Esiste una bugia universale su cui quasi tutti basiamo la nostra vita: l’idea che la felicità sia una destinazione geografica o finanziaria. Di solito diciamo: “Il giorno in cui vincerò dei soldi alla lotteria, avrò pace”, “quando finalmente mi sposerò, la mia vita sarà completa”. Viviamo spinti dalla speranza che con il raggiungere un traguardo prefissato, questo ci renderà felici per sempre. Ma cosa succede quando arrivi in cima, ottieni assolutamente tutto quello che il mondo dice ti renderà felice, e quando ti svegli la mattina dopo scopri che il vuoto è ancora lì? La depressione è una brutta malattia. E questa è la situazione in cui versava l’uomo più ricco, saggio e potente del mondo antico, il cui nome era Salomone. Il libro di Ecclesiaste è il diario personale di un re che sta attraversando una grave crisi esistenziale. Salomone ereditò un impero in pace, possedeva ricchezze inestimabili e aveva una mente brillante. Poiché non doveva preoccuparsi di sopravvivere, decise di trasformare la sua vita in un esperimento. Voleva scoprire cosa rende davvero felice l’essere umano “sotto il sole”. Salomone affrontò il suo vuoto e decise che se il piacere era la risposta, lui l’avrebbe spinto al limite. La Bibbia registra la sua cruda confessione:«Tutto quello che i miei occhi desi-deravano, non l’ho negato loro; non ho rifiutato al mio cuore alcun piacere…» (Ecclesiaste 2:10). Ha provato il percorso dell’edonismo: feste, alcool, musica e l’eccesso di avere centinaia di donne. Quando si rese conto che il piacere fisico era effimero e lo lasciava esausto, ha provato la strada del successo professionale e della produttività. Costruì palazzi, piantò vigneti, ha progettato giardini, accumulato oro, argento ed un esercito di molti uomini. Ecclesiaste 2:11 «Poi mi volsi a considerare tutte le opere che le mie mani avevano fatto, e la fatica che avevo impiegato a compierle; ed ecco tutto era vanità e un cercare di afferrare il vento; non c’era alcun vantaggio sotto il sole». La parola che usa per “vanità” nell’originale ebraico è hebel , che significa fumo, vapore o soffio. Salomone diceva: “Il successo è come cercare di catturare il fumo con le mani. Quando lo afferri, ti rendi conto che non hai niente nelle mani”. Salomone cadde in una profonda apatia. La sua immensa intelligenza e saggezza gli sono servite solo ad essere più consapevole della sua stessa tragedia.

MESSAGGIO PER TE

Perché l’uomo che aveva tutto si sentiva così infelice? Salomone stesso ha trovato la diagnosi nel capitolo 3 al versetto 11: “… ha persino messo l’eternità nei loro cuori…” . Questa è la chiave di tutta la psicologia umana, Salomone ha scoperto che l’essere umano è stato progettato non per vivere solo pochi anni su questa terra, ma per viverci in eterno. Il vuoto che abbiamo dentro, non lo possiamo riempire con le cose del mondo, ma solo con la presenza di Dio. Soltanto se siamo connessi con Dio, abbiamo la certezza che tutto quello che facciamo e siamo ha un senso e uno scopo ultimo, ossia vivere alla Sua presenza e in eterno. Il mondo che il Signore ci sta preparando è di una bellezze infinita. 1Corinzi 2:9 Ma com’è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell’uomo sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano». Pertanto, cercare di riempire il tuo cuore con cose effimere e transitorie come: denaro, sesso, applausi, titoli, viaggi è quasi tempo perso. Alcune di queste cose servono per vivere in questa terra ed è bene che ci siano, ma rispetto all’eternità che abbiamo davanti a noi sono veramente poca cosa. Il tuo valore è eterno e non transitorio. Salomone era depresso perché chiedeva alla creazione di fare il lavoro che solo il Creatore può fare. Stava chiedendo al suo palazzo, alle sue ricchezze e alle sue relazioni di dargli un significato, quando queste cose sono state progettate solo per servire e non per dare un senso alla vita. Salomone conclude il libro di Ecclesiaste dicendo: «Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: “Temi DIO e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto dell’uomo”». (Ecclesiaste 12:13). Il tutto dell’uomo è avere Dio nella mente e nel cuore, poiché è Lui che da un senso alla nostra vita! 1 Giovanni 5:12 «Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio, non ha la vita». Se hai Gesù, hai tutto quello che ti serve per vivere sereno e felice in questa terra che nell’eternità!

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