Alcuni ragazzini organizzarono una partita di calcio. La partita, seppur amatoriale, doveva essere arbitrata da un arbitro professionista. Ma al momento del fischio iniziale, l’arbitro non era presente. La smania di giocare era tanta che non vollero aspettare oltre e chiesero al padre di uno dei 22 ragazzini di fare da arbitro. Pur non avendo il fischietto e scarsissime conoscenze delle regole del gioco, si è prestato comunque. In poco tempo la partita precipitò nel caos più completo. Alcuni gridavano che la palla era dentro, altri che era fuori, ma il finto arbitro non ero sicuro né dell’una né dell’altra cosa, e lasciò che le cose scorressero senza intervenire. Iniziarono così gli spintoni e i falli; alcuni gridavano: “fallo”, mentre altri gridavano: “non è fallo”. Il finto arbitro non sapeva che pesci prendere e chi avesse ragione o torto, quindi lasciava andare. Alla fine i ragazzi finirono per colpirsi e farsi del male. Quando finalmente arrivò il vero arbitrio, trovò alcuni ragazzi a terra doloranti e gli altri che urlavano come pazzi, principalmente contro il finto arbitro! Il vero arbitrio entrò, fischiò, riorganizzò le squadre, e disse loro dove erano i confini e in poco tempo li ebbe tutti completamente sotto controllo. Da quel momento i ragazzini iniziarono a divertirsi e a godersi un bel pomeriggio di calcio. La domanda è: senza regole, i ragazzini erano più liberi o meno liberi di giocare? Prima dell’arrivo del vero arbitrio, facevano esattamente ciò che volevano, ma in modo confuso e con qualche infortunio. Ma poi, con il vero arbitro e le sue regole, hanno iniziato a divertirsi e a gustarsi la libertà di godere del gioco. Le regole del calcio non sono state pensate per toglierci il divertimento, ma per aiutarci a godere del gioco nella sua pienezza e bellezza. Esattamente come lo sono i 10 comandamenti, che non sono dei divieti, ma dei confini di protezione che Dio ci dà per la nostra vita, perché ci ama. Non sono pensati per limitarci, ma per donarci libertà. Come nel caso del calcio, non tolgono nulla alla bellezza della vita. Al contrario, ci permettono di goderne in pienezza. Il desiderio di Dio è riportare il mondo a vivere saggiamente e lontano dal caos, dal male e dal peccato a causa della disobbedienza ai Suoi comandi.

Giovanni 14:21 «Chi ha i miei comandamenti e li osserva, è uno che mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; e io lo amerò e mi manifesterò a lui».

1Giovanni 2:3-6 «E da questo sappiamo che l’abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Io l’ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui. Ma chi osserva la sua parola, l’amore di Dio in lui è perfetto. Da questo conosciamo che siamo in lui. Chi dice di dimorare in lui, deve camminare anch’egli come camminò lui».

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