1- LA VISITA DELLA MADRE E DEI FRATELLI DI GESÙ

Matteo 12:46-50 «Ora, mentre egli parlava ancora alle folle, ecco sua madre e i suoi fratelli i quali, fermatisi fuori, cercavano di parlargli.  E qualcuno gli disse: «Ecco tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori e cercano di parlarti». Ma egli rispondendo, disse a colui che lo aveva informato: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». E, distesa la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli.  Poiché chiunque fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, mi è fratello, sorella e madre».

I suoi fratelli, che molti considerano figli di un precedente matrimonio di Giuseppe e non di Maria, non approvavano l’opera di Gesù. Le notizie che ricevevano sulla sua vita e sulla sua missione li riempivano di stupore e sgomento. Non riuscivano a comprendere il suo atteggiamento nei confronti dei farisei, tanto che temettero persino per il suo equilibrio psichico; infatti, la Bibbia sottolinea che andarono a cercarlo per farlo rinsavire.

Marco 3:21 «I suoi parenti, udito ciò, vennero per prenderlo, perché dicevano: “È fuori di sé”».

Nell’episodio precedente, abbiamo visto che Gesù mettere a tacere i farisei che lo avevano accusato di guarire e liberare le persone con l’aiuto di Beelzebub.  Tutto questo clamore intorno al Messia, non era visto di buon occhio dai suoi amici e parenti che erano tutt’altro che Suoi simpatizzanti. Giovanni 7:5 «Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui». I suoi fratelli vennero a conoscenza di queste cose e anche dell’accusa dei farisei secondo cui cacciava i demoni con il potere di Satana. Si allarmarono parecchio, perché compresero che la parentela con Gesù costituiva un pericolo per la loro reputazione. Decisero allora che dovevano intervenire e costringerlo a smettere di lavorare in quel modo; inoltre convinsero anche Maria a unirsi a loro, pensando che per amore di lei avrebbero potuto persuaderlo a desistere o comunque ad essere più accorto nel puntare il dito contro i farisei.

Marco 3:31-32 «Nel frattempo giunsero i suoi fratelli e sua madre e, fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. Or la folla sedeva intorno a lui; e gli dissero: “Ecco, tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori e ti cercano”. Ma egli rispose loro, dicendo: “Chi è mia madre, o i miei fratelli?”. Poi guardando in giro su coloro che gli sedevano intorno, disse: “Ecco mia madre e i miei fratelli. Poiché chiunque fa la volontà di Dio, questi è mio fratello, mia sorella e madre”».

Gesù sapeva cosa provavano nei loro cuori e perché erano venuti. I suoi fratelli volevano che cedesse alle loro idee, quando un simile atteggiamento sarebbe stato in completa contraddizione con la sua missione divina. Pensavano che avesse bisogno del loro consiglio. Lo giudicavano dal loro punto di vista umano e pensavano che se avesse detto solo cose accettabili agli scribi e ai farisei, avrebbe evitato le spiacevoli controversie che le Sue parole suscitavano. I fratelli di Gesù, inizialmente non credevano che fosse il Figlio di Dio, ed è per questo che pensavano che era fuori di testa, che fosse pazzo a fare simili affermazioni. Per loro era pura follia che andasse contro i rabbini e li rimproverasse dei loro peccati. Sapevano che i farisei cercavano occasioni per accusarlo e farlo morire, e sembrava loro che ne avessero già abbastanza. 

Marco 3,33-35 «”Chi è mia madre e i miei fratelli?” rispose Gesù. Poi guardò quelli che gli sedevano attorno e disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chiunque fa la volontà di Dio, costui è per me fratello, sorella e madre».

Possiamo desumere vari insegnamenti da questa dichiarazione:

  1. Tali parole del Signore Gesù costituiscono una condanna della “mariolatria” (la venerazione di Maria, madre di Gesù). Egli onorava Maria come madre naturale, ma affermò altresì che i rapporti spirituali sono più importanti di quelli naturali. Per quanto riguarda Maria, è maggiormente degna di considerazione la sua ubbidienza a Dio, anziché il fatto di essere la madre di Gesù;

  2. Questo episodio confuta il dogma della verginità perpetua di Maria. Uno perché Maria ha avuto rapporti sessuali con Giuseppe, come si evince da questo testo: «ma egli non la conobbe, finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesù» (Matteo 1:29). Il verbo “conoscere” è sinonimo di avere rapporto sessuale (vedi Genesi 4:1; 17; 25 – Genesi 19 :7- 1Samuele 1:19- 1Re 1:4). Gesù aveva dei fratelli, anche se i pareri non sono unanimi: molti pensano che questi fratelli erano figli di un precedente matrimonio di Giuseppe. Mentre altri vedono in Gesù il primogenito di Maria la quale, in seguito, partorì altri figli e figlie (vd. Matteo 13:55; Marco 6:3; Giovanni 2:12; 7:3, 5, 10; Atti 1:14; 1Corinzi 9:5; Galati 1:19. Salmo 69:8).

  3. Gesù anteponeva gli interessi di Dio ai legami familiari. Ancora oggi, egli dice ai suoi seguaci: «Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo» (Luca 14:26). Dove il verbo “odiare” significa amare di meno. Dobbiamo mettere Dio al primo posto e in secondo piano tutto il resto.

  4. questo passo ci rammenta che, tra credenti, esiste un vincolo più stretto di quello naturale esistente con i parenti di sangue non salvati; infatti tutti i membri del corpo di Cristo sono fratelli e sorelle. Romani 8:29 «Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio, affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli». Gesù attribuisce grande importanza all’ubbidienza alla volontà di Dio.

La Bibbia ci fa notare che con il tempo i suoi fratelli cambiarono atteggiamento. E questo è un messaggio di incoraggiamento per coloro che sono chiamati a soffrire per amore di Cristo, che devono sopportare incomprensioni e diffidenze anche nelle proprie case: possono trovare conforto nel pensiero che anche lui ha sofferto la stessa cosa. Pertanto, Gesù ha compassione per coloro che soffrono qualcosa di simile. Li invita a trovare comunione in Lui e sollievo dove Egli l’ha trovato: nella comunione con il Padre.

2 - IMPICAZIONI PRATICHE

Gesù disse chiaramente che attribuendo a Satana l’opera dello Spirito Santo, equivaleva a rifiutare la Sua persona e la Sua grazia. Gesù disse che qualsiasi peccato un uomo commette, se si pente, confessa e crede nel Suo perdono, viene purificato tramite il sacrificio del Cristo. Ma se qualcuno respinge l’opera dello Spirito Santo, che convince di peccato e di ravvedimento, non può essere perdonato. Dio opera nei cuori attraverso lo Spirito Santo, e quando gli uomini lo respingono volontariamente interrompono l’unico canale tramite il quale Dio può comunicare con loro. Quando qui appelli a cambiare vita e fuggire via dal peccato ad opera dello Spirito, vengo regolarmente disattesi, Dio non può fare più nulla e la persona è perduta. Dio ci manda degli appelli tramite lo Spirito Santo per correggere i nostri errori e condurci al sicuro, ma quando noi chiudiamo il cuore, la luce divina non penetra più. La luce giunge al nostro spirito mediante la Parola di Dio, i predicatori e tramite i messaggi diretti del suo Spirito. Ma se oscuriamo o eclissiamo quella luce, interponendo altro alla Sua voce, intorpidiamo la nostra spiritualità, e quando arriverà il secondo raggio di luce lo avvertiremo meno chiaramente, fino a che non sentiremo più nulla e saremo nelle tenebre più fitte. Quando un uomo si ravvede e si consacra al Cristo, un potere nuovo prende possesso del suo cuore e della sua mente. Si verifica un cambiamento che l’uomo non potrebbe mai produrre da solo, e questo avviene grazie alla potenza dello Spirito Santo in noi. Si tratta di un’opera soprannaturale che trasforma il nostro essere, divenendo uno con Gesù. Galati 2:20 Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato sé stesso per me.

Gli ebrei di quel tempo rigettarono il Cristo, commettendo il peccato imperdonabile, e tutti coloro che seguono lo stesso errore si separano da Cristo e dalla salvezza eterna. Quando ci rifiutiamo di ascoltare il Signore tramite i suoi messaggeri e la Sua Parola, ci esponiamo agli attacchi del maligno, il quale vuole anche lui controllarci la vita e allontanarci da quella eterna. Mentre Gesù stava ancora parlando alla folla, i suoi discepoli gli riferirono che sua madre e i suoi fratelli erano fuori e desideravano vederlo. “Ma Egli, rispondendo, disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli? E, stendendo la mano sui suoi discepoli, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne’ cieli, esso mi è fratello e sorella e madre”. Matteo 12:48-50. Tutti coloro che accettano il Cristo per fede si uniscono a Lui con un legame più stretto di quello di una qualsiasi parentela umana. Essi diventano una stessa cosa con Lui, come Egli lo è con il Padre. Sua madre, credendo e mettendo in pratica le Sue parole, si univa al Figlio con una parentela più intima di quanto non lo fosse quella naturale. I suoi fratelli non avrebbero ricevuto alcun beneficio dalla loro parentela fisica con Gesù, se non lo avessero accettato come personale Salvatore. Tutti coloro che accettano il Cristo come Salvatore non rimangono orfani e non devono sopportare da soli le prove della vita; poiché il Signore li supporta e assiste. Gesù ci accoglie come membri della famiglia divina e ci dice di considerare Suo Padre come il nostro Padre celeste. Come Gesù disse alla Maddalena. Giovanni 20:17 Gesù le disse: «Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro». L’amore che Dio nutre per tutti noi è molto più grande di quello dei nostri genitori terreni, ed è impagabile! Siamo pronti a riconoscere la portata di questa parentela divina? Siamo stati adottati nella famiglia di Dio, e pertanto dobbiamo onorare il nostro Padre e tutti i nostri fratelli!

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