Oggi mediteremo sulla parabola del seminatore e sui quattro terreni, che troviamo in Marco 4.

Gran parte degli insegnamenti di Gesù passa attraverso il racconto di parabole. Le persone amano le storie. Quando racconti una storia, le persone sono attente e non si perdono una parola. Quando invece predichi concetti o parli in modo astratto si perdono o si addormentano. Inoltre, attraverso le “parabole”, il concetto che vuoi trasmettere passa più facilmente e resta nella memoria di chi ascolta. Una storia ha il potere di arrivare al cuore delle persone prima che si alzino le loro difese. La parabola del seminatore è un esempio di come le parole hanno il potere di cambiare la vita. «E quelli che hanno ricevuto il seme in buon terreno, sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto chi il trenta, chi il sessanta, chi il cento» (Matteo 4:20). Le parole di Gesù hanno il potere di trasformare la vita delle persone e renderle feconde. E questo produce una moltiplicazione: le persone ne parlano agli amici e anche questi poi partecipano e ascoltano le parole di Gesù. Ma non sempre le parole di Gesù hanno effetto, dipende da chi ascolta. Il seme che cade lungo la strada, rappresenta la Sua Parola che viene ascoltata, ma non avendo terreno viene portata via dagli uccelli. Gli “uccelli” è il lavoro di Satana che non ci permette di far entrare Gesù nella nostra vita (Marco 4:15). A volte siamo troppo presi dalle cose del mondo che le sue parole non mettono radici (Marco 4:16). Altre volte, i problemi della vita “tribolazione o persecuzione” (v.17) hanno il sopravvento e invece di andare dove c’è la soluzione, ci allontanimo da Colui che ci può liberare e salvare. Altre volte ancora “sopraggiungono le preoccupazioni e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto” (Marco 4:19).  Gesù dice: «Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce» (Marco 4:22). Chi siamo e in cosa crediamo sarà visibile in noi chiaramente. Tutti vedranno se siamo discepoli di Gesù o se siamo del mondo. Più e più volte Gesù sottolinea l’importanza delle parole e di ascoltare le Sue parole: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più» (Marco 4:24). Il buon terreno è uno solo, ed è quella persona che come ascolta la Sua parola la mette in pratica subito. Più tempo investiamo nell’ascolto e nel mettere in pratica la parola di Dio nella nostra vita, maggiore sarà il beneficio che sperimenteremo. Dovremmo tutti cercare di mettere questa attività come nostra priorità assoluta. Se dedicheremo del tempo ad accogliere le parole di Gesù ogni giorno, non ce ne pentiremo; inoltre, i benefici sono immediati. Il Signore ribadisce l’importante di mettere in pratica le Sue parole e quindi la Sua volontà, senza adattamenti, manipolazioni o interpretazioni di comodo. 1Gv 2:4 Chi dice: «Io l’ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui».
La parabola del seme che cresce ci dice che una volta piantato nella nostra vita, le parole di Gesù porteranno frutto e arriverà il tempo che raccoglieremo. Nell’attesa del raccolto, siamo chiamati ad avere pazienza e a tenere pulito il terreno (il cuore e la mente), non dobbiamo permettere alle erbacce di soffocare il Suo seme che è stato piantato nel nostro cuore. Inoltre, se a nostra volta seminiamo la Sua Parola nel cuore e nella mente dei nostri amici e parenti, raccoglieremo a tempo debito, e sarà molto di più di quello che abbiamo seminato. La mietitura arriverà (Marco 4.29).

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