150).
Breve cronistoria del culto alle creature attraverso i secoli.
375 – Mentre i primi cristiani veneravano solo Dio, nella chiesa apostata s’ introdusse il culto dei Santi e degli Angeli, per compiacere le tradizioni pagane del popolo.
431 – Le masse inconvertite facevano pressioni per l’assenza di “divinità femminili” nel Cristianesimo, pertanto al Concilio di Efeso si proclamò MARIA “Madre di Dio”. Questa figura colmava il “vuoto” lasciato dalle varie dee delle religioni pagane. Maria prese dunque il posto, nella devozione popolare, di Diana, Iside, Artemide, e varie altre dee.
788 – La chiesa cattolica adotta ufficialmente l’adorazione della croce, delle immagini e delle reliquie dei santi. Ovviamente si tratta di pratiche superstiziose-demoniache.
995 – Giovanni 14° introduce la “canonizzazione dei santi”.
1090 – Viene introdotto il Rosario. Ciò costituisce l’ennesimo capovolgimento dell’insegnamento di Gesù, il quale vietava questo tipo di preghiere.
1854 – Papa Pio IX proclama il nuovo dogma della cosiddetta Immacolata Concezione, così facendo si prosegue il processo di “divinizzazione” di Maria. Il concetto di “concezione immacolata” non ha alcun senso rispetto all’insegnamento di Gesù, bensì deriva dalla metafisica greca e dal paganesimo.
1950 – PIO XII proclama che il corpo di Maria sarebbe “volato via”, in cielo. Nasce il dogma della cosiddetta Assunzione. Questa festa pagana viene celebrata il 15 agosto, ripristinando un’antica festa in onore della dèa Diana.

La chiesa cattolica romana, come ben sappiamo, le tributa un vero e proprio culto di adorazione a Maria, che loro chiamano la Madonna. A questo personaggio vengono rivolte preghiere, litanie, rosari e canti. In ogni chiesa c’è una statua che la raffigura e non solo nelle chiese cattoliche, ma anche negli ospedali, case di cura o riposo, negli orfanotrofi, in alcune vie o piazze. Il culto mariano conta milioni e milioni di seguaci, a motivo delle svariate apparizioni le masse vanno in delirio e sono migliaia le persone che non esitano a prostrarsi davanti a questo personaggio, chiedendo aiuti, guarigioni e salvezza. A Maria o, meglio, alla Madonna vengono dedicati due mesi dell’anno: Maggio e Ottobre. Queste sono le principali feste in suo onore sono:
1) l’Immacolata Concezione (8 Dicembre);
2) la Natività (8 Settembre);
3) l’Annunciazione (25 Marzo, nove mesi prima di natale);
4) la Purificazione (2 Febbraio);
5) l’Assunzione (15 Agosto)
La figura di Maria di fatto è più importante di Gesù per la chiesa cattolica, tanto da farla diventare la quarta persona della Trinità, una sorta di dea onnipotente a cui persino Gesù deve ubbidire. Ad essa attribuiscono caratteristiche che sono solo di Dio come: ascoltare una preghiera, intercedere, compiere miracoli e salvare le anime. Quando le preghiere le può ascoltare solo Dio; in quanto è onnipresente e onnisciente e onnipotente. Nessun essere creato, né santo né madonna può leggere nella mente delle persone, a meno che la persona non è posseduto da un demone! Secondo le eresie insegnate dal cattolicesimo fu assunta in cielo anima e corpo dopo essere risorta, e un giorno schiaccerà il capo del diavolo. Quando la Bibbia dice chiaramente che a schiacciare la testa del serpente è solo Dio.
Romani 16: 20 Ora il Dio della pace schiaccerà presto Satana sotto i vostri piedi. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi.
Per i cattolici romani la madonna è la madre della Chiesa. Quando la Bibbia dice che la Chiesa è stata fondata da Gesù Cristo! Matteo 16:18 «Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro, e sopra questa ROCCIA io edificherò la mia chiesa e le porte dell’inferno non la potranno vincere». La Roccia è Gesù Cristo e non Pietro come vorrebbero far credere i cattolici! 1Corinzi 3:11 «poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù».
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