Matteo 13:52 «Allora disse loro: “Per questo ogni scriba che diventa un discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale tira fuori dal suo tesoro cose nuove e cose vecchie”».

Gesù concluse il suo discorso con quest’ultima parabola. Con quest’ultima parabola del capitolo, il Signore richiamò l’attenzione dei discepoli sulla responsabilità che avevano in merito alle verità ricevute. Il padrone di casa non accumula il tesoro che ha guadagnato ma lo utilizza per farne parte agli altri. Questo amministratore possiede cose preziose, vecchie e nuove. In tal modo Cristo insegna ai discepoli a proclamare al mondo la verità loro affidata, che sono contenute nell’Antico Testamento come quelle che stavano ricevendo, che formeranno il Nuovo Testamento.  Per “tesoro” si intende Cristo, la sua grazia e le verità contenute nella sua Parola; per mezzo delle quali gli uomini di Dio sono salvati e completamente forniti per ogni opera buona, che è la conseguenza del tesoro contenuto nel Vangelo. Tutti coloro che accettano di cuore l’Evangelo desiderano vivamente annunciarlo agli altri. Quanti si sono rivestiti di Cristo si sentiranno spinti a raccontare le proprie vecchie esperienza, che ora sono diventate nuove, in virtù di aver accettato Gesù come Signore e Salvatore e per l’opera di rinnovamento dello Spirito Santo.

2 Corinzi 5:17 «Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove».

La Bibbia è il deposito delle incommensurabili ricchezze di Cristo per l’uomo caduto, che troverà nella Scrittura la storia e la soluzione al problema del peccato. La Parola di Dio comprende gli scritti sia dell’Antico che del Nuovo Testamento e l’uno non è completo senza l’altro. Cristo dichiarò che le verità del Vecchio Testamento sono preziose come quelle del Nuovo. Egli rimane tutt’oggi il Redentore dell’umanità come lo era agli inizi del mondo. Cristo, annunciato ai patriarchi, simboleggiato nei sacrifici, illustrato nella legge, rivelato ai profeti, costituisce il “tesoro” dell’Antico Testamento. La sua vita e morte, la Sua risurrezione, la rivelazione che di Lui ci ha lasciato, lo Spirito Santo che ci guida in ogni cosa, costituiscono il tesoro del Nuovo Testamento. Il nostro Salvatore, riflesso della gloria del Padre, li abbraccia entrambi: Vecchio e Nuovo. Per proclamare l’Evangelo nella sua pienezza, non solo dobbiamo predicare la vita e gli insegnamenti di Gesù, ma occorreva mettere anche in evidenza i profeti dell’Antico Testamento che lo avevano preannunciato e i sacrifici del culto rituale lo avevano rappresentato simbolicamente. Nella sua predicazione, Cristo presentava verità antiche di cui lui stesso era l’autore, verità che aveva espresso per bocca di patriarchi e profeti, ma che ora rivestiva di una luce nuova. Come appariva diverso il loro significato! Il suo modo di spiegarle le inondava di una nuova luce, accompagnata dalla promessa che lo Spirito Santo li avrebbe guidati a comprendere meglio la Parola di Dio e a saper presentare agli altri le sue verità illuminandole di una nuova bellezza.

Matteo 5: 21-22 «Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non uccidere; chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale”; ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto a suo fratello: “Raca” sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: “Pazzo!” sarà sottoposto alla geenna del fuoco».

Chi accantona e non studia l’Antico Testamento commette un grosso errore; perché equivale a costruire una casa senza le fondamenta. Inoltre, Gesù stesso disse che quei testi antichi parlavano di Lui.  Giovanni 5:39 «Voi investigate le Scritture perché pensate di avere per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me». Rifiutare l’Antico è come rifiutare anche il Nuovo, in quanto entrambi costituiscono una unità inscindibile. Nessuno può presentare debitamente la legge divina senza il Vangelo e viceversa. La legge è la sintesi dell’Evangelo e l’Evangelo è la realizzazione della legge. La legge è la radice, l’Evangelo è il frutto.  Il Vecchio Testamento illumina il Nuovo e viceversa, ognuno dei due manifesta la gloria di Dio in Cristo ed ambedue contengono verità che riveleranno sempre più il loro senso profondo a chi le investiga con fervore e perseveranza.

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